Una diagnosi più veloce, percorsi terapeutici personalizzati e la possibilità di evitare il ricorso a laboratori privati esterni. È una svolta destinata ad avere un impatto concreto sulla cura del carcinoma ovarico quella annunciata dalla Città della Salute e della Scienza di Torino, dove da oggi il test genetico Hrd (Homologous Recombination Deficiency) viene eseguito direttamente all’interno dei laboratori dell’ospedale. Si tratta del primo servizio 'in house' attivato in una struttura pubblica piemontese per questa tipologia di esame, fondamentale per individuare le pazienti che possono beneficiare delle più innovative terapie mirate.
L’introduzione del test rappresenta un passo avanti nella medicina di precisione applicata all’oncologia ginecologica. Attraverso la profilazione molecolare del tumore, infatti, è possibile individuare alterazioni nei meccanismi di riparazione del Dna che consentono di selezionare con maggiore accuratezza i trattamenti, in particolare quelli basati sugli inibitori di Parp, oggi considerati tra le principali innovazioni nella terapia del carcinoma ovarico.
Fino a oggi le pazienti seguite all’ospedale Sant’Anna dovevano inviare i campioni biologici a laboratori privati specializzati, con inevitabili tempi di attesa legati al trasporto e all’elaborazione degli esami. Da ora tutto il percorso diagnostico sarà svolto all’interno della Città della Salute, nel Laboratorio di Patologia Molecolare dell’Anatomia Patologica universitaria delle Molinette, ospitato nella Ngs Facility del Dipartimento di Medicina di Laboratorio.
Il progetto è stato reso possibile grazie a un investimento della Fondazione Compagnia di San Paolo, che ha destinato 2 milioni di euro al programma di ammodernamento tecnologico e infrastrutturale dell’Anatomia Patologica delle Molinette. L’acquisto della nuova piattaforma diagnostica costituisce il primo tassello di questo piano di sviluppo. Fondamentale anche il ruolo della Fondazione Ricerca Molinette, che ha seguito la progettazione dell’intervento, la gestione amministrativa e gli acquisti e che formalizzerà la donazione della tecnologia all’ospedale.
L’iniziativa si inserisce nella Rete delle fondazioni ospedaliere ed enti non profit piemontesi, promossa dalla Regione Piemonte insieme alla Fondazione Compagnia di San Paolo, con l’obiettivo di trasformare le esigenze della sanità pubblica in progetti concreti di ricerca, innovazione e miglioramento dell’assistenza.
L’importanza dell’innovazione è legata anche ai numeri della malattia. Il carcinoma ovarico rappresenta una delle neoplasie ginecologiche più aggressive. In Italia vengono diagnosticati ogni anno circa 5.400 nuovi casi, mentre il tumore dell’ovaio è tra le principali cause di morte oncologica nella popolazione femminile per la difficoltà di una diagnosi precoce. In Piemonte si registrano ogni anno oltre 30 mila nuove diagnosi di tumore, mentre sono più di 280 mila le persone che convivono con una patologia oncologica. Il Registro Tumori Piemonte, nato proprio a Torino nel 1985 e oggi esteso progressivamente all’intero territorio regionale, rappresenta uno degli strumenti fondamentali per monitorare l’andamento epidemiologico delle neoplasie e programmare i servizi sanitari.
Per Alberto Anfossi, segretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo, il nuovo servizio rappresenta un investimento destinato a produrre effetti duraturi. «Il contributo per la modernizzazione dell’Anatomia Patologica delle Molinette nasce dalla volontà di offrire diagnosi più rapide, precise e personalizzate, mettendo la tecnologia al servizio dei percorsi di cura con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’assistenza e rafforzare la capacità di ricerca, anche in riferimento al potenziamento delle collaborazioni ad alto impatto clinico tra Atenei. È la direzione indicata dal nostro Piano Strategico: sostenere cambiamenti strutturali della sanità pubblica attraverso programmazione, innovazione e collaborazione tra soggetti diversi. La Rete delle fondazioni ospedaliere piemontesi, promossa insieme alla Regione Piemonte, rappresenta il contesto in cui questa visione prende forma, trasformando le priorità della sanità in interventi concreti e capaci di generare benefici duraturi».
Sottolinea il valore clinico dell’iniziativa anche Paola Cassoni, vicerettrice per l’area medica dell’Università di Torino e direttrice del Dipartimento di Medicina di Laboratorio. «Accogliamo con grande senso di responsabilità e soddisfazione il generoso contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo, grazie al quale il Presidio Molinette dell’Aou Città della Salute e della Scienza di Torino è ora il primo ospedale pubblico del Piemonte a erogare il test Hrd per le pazienti affette da carcinoma ovarico. La possibilità di eseguire il test direttamente nei nostri laboratori rappresenta un significativo avanzamento nella qualità del percorso diagnostico-assistenziale, poiché consente di ottimizzare l’intero processo e di favorire una più stretta integrazione tra le diverse professionalità coinvolte. La condivisione interdisciplinare dei risultati permetterà di formulare decisioni terapeutiche sempre più appropriate e personalizzate per ciascuna paziente. La strumentazione acquisita consente, inoltre, di ampliare l’offerta di analisi molecolari avanzate anche ad altre tipologie di tumori, oltre al carcinoma ovarico, contribuendo al miglioramento e all’efficientamento dei percorsi di diagnosi e cura di numerosi pazienti oncologici della Regione».
L’introduzione della nuova piattaforma, infatti, non sarà limitata al tumore ovarico. Le apparecchiature di sequenziamento genetico potranno essere utilizzate anche per altre neoplasie, rafforzando la medicina di precisione e ampliando l’offerta diagnostica dell’ospedale.
Per Massimo Segre, presidente della Fondazione Ricerca Molinette, il risultato dimostra l’efficacia della collaborazione tra pubblico e privato. «Da oggi le donne con tumore ovarico hanno la risposta molecolare dentro l’ospedale pubblico, senza più rivolgersi a laboratori esterni. La Fondazione Ricerca Molinette ha reso possibile questo passaggio, che è la nostra missione: portare la ricerca fino alla paziente. È la prova che la Rete, quando le fondazioni piemontesi lavorano insieme, produce risultati concreti per la salute pubblica. Questo importante risultato è stato raggiunto grazie alla competenza scientifica e alla passione per il proprio lavoro della professoressa Paola Cassoni, il cui impegno costante è stato determinante per portare a termine il progetto».
L’attivazione del test Hrd segna così un ulteriore passo avanti per la sanità pubblica piemontese. Ridurre i tempi della diagnosi molecolare significa consentire agli oncologi di avviare più rapidamente le terapie più efficaci, migliorando l’appropriatezza delle cure e offrendo alle pazienti un percorso sempre più personalizzato. Un investimento tecnologico che rafforza il ruolo della Città della Salute come centro di riferimento nazionale nell’oncologia e nella medicina di precisione, confermando come innovazione, ricerca e collaborazione tra istituzioni possano tradursi in benefici concreti per i cittadini.