CinemAmbiente, trionfa «Nuisance Bear»

Si è chiusa a Torino la ventinovesima edizione del festival dedicato al cinema ambientale. Il pubblico ha scelto «Rua do Pescador, nº 6», a cui è andato il «Premio Iren»

Loredana Polito 08/06/2026
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Si è chiusa domenica scorsa alla Mole Antonelliana la 29esima edizione del Festival CinemAmbiente, confermando ancora una volta il ruolo della manifestazione torinese come uno dei più importanti osservatori internazionali sul rapporto tra cinema, ambiente e trasformazioni sociali.

La cerimonia di premiazione, ospitata negli spazi del Museo Nazionale del Cinema, ha assegnato i riconoscimenti alle opere che meglio hanno saputo raccontare le grandi sfide del nostro tempo: cambiamento climatico, perdita della biodiversità, crisi delle comunità e ricerca di nuovi equilibri tra uomo e natura.

A conquistare il massimo riconoscimento della rassegna, il Premio Asja per il miglior documentario internazionale, è stato «Nuisance Bear» di Jack Weisman e Gabriela Osio Vanden, produzione tra Stati Uniti, Canada e Regno Unito. La giuria internazionale ha premiato un’opera capace di affrontare con originalità e sensibilità il complesso rapporto tra esseri umani, animali e ambiente, evitando ogni approccio didascalico. Nelle motivazioni emerge l’apprezzamento per un film che riesce a essere al tempo stesso ironico, tragico e profondamente empatico nel raccontare l’estinzione della fauna e delle popolazioni native.

Ma a raccogliere il consenso più diretto e partecipato è stato il film brasiliano «Rua do Pescador, nº 6» di Bárbara Paz, vincitore del Premio Iren del pubblico. Il riconoscimento, assegnato dagli spettatori del Festival e accompagnato da un contributo di 1.500 euro, rappresenta uno dei premi più significativi della manifestazione perché esprime la voce della comunità che anima le sale e segue con attenzione le proposte della rassegna.

L’opera della regista brasiliana racconta una tragedia ambientale attraverso le storie di una comunità costretta a confrontarsi con la perdita della propria casa e del proprio territorio. Un racconto che intreccia memoria, resilienza e sopravvivenza, capace di coinvolgere emotivamente il pubblico e di tradurre in immagini la dimensione umana delle crisi climatiche. Lo stesso film ha ottenuto anche una menzione speciale della giuria internazionale, che ne ha sottolineato la capacità di restituire dignità e bellezza agli sfollati attraverso una narrazione immersiva e autentica.

Tra i cortometraggi internazionali si è imposto «A Voyage of Eulogies» del regista singaporiano Jean-Pierre Pillay, premiato con il Premio Smat. L’opera è stata apprezzata per la capacità di affrontare il collasso ecologico attraverso il linguaggio delle emozioni, della memoria e dell’assenza, offrendo allo spettatore una lettura profondamente umana di una crisi globale. Menzione speciale per «Amma, Do Giraffes Cry?» di Kartikeya Saxena, lodato per la qualità della fotografia e per il delicato sguardo rivolto al mondo animale.

Importante anche il riconoscimento dedicato alla produzione nazionale. Il Premio speciale «Gaetano Capizzi» per la sezione Made in Italy è stato assegnato a «Torneranno i lupi» di Bianca Vallino, documentario che intreccia storia familiare e memoria collettiva attraverso il racconto di tre generazioni di donne. Una riflessione sul legame con il territorio che diventa esperienza universale. Menzione speciale a «Tevere corsaro» di Pietro Balla e Monica Repetto per la capacità di coniugare temi ambientali e diritti sociali.

Tra gli altri premi assegnati figurano quello di Casacomune a «Ma Prière à la mer – La mia preghiera al mare» di Davide Marino, intensa riflessione sulla perdita di biodiversità marina e sul rapporto spirituale tra uomo e natura; il Premio Ambiente e Società a «Silver» della regista polacca Natalia Koniarz, dedicato alle connessioni tra fragilità sociale e crisi ambientale; e il Premio Slow Food a «Labouyi Bannann (Banana Soup)» di Geena Gasser, originale denuncia delle contraddizioni dell’agricoltura industriale.

A conferma del successo di «Nuisance Bear», il documentario ha ricevuto anche il Premio Piemonte Parchi per il modo innovativo con cui racconta la biodiversità e la difficile convivenza tra uomo e fauna selvatica in un contesto segnato dagli effetti del cambiamento climatico.

Per chi non ha potuto seguire la manifestazione in presenza, il Festival offre ancora la possibilità di recuperare una parte della programmazione: 45 film selezionati restano disponibili gratuitamente online fino al 14 giugno sulla piattaforma OpenDdb attraverso il sito web ufficiale della manifestazione.

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