Università e imprese piemontesi rafforzano la collaborazione per rispondere alle trasformazioni del mercato del lavoro e sostenere la competitività del territorio. È stato presentato questa mattina, nella Sala Consiglio del Complesso universitario Perrone di Novara, l’Accordo quadro di collaborazione istituzionale tra l’Università del Piemonte Orientale e Confindustria Piemonte. All’incontro sono intervenuti il rettore dell’Ateneo, Menico Rizzi, e il presidente dell’associazione degli industriali piemontesi, Andrea Amalberto.
L’intesa avrà durata triennale e punta a costruire un rapporto stabile tra il sistema universitario e quello produttivo regionale. Gli obiettivi comprendono il sostegno alla competitività delle aziende, l’aumento dell’occupabilità, la qualificazione delle competenze, il trasferimento dei risultati della ricerca e il rafforzamento della presenza internazionale sia dell’Ateneo sia delle imprese piemontesi.
La collaborazione si svilupperà lungo quattro principali linee di intervento. La prima riguarderà la formazione e partirà dall’analisi congiunta dei profili professionali e delle competenze maggiormente richiesti dalle aziende. Upo e Confindustria Piemonte potranno progettare master, corsi di perfezionamento, programmi executive, percorsi brevi, micro-credenziali e summer school. Sono previste anche iniziative di alto apprendistato, seminari e testimonianze aziendali rivolte alle studentesse e agli studenti.
L’obiettivo è avvicinare maggiormente l’offerta didattica alle esigenze del tessuto economico, riducendo la distanza che ancora separa, in alcuni settori, le competenze disponibili da quelle ricercate dalle imprese. Un raccordo più stretto dovrebbe inoltre favorire nuove opportunità di tirocinio, inserimento lavorativo e costruzione di percorsi professionali già durante gli studi universitari.
Il secondo campo di collaborazione sarà quello della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico. L’accordo prevede attività di incontro tra le competenze scientifiche presenti nei dipartimenti universitari e le necessità espresse dalle aziende. Le parti potranno partecipare insieme a bandi e progetti di ricerca, condividere l’utilizzo di laboratori e infrastrutture e sviluppare forme di consulenza tecnico-scientifica.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alla brevettazione, alla valorizzazione dei risultati della ricerca e alla nascita di nuove iniziative imprenditoriali di origine accademica. Le spin-off dell’Università potranno quindi essere coinvolte direttamente nel rapporto con il sistema produttivo, favorendo la trasformazione delle conoscenze sviluppate nell’Ateneo in prodotti, servizi e processi innovativi.
Un altro asse strategico sarà rappresentato dall’internazionalizzazione. Università e Confindustria individueranno insieme alcuni Paesi di interesse prioritario, rafforzando il raccordo con reti internazionali, ambasciate e consolati. Potranno inoltre essere organizzate missioni e iniziative comuni per promuovere le competenze del territorio piemontese, attrarre studenti e studiosi dall’estero e creare nuove opportunità per le imprese sui mercati internazionali.
Il quarto ambito riguarderà la diffusione della cultura scientifica, dell’innovazione e dell’imprenditorialità. Nel percorso troveranno spazio anche i temi della responsabilità sociale e della sostenibilità, con particolare riferimento ai criteri Esg, considerati sempre più rilevanti per la crescita e il posizionamento delle aziende.
L’accordo riserva un’attenzione specifica alle scienze della vita, alla salute, alla medicina, alla farmaceutica e alle biotecnologie. Si tratta di settori ritenuti strategici anche per la presenza sul territorio piemontese di due Aziende ospedaliero-universitarie collegate all’Università del Piemonte Orientale. La collaborazione potrà favorire nuove sinergie tra ricerca clinica, innovazione tecnologica e attività industriali, rafforzando un comparto che rappresenta già oggi uno dei principali punti di forza del Piemonte.
L’intesa si inserisce nel Piano strategico 2024-2030 dell’Università del Piemonte Orientale, che intende consolidare il ruolo dell’Ateneo come interlocutore generalista e multicampus dei territori nei quali opera. Un coinvolgimento specifico sarà riservato alle piccole e medie imprese, alla Piccola Industria e ai Giovani Imprenditori di Confindustria Piemonte.
Per tradurre gli obiettivi in progetti concreti sarà istituito un Comitato di indirizzo e coordinamento. L’organismo dovrà individuare e aggiornare le priorità, proporre programmi di lavoro e schede tematiche e favorire il coinvolgimento dei dipartimenti, dei centri e dei laboratori universitari, insieme alle associazioni territoriali e alle aziende aderenti a Confindustria.
«Questo accordo rappresenta un passo importante nel rapporto tra l’Università e il mondo produttivo piemontese», ha dichiarato il rettore Menico Rizzi. L’Ateneo, ha spiegato, vuole diventare sempre più un punto di riferimento per lo sviluppo del territorio, mettendo a disposizione delle imprese le proprie competenze scientifiche e di ricerca.
Per Rizzi, il rafforzamento dei rapporti con Confindustria consentirà anche di offrire agli studenti percorsi formativi più vicini alle esigenze del mercato, maggiori occasioni di tirocinio e di inserimento lavorativo e la possibilità di costruire già durante gli studi un ponte verso la futura professione.
«Il capitale umano è oggi più che mai un fattore strategico di competitività», ha sottolineato Andrea Amalberto. Secondo il presidente di Confindustria Piemonte, tecnologie, digitalizzazione, intelligenza artificiale e transizioni energetica e ambientale stanno cambiando profondamente il modo di fare impresa, ma nessuna trasformazione può essere affrontata senza competenze e professionalità capaci di anticipare il cambiamento.
Amalberto ha ricordato l’accordo già operativo con il Politecnico di Torino e ha annunciato che prossimamente ne sarà firmato uno anche con l’Università di Torino. L’obiettivo è costruire un dialogo sempre più strutturato tra chi produce conoscenza e chi deve trasformarla in innovazione, crescita economica e sviluppo sociale.