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Scontri a Torino, da Genova il manuale «anti sbirri»

Pubblicato sui canali social di Genova Antifascista insegna a prepararsi per la guerriglia e non farsi prendere

03/02/2026
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Quelli di Torino, ma si potrebbe parlare anche di altri casi genovesi, sono scontri provocati, organizzati e purtroppo «protetti» da certa parte politica. La prova è abbastanza chiara dopo la divulgazione di un post di Genova Antifascista pubblicato sulla propria pagina Facebook e sul canale Telegram, in cui vengono fornite informazioni ai manifestanti su come comportarsi nel caso in cui vengano fermati dalle forze dell’ordine. Nel messaggio diffuso come un manuale a punti,  si invita, tra le altre cose, a buttare il telefono, non fornire password e credenziali, rimanere in silenzio e di nascondere i tatuaggi per evitare di essere riconosciuti durante la protesta, ma anche a indossare abiti scuri, «due o tre t-shirt in più possono sempre servire la puoi mettere sopra la felpa, usare come passamontagna, o altro», si legge nel vademecum.  A intervenire duramente contro questo tipo di messaggio sono i giovani della Lega ligure, che in una nota attaccano Genova Antifascista. «In un momento in cui in Italia avvengono sempre più spesso episodi violenti durante le manifestazioni di sinistra - si legge -, emergono messaggi vergognosi e pericolosi diffusi dal gruppo ‘Genova Antifascista’ sulla pagina Facebook e sul canale Telegram, che incitano esplicitamente a comportamenti eversivi e anti-istituzionali durante le manifestazioni».
«Il post in questione - prosegue la nota - riguardante la protesta a Torino contro la chiusura di un centro sociale e dove sono stati feriti 108 agenti di polizia, non è un semplice consiglio pratico, ma un vero e proprio manuale per delinquere: si invita a non collaborare con le forze dell’ordine, a distruggere prove (come buttare via telefoni), a infiltrarsi con travestimenti e parole d’ordine per eludere controlli, a coprire tatuaggi per evitare identificazioni, e persino a prepararsi per scontri violenti con gas lacrimogeni, idranti e armi improvvisate». «Questi consigli non sono innocui - prosegue la Lega - sono un’aperta istigazione alla violenza e alla resistenza armata contro le istituzioni democratiche». «Frasi come rimani in silenzio… Mi avvalgo della facoltà di non rispondere o buttalo appena te lo restituiscono (riferito al telefono) promuovono l’ostruzionismo alle indagini, mentre espressioni come ‘sbirri del cazzo’ e ‘quelle merde’ denotano un odio viscerale verso le forze di polizia, che ogni giorno rischiano la vita per proteggere i cittadini. Peggio ancora, si prepara i manifestanti a ‘correre e arrampicarsi’, equipaggiati con caschi, maschere antigas e bottiglie di Maalox, in vista di scontri prevedibili e provocati».
«La Lega Giovani Liguria condanna con fermezza questi messaggi - prosegue la nota-  che non rappresentano l’antifascismo storico e pacifico, ma un estremismo radicale che minaccia la convivenza civile. Chiediamo con urgenza alla sinistra ligure e alla sinistra nazionale, di prendere pubblicamente le distanze da Genova Antifascista e dai suoi contenuti. Non basta il silenzio complice: esigiamo che i leader della sinistra denuncino apertamente questi atti e collaborino con le autorità per indagini immediate. Non possiamo tollerare che gruppi estremisti usino la Liguria come base per fomentare disordini nazionali, come quelli annunciati a Torino contro il ‘governo e la repressione’». «La sinistra ha una responsabilità morale e politica: se non agisce ora, diventerà complice di chi semina caos e violenza. L’Italia merita ordine, legalità e rispetto per le istituzioni, non manuali per guerriglieri urbani», conclude la Lega Giovani Liguria
Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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