Si avvicina alla conclusione il processo penale di primo grado per il crollo della gru di via Genova, avvenuto a Torino il 18 dicembre 2021 e costato la vita a tre lavoratori: Filippo Falotico, Roberto Peretto e Marco Pozzetti.
Nell'udienza del 30 ottobre 2026, al Tribunale di Torino, hanno preso la parola gli avvocati di quattro imputati, dopo l'intervento della difesa di Federico Fiammengo, che si è svolto nell'udienza del 20 ottobre.
Sono intervenuti i legali di Stefano Sprocatti, Enrico Calabrese, Mirzad Svraka e Roberta Iandolino. Al centro delle argomentazioni difensive è finita la ricostruzione delle cause del crollo, con contestazioni sulla possibilità di individuare con certezza le ragioni che hanno provocato la tragedia.
In particolare, l'avvocato Saverio Rodi, difensore di Enrico Calabrese, ha sostenuto che la perizia disposta dal giudice non abbia chiarito le cause del cedimento, ma abbia individuato soltanto una delle possibili ipotesi.
L'avvocato Carlo Cavallo, legale di Mirzad Svraka, ha invece contestato le responsabilità attribuite al gruista. Secondo la tesi difensiva, nonostante l'esperienza professionale, Svraka non avrebbe avuto una posizione di garanzia rispetto a tutte le decisioni assunte in precedenza sull'organizzazione del cantiere. In particolare, la scelta del punto in cui collocare l'autogrù non sarebbe rientrata nelle sue competenze.
Di diverso avviso Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro (l’associazione è parte civile nel processo), che ha ribadito la presenza di elementi concreti e inequivocabili a sostegno delle responsabilità degli imputati. «La perizia e le tesi esposte dal pm e dal nostro avvocato sono molto chiare ed emergono responsabilità precise per ognuno dei cinque imputati», ha dichiarato.
Quirico ha inoltre escluso che il crollo possa essere considerato una fatalità o che le responsabilità possano essere attribuite alle vittime. «Il crollo della gru certo non è stato una fatalità, né si possono incolpare le tre vittime. Aspettiamo con fiducia la pronuncia del giudice Canavero e ci auguriamo il prossimo 18 dicembre di commemorare il quinquennale della strage con una sentenza che stabilisca la verità e faccia giustizia di una strage ingiustificabile», ha concluso.
Il giudice Claudio Canavero ha fissato le prossime udienze, entrambe con inizio alle 9 nella maxi aula 3 del Tribunale di Torino. Giovedì 3 dicembre 2026 sarà dedicato alle repliche del pubblico ministero, delle parti civili e delle difese. Venerdì 4 dicembre è invece attesa la sentenza di primo grado, che segnerà un passaggio decisivo nel percorso giudiziario sulla morte dei tre lavoratori.