La prima vendemmia segna una tappa importante per Campus Grapes, il vigneto sperimentale avviato alla Cittadella Politecnica di Torino per studiare nuove soluzioni per la viticoltura. Il raccolto apre una nuova fase di ricerca sulla resilienza delle coltivazioni e sull’uso delle risorse.
Su circa mille metri quadrati crescono 700 viti in vaso, monitorate con tecnologie di precisione e sottoposte a differenti condizioni di prova. Le osservazioni servono a valutare la risposta delle viti agli stress e a individuare pratiche utili anche in ambito produttivo.
Una delle linee di ricerca riguarda il biochar, materiale ricco di carbonio ottenuto dalla pirolisi di biomasse vegetali. Il professor Mauro Giorcelli, del Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia del Politecnico, ne riassume il principio con l’espressione «non vanificare il lavoro dell’albero»: una parte del carbonio assorbito dalla pianta può essere trasformata in una forma più stabile e meno soggetta a degradarsi.
A Campus Grapes il biochar è stato utilizzato su 30 viti. L’esperimento verifica anche se il substrato riesca a trattenere più acqua e a ridurre il fabbisogno irriguo, con una possibile diminuzione dei consumi fino a circa il 50 per cento. Si tratta, precisa Giorcelli, di un obiettivo da verificare e non di un risultato acquisito: saranno le misurazioni e il confronto con le altre piante a dire se il materiale possa contribuire al risparmio idrico.
Il vigneto è inoltre un banco di prova per i sensori ad alta precisione di PlantZCare, spin-off del Politecnico. «I segnali possono essere associati a diverse condizioni di stress attraverso specifiche “firme”», spiega Danilo Demarchi, cofondatore e chief scientific advisor della società. I dati della pianta vengono integrati con quelli del suolo e dell’ambiente e analizzati con algoritmi di intelligenza artificiale. In alcuni casi, il segnale può anticipare di alcune settimane la comparsa dei sintomi visibili, consentendo di riconoscere prima le condizioni di difficoltà.
La prossima stagione porterà la ricerca verso un ulteriore passaggio: l’irrigazione automatica sulla base dei dati raccolti. Il sistema dovrà calibrare l’apporto d’acqua sulle necessità delle piante e del terreno.
Nato dalla collaborazione tra Politecnico di Torino, Citiculture e Università di Torino, Campus Grapes rientra nelle attività dedicate alle Nature Based Solutions, alla decarbonizzazione e alla resilienza climatica. Il progetto è collegato anche alla laurea magistrale in Agritech Engineering. La prima vendemmia offre così un punto di partenza per la fase successiva: mettere alla prova le tecnologie, misurarne i risultati e capire come applicarle a una viticoltura più attenta all’acqua, al carbonio e alla salute delle piante.