Palazzo Salmatoris di Cherasco, da sabato 11 luglio al 13 settembre 2026, ospiterà la mostra di Mirko Andreoli “Realismo arcano. La luce risplende dove il buio è fitto”, curata da Marco Albeltaro e Cinzia Tesio. Il visitatore si troverà immerso in un mondo in cui le suggestioni dell’arte classica si intersecano con il mondo esoterico; la rassegna presenta una selezione del complesso e articolato percorso dell’artista. In mostra è presente una ricca selezione di disegni a matita e foglia oro su carta, racchiusi in cornici d’epoca scelte dall’artista come ulteriore sottolineatura di un tempo fluido che sintetizza il passato con le istanze del contemporaneo.
Assieme a questa ricerca è poi esposta una selezione di acquerelli nei quali, sotto le sembianze di rilassanti paesaggi agresti, si nascondono presenze provenienti da altri mondi. Nella quiete delle campagne si intravvedono dischi volanti, architetture inquietanti, proprio a segnalare come ciò che si osserva, nella maggior parte dei casi, non è esattamente ciò che è. Anche nella serie dedicata ai Marabut e l’uovo d’oro, in collaborazione con lo scrittore Diego Riccobene, l’artista si cimenta con una straordinaria perizia tecnica, in una narrazione che affonda le proprie radici nella leggenda, sollecitando l’occhio di chi guarda con una simbologia tanto raffinata quanto straniante. Per la prima volta, verrà esposta la serie completa dei Tarocchi “The Soul Seeker Tarot”, che Andreoli ha recentemente realizzato per l’editore Lo Scarabeo. Anche in questo caso, la narrazione contenuta all’interno di ogni carta, è qualcosa che va ben oltre il conosciuto e che, proprio per la sua originalità, costruisce un racconto coinvolgente e straniante al medesimo tempo. Il suggestivo Palazzo Salmatoris importante centro culturale e sede di mostre d’arte di grande livello da Picasso a Fontana Chagall Casorati Gattuso e ospita un mostra permanente con le opere del grande pittore cheraschese Romano Reviglio (1928 2008). Costruito all’inizio del ‘600, più volte abbellito, ingrandito e rimaneggiato, il palazzo costituisce l’edificio di maggior prestigio storico della Città: qui fu firmata la pace del 1631, nelle sue sale fu deposta la Sindone, allontanata da Torino nel 1706, qui Napoleone Bonaparte impose l’armistizio del 1796 ai Piemontesi, le sue sale furono elette più volte ad abitazione dalla corte Sabauda.