Il padel in Piemonte vale ormai 782 campi e 293 club. In cinque anni la dotazione è quasi triplicata e il numero degli impianti è più che raddoppiato, con Torino che si conferma il principale polo regionale: oltre la metà dell’offerta è concentrata nel capoluogo. Sono i dati diffusi dal Centro Studi della Federazione Internazionale Padel in occasione del Fip Gold Mediolanum Padel Cup, in corso al Palavillage di Grugliasco.
Nel 2021 i campi piemontesi erano 274 e i club 121. La crescita registrata da allora è rispettivamente del 185,4% e del 142,1%. Con questi numeri il Piemonte è la quarta regione italiana per disponibilità di campi, dietro Lazio, Lombardia e Sicilia. A livello nazionale si contano 10.333 campi in 3.844 strutture: l’Italia è il secondo Paese al mondo per diffusione della disciplina, dopo la Spagna.
Un elemento distintivo del mercato regionale è la presenza delle strutture al coperto. Sono 483, il 62% del totale piemontese, contro una media nazionale che si attesta attorno al 45%. La quota più alta di impianti indoor consente di giocare durante tutto l’anno e rende l’offerta meno esposta alle condizioni meteo, un aspetto rilevante in un territorio con stagioni fredde e piovose. Per i gestori, la disponibilità di campi coperti aiuta inoltre a mantenere l’attività anche nei mesi invernali.
La crescita trova una vetrina internazionale proprio nell’area torinese. Il torneo al Palavillage di Grugliasco è in programma dal 26 ottobre al 1° novembre e rappresenta una tappa di categoria Gold del Cupra Fip Tour, il circuito mondiale della Federazione Internazionale Padel. Nel calendario 2026 i tornei Gold sono dodici su oltre duecento appuntamenti complessivi; la tappa piemontese mette in palio 50 mila euro e 150 punti per il ranking mondiale.
Il legame tra il torneo e i dati sul settore mette in luce una doppia dimensione: da una parte la pratica sportiva, sostenuta da una rete di club in espansione; dall’altra la capacità di ospitare eventi di richiamo internazionale. Il Piemonte non raggiunge i volumi delle prime tre regioni, ma la crescita degli impianti e la quota elevata di campi coperti ne consolidano il peso nel panorama nazionale. Torino, con oltre metà dei campi regionali, è il centro di questa espansione.