Si è aperta a Veronafiere l’edizione 2026 di Vinitaly, con il Piemonte presente nel Padiglione 10 attraverso un ampio spazio istituzionale, da oltre 700 metri quadrati, coordinato dal consorzio Piemonte Land of Wine e sostenuto dalla Direzione Agricoltura regionale, con l’obiettivo di valorizzare vini e territori.
Al centro della partecipazione l’Area Piemonte, concepita come punto d’incontro tra istituzioni, consorzi, produttori e operatori internazionali. Lo spazio, rinnovato nella grafica e aperto al pubblico, si presenta sotto il marchio «Piemonte Is – Eccellenza Piemonte» e integra promozione vitivinicola, turistica e agroalimentare, con 108 produttori, quattro consorzi di tutela e le Atl del territorio.
La giornata inaugurale ha visto la presentazione del progetto «Sinfonia Barbera», rete tra sei Comuni del Monferrato per la promozione del celebre rosso piemontese, insieme al lancio della nuova enoteca «Divinorum» di Coldiretti a Torino e alla consegna del Premio Angelo Betti al produttore Giovanni Negro delle cantine Angelo Negro di Monteu Roero.
L’inaugurazione ufficiale dell’Area Piemonte ha visto la partecipazione del sottosegretario Patrizio La Pietra, del presidente di Piemonte Land of Wine Francesco Monchiero e dei rappresentanti dei consorzi e della Fondazione Agrion.
In questa occasione è stato anche presentato l’Osservatorio sul Mercato Vitivinicolo, strumento pensato per fornire dati e analisi ai produttori e orientare le strategie di export verso i mercati esteri.
«Siamo la regione delle 61 denominazioni, protagoniste nello stand con degustazioni e prodotti innovativi», ha spiegato l’assessore Paolo Bongioanni, sottolineando la volontà di rafforzare la presenza sui mercati internazionali, dagli Stati Uniti al Canada, fino a Estremo Oriente e India, e di sostenere i produttori con strumenti mirati. «Il vino resta il motore della promozione dell’intero sistema agroalimentare e dell’italianità».
Netta anche la posizione del sottosegretario La Pietra: «I nostri imprenditori hanno bisogno di certezze e indicazioni chiare per affrontare nuovi mercati», ha dichiarato, evidenziando l’impegno del Governo Meloni nel supportare l’export e nel rafforzare la competitività della filiera. «Investire nel vino – ha detto – significa sostenere un’eccellenza e l’intero sistema produttivo, migliorando redditività e sostenibilità energetica».