Taglio del nastro all’Environment Park per il nuovo Competence Center Seastar – Sustainable Energy Applied Sciences, Technology & Advanced Research, inaugurato alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, del Rettore del Politecnico di Torino Stefano Paolo Corgnati e del Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) Giorgio Metta. L’evento segna un passaggio cruciale per la ricerca applicata e lo sviluppo di tecnologie avanzate utili alla transizione energetica, con ricadute per il sistema produttivo e il territorio piemontese.
Il nuovo centro di competenza – frutto di un accordo tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il Politecnico di Torino e l’Iit – Istituto Italiano di Tecnologia – nasce con l’obiettivo di «aggregare competenze scientifiche e tecnologiche sul tema della sostenibilità e della sicurezza delle tecnologie connesse alla transizione energetica». In particolare, Seastar opererà su una serie di fronti strategici: dalla conversione dei giacimenti di idrocarburi esauriti allo stoccaggio sotterraneo dei fluidi (come metano verde, idrogeno e anidride carbonica), fino alla sicurezza di produzione e stoccaggio anche in contesti off-shore.
La struttura, dotata di infrastrutture di ricerca all’avanguardia – tra cui una galleria del vento di grandi dimensioni – permetterà di sviluppare e testare soluzioni tecnologiche avanzate nei settori chiave della transizione verso un’economia a basso contenuto di carbonio: monitoraggio ambientale, nuovi materiali, cattura e utilizzo del carbonio, nonché stoccaggio elettrico e geologico dei fluidi.
«Negli anni il Centro di Competenza Seastar è divenuto un riferimento internazionale sul tema della transizione verso un futuro a basso tasso di carbonio», ha dichiarato Pichetto Fratin, sottolineando l’importanza del dialogo tra istituzioni e mondo della ricerca per raggiungere gli obiettivi strategici nazionali nel settore energetico. Dal canto suo, il Rettore del Politecnico di Torino ha evidenziato come Seastar rappresenti un contributo concreto alla sostenibilità e alla sicurezza energetica del Paese, mettendo a disposizione competenze, infrastrutture e capitale umano di eccellenza.
Il progetto non si limita alla ricerca di tecnologie di per sé innovative, ma punta anche a fare rete con le esigenze industriali e le politiche pubbliche. Tra le principali aree di lavoro figura infatti la gestione della transizione energetica dei sistemi oil & gas in fase di dismissione, con la possibilità di convertire infrastrutture obsolete in risorse per lo sviluppo di energie pulite. Secondo gli esperti coinvolti, si tratta di un nodo cruciale: sul piano nazionale sono 136 le piattaforme off-shore arrivate a fine vita che richiedono soluzioni per il riutilizzo sostenibile e sicuro dei siti.
Seastar non si occuperà solo di aspetti tecnologici, ma anche di normative, sicurezza e standard operativi, elementi chiave per un’adozione diffusa delle nuove tecnologie lungo tutta la filiera energetica. Per i giovani ricercatori, il centro rappresenta anche un’opportunità di formazione tecnico-scientifica di alto profilo in un contesto internazionale.
L’inaugurazione di Seastar si inserisce in un contesto regionale che sta puntando con forza sulla transizione ecologica. Solo pochi giorni fa la Regione Piemonte ha lanciato un bando da 10 milioni di euro per sostenere progetti di produzione, distribuzione e utilizzo di idrogeno, con l’obiettivo di creare vere e proprie “Hydrogen Valley”, poli di innovazione energetica che coinvolgano imprese e centri di ricerca del territorio.
L’impegno verso l’idrogeno non è nuovo per il Piemonte. Nel dicembre scorso è stato avviato il progetto europeo H2Sore, coordinato proprio dal Politecnico di Torino e finanziato dal programma Horizon Europe – Clean Hydrogen Partnership, per integrare idrogeno nelle Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer). Il progetto punta a dimostrare come sistemi di produzione, stoccaggio e utilizzo dell’idrogeno possano aumentare l’autonomia energetica delle comunità locali e favorire l’uso efficiente delle energie rinnovabili.
A livello statistico, nonostante il Piemonte sia ancora fortemente dipendente dalle fonti fossili (circa l’85% dell’energia consumata proviene da forniture extra-regionali, soprattutto gas naturale), la regione ha adottato proprie strategie per aumentare la quota di energie rinnovabili: l’obiettivo regionale per il 2030 era inizialmente fissato al 30% di energia rinnovabile sul consumo finale, destinato a salire con le nuove direttive europee.
Secondo i dati nazionali, nel 2023 le energie rinnovabili fornivano circa il 38% dell’elettricità totale del Paese, con idroelettrico, fotovoltaico e eolico in crescita, segno della progressiva decarbonizzazione della produzione di energia elettrica.
Tuttavia, recenti analisi internazionali mostrano che l’Italia – analogamente ad altri Paesi europei – deve accelerare per raggiungere gli ambiziosi obiettivi climatici del 2030 e contenere le emissioni. Le criticità principali riguardano l’espansione delle infrastrutture rinnovabili e dei sistemi di accumulo, temi nei quali centri di ricerca come Seastar e iniziative regionali possono giocare un ruolo fondamentale.
L’inaugurazione del Competence Center Seastar a Torino non è solo un momento celebrativo, ma l’avvio concreto di un progetto che può influenzare il modo in cui l’Italia affronta la transizione energetica. Con laboratori avanzati, competenze multidisciplinari e legami forti con istituzioni e imprese, Seastar si candida a diventare un punto di riferimento internazionale per la ricerca applicata e la trasformazione tecnologica, rafforzando il ruolo del Piemonte nel sistema nazionale dell’innovazione energetica.