UniTo conferisce Laurea honoris causa al Nobel Giorgio Parisi

Gli atenei di Torino e del Piemonte Orientale premiano il fisico per i suoi studi sui sistemi complessi e sul disordine

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Foto G. Parisi, M. Rizzi, C. Prandi.JPG - {Foto G. Parisi, M. Rizzi, C. Prandi.JPG} - [150676]

La fisica dei sistemi complessi ha trovato a Torino un momento di riconoscimento accademico di particolare rilievo.

Nell’Auditorium del complesso ‘Aldo Moro’ di via Sant’Ottavio, l’Università degli Studi di Torino e l’Università del Piemonte Orientale hanno conferito la laurea honoris causa in Fisica dei sistemi complessi a Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica nel 2021.

A consegnare il riconoscimento sono stati la rettrice dell’ateneo torinese, Cristina Prandi, e il rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Menico Rizzi, in una cerimonia dedicata al contributo scientifico di uno dei più autorevoli fisici teorici contemporanei.

La motivazione richiama i suoi «fondamentali contributi alla comprensione dei sistemi complessi» e la capacità delle sue ricerche di individuare principi universali nel comportamento dei sistemi disordinati e collettivi, trasformando profondamente la fisica statistica e aprendo nuove prospettive in numerosi ambiti della scienza.

Non èsoltanto di un riconoscimento alla carriera; il lavoro di Parisi ha infatti contribuito a modificare il modo in cui la comunità scientifica interpreta fenomeni nei quali molte componenti interagiscono, dando origine a comportamenti collettivi difficili da prevedere attraverso l’analisi dei singoli elementi. Un campo di studio che attraversa discipline diverse e che oggi assume un ruolo significativo anche nello sviluppo di modelli e strumenti per comprendere sistemi naturali e artificiali.

La cerimonia si è aperta con i saluti istituzionali di Prandi e Rizzi. Sono quindi intervenuti Paolo Gambino, direttore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino, e Guido Lingua, del Dipartimento di Scienze e innovazione tecnologica dell’ateneo piemontese orientale.

Leonardo Castellani, docente emerito dell’Università del Piemonte Orientale, ha presentato il corso di studi interateneo in Fisica dei sistemi complessi, espressione della collaborazione tra le due istituzioni universitarie.

A seguire, Michele Caselle, docente del Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino e proponente del conferimento, ha pronunciato la laudatio, illustrando il valore del percorso scientifico del fisico romano e l’impatto delle sue ricerche.

Il momento centrale è stato la lectio magistralis dello stesso Parisi, dal titolo «Complessità, dall’acqua che bolle all’intelligenza artificiale». Un titolo che accosta un fenomeno quotidiano a una delle frontiere più attuali della ricerca tecnologica, mettendo in evidenza l’ampiezza di un campo nel quale le leggi della fisica possono offrire strumenti per leggere comportamenti apparentemente molto diversi.

Nato a Roma nel 1948, Parisi è professore emerito alla Sapienza Università di Roma. Nel corso della sua attività ha affrontato temi che spaziano dalla fisica delle particelle alla teoria dei campi, dalla meccanica statistica ai sistemi disordinati e fuori equilibrio.

Le sue ricerche hanno contribuito a costruire un quadro teorico capace di descrivere situazioni in cui il disordine e le fluttuazioni non rappresentano semplici anomalie, ma elementi fondamentali per comprendere il comportamento di un sistema.

Tra i risultati più importanti figura la soluzione proposta per i vetri di spin, materiali nei quali le interazioni tra componenti microscopiche generano configurazioni complesse e difficili da descrivere.

Il metodo elaborato da Parisi, basato sulla rottura della simmetria delle repliche, ha trasformato lo studio di questi sistemi e ha trovato applicazioni in settori molto diversi, dalla scienza dei materiali alla biologia, dalle reti neurali ai problemi di ottimizzazione.

Il suo nome è legato anche alle equazioni di Altarelli-Parisi, fondamentali nello studio della struttura dei protoni e delle particelle, all’equazione di Kardar-Parisi-Zhang, utilizzata per descrivere fenomeni di crescita e propagazione, e allo sviluppo dei supercomputer Ape, progettati per affrontare problemi di fisica teorica attraverso il calcolo numerico.

Contributi distinti, ma accomunati dalla ricerca di strumenti matematici e computazionali in grado di affrontare fenomeni complessi. Nel 2021 è arrivato il premio Nobel per la Fisica, assegnato a Parisi per la scoperta dell’interazione tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici, dalla scala atomica a quella planetaria. Un riconoscimento che ha dato ulteriore visibilità internazionale a un percorso scientifico sviluppato lungo decenni.

Tra il 2018 e il 2021, inoltre, Parisi ha ricoperto la carica di presidente dell’Accademia nazionale dei Lincei, una delle più antiche istituzioni scientifiche europee. Il conferimento della laurea honoris causa da parte dei due atenei piemontesi valorizza così una ricerca che non si limita ai confini della fisica teorica.

Comprendere la complessità significa studiare come interazioni, variazioni e condizioni iniziali possano produrre risultati collettivi inattesi, un tema centrale tanto nei sistemi naturali quanto nelle tecnologie contemporanee.

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