Acqui Terme, dieci milioni di euro per il piano di sviluppo dell’Ex Kaimano
L’obiettivo dell’intervento è di restituire alla città uno spazio oggi inutilizzato per trasformarlo in un centro di ricerca
Finanziato con oltre 9 milioni di euro dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri il piano per la rigenerazione dello stabilimento Ex Kaimano e la valorizzazione del patrimonio archeologico cittadino. Acqui Terme compie un passo decisivo verso il proprio futuro con il finanziamento del Piano di Sviluppo “Stabilimento Industriale Ex Kaimano”, un progetto strategico di rigenerazione urbana, culturale e sociale che consentirà di restituire alla città uno dei suoi luoghi più rappresentativi.
L’intervento, per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro, è stato finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito delle misure nazionali dedicate alla riqualificazione delle aree dismesse e al rilancio dei territori. Il Piano consentirà il recupero dell’intero complesso attraverso la realizzazione di un moderno polo culturale e formativo, destinato a diventare un punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio archeologico romano di Acqui Terme, per l’organizzazione di eventi culturali e scientifici, per l’alta formazione e per la promozione del territorio. L’obiettivo è quello di trasformare un’area oggi inutilizzata in un motore permanente di sviluppo economico, turistico e culturale, capace di generare occupazione qualificata, attrarre investimenti e rafforzare l’identità della città. L’intervento prevede il recupero degli spazi dell’ex Pala Feste, la realizzazione di un museo archeologico immersivo dedicato ad “Acqui Terme Romana”, la creazione di aree per convegni, mostre e manifestazioni, nonché la realizzazione di un parcheggio di interscambio dotato di servizi per la mobilità sostenibile.
Il Piano di Sviluppo «Stabilimento Industriale Ex Kaimano» è strettamente legato all‘interesse dell’Amministrazione di Acqui Terme per lo sviluppo di azioni strategiche che possano avviare processi di ripresa economica e sociale attraverso la valorizzazione, l‘efficientamento, il recupero funzionale e il completamento di interventi relativi al proprio patrimonio culturale (in particolare quello archeologico), ritenendolo una tra le principali risorse per il rilancio e la riqualificazione della vocazione turistica del proprio territorio.
Il Piano di Sviluppo concepito per il recupero dello stabilimento “Lama Italia/Kaimano” mira quindi a trasformare il patrimonio archeologico romano in una delle principali leve attive del processo economico acquese, riposizionando Acqui Terme come città del sapere, della cultura e della sperimentazione nel campo dei beni culturali. In primo luogo, il progetto intende attivare un processo di rigenerazione urbana mirata, centrato sul riuso dell‘ex fabbrica Kaimano: la sua riconversione in polo culturale multifunzionale, articolato in museo archeologico immersivo, spazio eventi, fiere che promuovono i prodotti e le risorse locali, centro per la formazione avanzata e hub per la mobilità sostenibile, ha come obiettivo la restituzione alla collettività di un luogo oggi marginale, riconnettendolo con le reti civiche, culturali ed economiche della città e favorendo una riqualificazione profonda del tessuto urbano. In secondo luogo, il piano punta alla infrastrutturazione culturale e formativa della città attraverso la creazione di spazi e dispositivi permanenti dedicati all‘archeologia pubblica, alla didattica esperienziale, alla divulgazione scientifica e alla progettazione interdisciplinare, in collaborazione con gli istituti universitari interessati alla collaborazione su queste tematiche.
L’ampio complesso di archeologia industriale “Lama Itali/Kaimano”, come ben noto localizzato su un’area ad alto valore archeologico, si presenta come un agglomerato di vari edifici frutto della complessa storia produttiva del complesso: dapprima cotonificio, poi lamificio “Lama Italia”, infine coltelleria Kaimano. Il Piano di Sviluppo si articola in tre interventi principali, sinergici tra loro, ciascuno con una funzione specifica che contribuisce alla costruzione di una nuova infrastruttura culturale e urbana, nel contesto della quale la valorizzazione del patrimonio romano si configura non solo come azione conservativa, ma come leva attiva di trasformazione urbana, inclusione sociale, innovazione e attrazione di investimenti. In questo senso non rappresenta un semplice recupero edilizio, ma il fulcro di una nuova infrastruttura culturale strategica per Acqui Terme e per l’intero bacino territoriale.
I tre interventi previsti dal Piano di Sviluppo prevedono: il recupero funzionale del corpo di fabbrica centrale, già zona espositiva, da destinare a realizzazione di area museale tematica dedicata all‘archeologia romana del municipium di Aquae Statiellae, con la trasformazione di una porzione del complesso industriale in spazio espositivo permanente dedicato alla valorizzazione del patrimonio del passato attraverso un approccio narrativo, esperienziale e multimediale; il recupero funzionale del corpo di fabbrica ex Kaimano già zona centro fiere, da destinare a polo per attività fieristiche, convegni, esposizioni, incontri scientifici, laboratori e attività culturali temporanee, con una particolare attenzione al turismo archeologico e scientifico; la creazione di una infrastruttura di sosta e scambio modale a servizio del nuovo polo culturale e del centro urbano, con l‘obiettivo di ridurre la pressione veicolare sul centro e incentivare forme di mobilità sostenibile.