Segni del Novecento a Torino

Opere su carta della GAM rivelano il lato più intimo e sperimentale degli artisti

Elena Marchisio 28/03/2026
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Dal 21 maggio al 1° novembre 2026 la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino presenta la mostra Un altro Novecento. Opere su carta dalle Collezioni della GAM, a cura di Fabio Cafagna ed Elena Volpato, inserita nel programma della Quarta Risonanza. L’esposizione propone per la prima volta un ampio percorso unitario dedicato alle opere su carta conservate nelle raccolte del museo, offrendo una lettura originale dell’intero XX secolo attraverso disegni, acquerelli, incisioni e dipinti.

Il progetto mette in luce un patrimonio cresciuto nel tempo anche grazie al contributo della Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris e della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, il cui sostegno ha arricchito in modo significativo le collezioni della GAM. In un secolo segnato da profonde trasformazioni storiche e linguistiche, la carta si afferma come uno spazio privilegiato di sperimentazione: un supporto immediato e flessibile che consente agli artisti di annotare intuizioni, svilupparle, metterle in discussione e trasformarle. Le opere esposte rivelano così il laboratorio più intimo della pratica artistica, tra ideazione e ripensamento, studio e variazione.

Il percorso si articola in ventuno sezioni, attraversando le principali stagioni del Novecento e approfondendo nuclei significativi dedicati ad alcuni artisti centrali nelle collezioni della GAM. Tra questi spiccano Lucio Fontana, rappresentato da un importante gruppo di fogli donati nel 1970, e Giorgio Morandi, con una selezione che dalle acqueforti degli anni Venti conduce alle celebri nature morte e ai paesaggi, in una costante riflessione su luce e astrazione. Una sala monografica è dedicata a Filippo de Pisis, di cui viene valorizzata la dimensione lirica e diaristica attraverso opere realizzate tra gli anni Venti e Cinquanta.

La mostra si apre con le atmosfere simboliste di fine Ottocento e inizio Novecento, con artisti come Leonardo Bistolfi e Medardo Rosso, per poi estendersi ai principali movimenti europei: dal postimpressionismo all’espressionismo, dal primitivismo al dadaismo. Ampio spazio è riservato alle avanguardie italiane, con Giacomo Balla e Umberto Boccioni, in dialogo con figure internazionali come Paul Klee e Natalija Goncharova.

Il percorso prosegue con protagonisti del Novecento italiano quali Felice Casorati e Luigi Spazzapan, passando per le visioni di Lorenzo Viani e Mario Sironi, fino alle ricerche astratte di Fausto Melotti e al realismo di Renato Guttuso e Renato Birolli. Nel secondo dopoguerra emergono le sperimentazioni di artisti come Osvaldo Licini, Tancredi Parmeggiani, Mino Maccari e Carol Rama, che esplorano nuove possibilità espressive del segno.

Accanto a questi, trovano spazio le raffinate incisioni di Giacomo Manzù e i lavori su carta di Carlo Corsi, insieme alle ricerche di artisti legati al contesto torinese come Mario Sturani, Carlo Turina e Cino Bozzetti. Il disegno si conferma inoltre strumento fondamentale per il bozzetto e la progettazione, come dimostrano le opere di Gigi Chessa, Carlo Levi, Francesco Menzio e Bruno Cassinari.

La seconda metà del secolo vede il disegno aprirsi a una dimensione sempre più libera e sperimentale, tra scrittura e gesto, fino ad arrivare alla Pop Art con Robert Rauschenberg, Andy Warhol, Roy Lichtenstein e le interpretazioni italiane di Mario Schifano e Piero Gilardi. Parallelamente si sviluppano ricerche che mettono in relazione il disegno con lo spazio e la materia, come nei lavori di Mario Merz e Giuseppe Penone.

Il percorso si conclude con le esperienze più recenti, tra essenzialità del segno e nuove geometrie, e con un focus sulla tradizione incisoria torinese. A chiudere simbolicamente la mostra è l’opera di Eliseo Mattiacci, che unisce gesto e materia in una visione cosmica.

Lungo il tragitto espositivo si inseriscono anche le opere contemporanee di Pesce Khete, in dialogo con le collezioni storiche. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Allemandi, con contributi critici e un ricco apparato iconografico.

Nell’attesa dell’apertura della nuova esposizione, domenica 29 marzo 2026 alla Gam, alle ore 10.30, appuntamento con ‘Sussurri di carta’, laboratorio dedicato a famiglie con bambini dai 3 ai 5 anni.

L’iniziativa prende spunto dalla mostra Notti. Cinque secoli di sogni, stelle, pleniluni, trasformando l’oscurità in uno spazio di scoperta e creatività.

Durante l’attività, i partecipanti saranno guidati in un percorso sensoriale in cui la carta diventa materia narrativa: tra sovrapposizioni, trasparenze e giochi di ombre, prenderà forma un piccolo libro artigianale. Un’esperienza per grandi e piccoli che unisce gesto libero e immaginazione, dando vita a una personale interpretazione della notte.

Al termine del laboratorio è prevista una merenda per tutti i partecipanti, grazie alla collaborazione con Biraghi.

L’attività prevede un costo di 10 euro a partecipante, con ingresso ridotto per gli adulti e gratuità per i possessori di Abbonamento Musei.

Per prenotazioni e informazioni: 011/19.560.449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it. Pagamento online.

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