Abusi sulla 13enne, scarcerato dopo 48 ore: ispettori del ministero al Tribunale di Torino

Bufera sulla decisione del gip. Forza Italia: «Scelta inspiegabile, serve tolleranza zero». FdI davanti alla Questura chiede la chiusura del minimarket

Carlo Santori 01/09/2026
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Il ministero della Giustizia invierà gli ispettori al Tribunale di Torino per fare luce sulla scarcerazione, dopo appena 48 ore, del quarantenne bengalese accusato di aver abusato sessualmente di una ragazzina di 13 anni all’interno del minimarket nel quale lavorava come commesso. Una vicenda che ha provocato fortissime reazioni politiche, con Fratelli d’Italia scesa in piazza davanti alla Questura e Forza Italia che torna a chiedere maggiore presenza delle forze dell’ordine e della Polizia municipale nelle strade della città.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo sarebbe stato protagonista di due episodi nell’arco di circa quaranta minuti. Uno avrebbe avuto come vittima una donna, l’altro la tredicenne entrata nel minimarket. Gli episodi sarebbero stati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza dell’esercizio commerciale.

L’uomo era stato arrestato dalle forze dell’ordine, ma dopo due notti trascorse in carcere il gip ne ha disposto la scarcerazione. A suscitare particolare clamore è stato il riferimento, nella valutazione del giudice, alla «resipiscenza» manifestata dall’indagato. Una decisione che ha immediatamente alimentato il dibattito sulla pericolosità sociale dell’uomo e sulla tutela delle possibili vittime.

Il caso è arrivato così al ministero della Giustizia, che ha disposto l’invio degli ispettori al Tribunale di Torino per effettuare verifiche sulla vicenda.

Tra le reazioni più dure quella di Forza Italia. Marco Fontana, segretario cittadino degli azzurri a Torino, collega quanto accaduto anche al più generale dibattito sulla giustizia e sulla sicurezza urbana.

«Ora spero che gli elettori capiscano quanto sia stato sbagliato bocciare il recente referendum costituzionale sulla giustizia – attacca Fontana –. Pensare che un presunto molestatore, proprio perché ha mostrato pentimento e quindi, di fatto, riconosciuto le proprie responsabilità, possa tornare libero dopo appena due giorni è una decisione difficilmente comprensibile e che appare completamente scollegata dalla sensibilità comune».

Per il segretario cittadino di Forza Italia, tuttavia, il problema non riguarda soltanto la risposta giudiziaria, ma anche il controllo quotidiano del territorio. «Resta il fatto che a Torino manca un presidio puntuale delle strade. Quando Berlusconi parlava degli agenti di quartiere qualcuno sorrideva, eppure i continui fatti di cronaca ci raccontano quanto oggi quella intuizione sarebbe utile. È arrivato il momento di portare per strada i troppi vigili urbani impiegati negli uffici».

Fontana chiede quindi «un segnale forte da parte della città», a partire da un diverso utilizzo della Polizia municipale: «Bisogna smettere di pensare ai civich soltanto come agli esattori del Comune utilizzati per fare cassa. Anche la semplice presenza delle divise nelle strade rappresenterebbe un deterrente. Torino continua invece a mandare messaggi contraddittori sulla sicurezza, quando sarebbe necessario applicare un principio semplice e sacrosanto: tolleranza zero nei confronti di chi delinque».

Anche Fratelli d’Italia ha scelto di mobilitarsi. Davanti alla Questura di Torino si sono presentati la vicecapogruppo di FdI alla Camera Augusta Montaruli e il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone, insieme ad altri esponenti del partito. Durante il presidio è stato srotolato uno striscione con la scritta «Chiudiamo il pedomarket».

«Fratelli d’Italia è davanti alla Questura di Torino per dire che il lavoro delle forze dell’ordine non può essere vanificato, così come non può essere vanificato il lavoro del legislatore davanti a decisioni assurde – ha dichiarato Montaruli –. Con una violenza sessuale nei confronti di un minore, permettere a chi è accusato di questa azione odiosa di tornare sul posto di lavoro e potenzialmente colpire altre donne è un fatto inaccettabile».

Montaruli ha ringraziato la Questura e le forze dell’ordine per l’intervento che aveva portato all’arresto dell’uomo, chiedendo però la chiusura dell’esercizio commerciale: «È inammissibile che quella persona possa tornare a lavorare e mettere a rischio altre donne e, purtroppo, addirittura bambine».

Sulla stessa linea Marrone: «Le forze dell’ordine hanno fatto il loro mestiere, perché hanno arrestato immediatamente il responsabile. Ora che è stato rimesso in libertà, l’unica possibilità che il nostro ordinamento consente è fare appello al questore affinché utilizzi i suoi strumenti per disporre la chiusura dell’esercizio per ragioni di sicurezza e ordine pubblico».

Il vicepresidente della Regione ha poi allargato il ragionamento alla presenza dei minimarket nelle periferie, chiedendo «una riflessione seria» sugli effetti delle liberalizzazioni introdotte all’epoca del governo Prodi con Pier Luigi Bersani ministro, che secondo Marrone avrebbero contribuito alla proliferazione di esercizi che «in qualche caso sono decorosi, ma in tanti altri sono un far west».

La scarcerazione ha provocato reazioni anche nel centrosinistra. Fiorella Zabatta, co-portavoce nazionale di Europa Verde ed esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, definisce la notizia «agghiacciante».

«Se i fatti fossero confermati, ci troveremmo di fronte a un fallimento inaccettabile del sistema di tutela delle vittime – afferma –. Giustificare il rilascio con una presunta “resipiscenza” dell’indagato significa ignorare la gravità e la serialità delle azioni contestate». Per Zabatta «non possiamo esortare le donne a denunciare se lo Stato si dimostra incapace di proteggerle» e per questo è necessario che il ministro della Giustizia faccia chiarezza.

Critiche arrivano infine dalla senatrice di Italia Viva-Casa Riformista Daniela Sbrollini, capogruppo in commissione Femminicidio: «La vicenda di Torino ha dell’incredibile: come è possibile che un uomo molesti una ragazzina di appena 13 anni e venga rilasciato dopo due giorni perché “ha mostrato resipiscenza”? Questa decisione del gip lascia sconcertati e vanifica anni di impegno e lotta per contrastare la violenza sulle donne».

Un fronte politico insolitamente ampio, dunque, accomunato dalle perplessità sulla scarcerazione. Mentre a Torino cresce la polemica, sarà ora l’ispezione disposta dal ministero della Giustizia a verificare quanto accaduto negli uffici giudiziari e gli atti che hanno portato alla rimessa in libertà del quarantenne.

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