Circa un centinaio di attivisti del coordinamento Torino per Gaza si sono ritrovati questa mattina in piazza Massaua aderendo allo sciopero nazionale indetto dai sindacati di base, tra cui Cub e Si Cobas. Al centro della mobilitazione la denuncia della guerra in Medio Oriente e del coinvolgimento dell’industria bellica italiana.
Davanti ai manifestanti è stato esposto uno striscione con la scritta: «Oggi sciopero contro guerra e genocidio. Torino non si arruola». Il presidio si è svolto a poca distanza dagli stabilimenti di Leonardo e di altre aziende del comparto aerospaziale.
«È uno sciopero sui posti di lavoro, ma è anche uno sciopero sociale. Questa città è coinvolta pesantemente nell’economia di guerra», ha spiegato Maria, portavoce del coordinamento Torino per Gaza. Secondo gli organizzatori, la protesta punta a contestare lo sviluppo del polo aerospaziale torinese e l’incremento delle produzioni considerate a uso militare.
«Siamo qui per denunciare la creazione di questa cittadella dell’aerospazio, l’ampliamento di questa parte di produzione dual use e produzione bellica. In cui la città non si riconosce e assolutamente sono necessari tutt’altri investimenti», ha aggiunto la portavoce, sottolineando la necessità di politiche industriali e occupazionali alternative in vista delle difficoltà che stanno investendo il settore automotive.
La manifestazione è stata seguita dalle forze dell’ordine. Per motivi di sicurezza è stata temporaneamente chiusa la stazione della metropolitana Marche, mentre la circolazione nell’area di piazza Massaua e in un tratto di corso Francia ha subito limitazioni.
Dal presidio è poi partito un corteo diretto verso il centro cittadino. «Visto che la polizia ha deciso di isolarci in questo tratto di strada, ci muoviamo verso la civiltà, dove ci sono le persone, per volantinare», hanno annunciato gli organizzatori dal palco.
Prima della partenza, gli attivisti hanno realizzato sull’asfalto, all’incrocio tra corso Francia e via Pietro Cossa, una grande scritta con vernice e pennelli: «Torino non si arruola», slogan scelto per caratterizzare l’intera giornata di mobilitazione contro la guerra e il riarmo.