Con l’insediamento dello scorso 22 luglio alle Ogr Torino, è entrata ufficialmente nel vivo la XII legislatura della Regione Piemonte.
A guidare il Piemonte è nuovamente Alberto Cirio, che per la sua squadra di governo ha scelto uomini e donne ‘nuovi’ e ha riconfermato alcuni assessori della Giunta Regionale precedente. Tra questi c’è Andrea Tronzano (Forza Italia), che ha ricevuto le deleghe a Bilancio, finanze e programmazione economica e finanziaria, Sviluppo delle attività produttive (industria, artigianato, pmi e imprese cooperative), Internazionalizzazione e attrazione degli investimenti.
Abbiamo fatto il punto con lui sull’avvio della nuova legislatura e sugli obiettivi di questo mandato.
Assessore Tronzano, dopo le elezioni dello scorso mese di giugno si può dire che non abbiate staccato un momento, dando continuità alla parte amministrativa della Regione e proseguendo a lavorare con intensità.
«Le responsabilità e le attese sono aumentate con l’ottimo risultato elettorale. La vittoria ha dato continuità, che credo sia una cosa utile per il Piemonte, ma non ha consentito di prendere fiato. Siamo subito tornati al lavoro».
Lei continua ad avere la responsabilità del Bilancio, una delega importante, con risultati riconosciuti come la parifica della Corte dei Conti.
«Quella dello scorso 18 luglio relativa al Rendiconto della Regione per l’anno 2023 è stata la quinta parifica che otteniamo come Amministrazione Cirio, confermando il percorso virtuoso che abbiamo iniziato cinque anni fa. Rispetto al 2019 abbiamo ridotto il peso dei debiti sulle nuove generazioni e sui piemontesi di 3 miliardi di euro, garantendo investimenti importanti e, soprattutto, senza aumentare le tasse: un impegno preciso che ci eravamo presi e che stiamo rispettando. Continueremo a lavorare in questa direzione».
Tra i vari comparti su cui Lei ha sempre puntato c’è l’Aerospazio. Come si sta procedendo in questa direzione?
«Sono reduce dalla Fiera dell’Aerospazio di Farnborough, in Inghilterra, dove le nostre 17 imprese presenti hanno potuto svolgere oltre 200 incontri internazionali, che hanno creato relazioni commerciali strategiche. Le nostre pmi hanno potuto esplorare nuove opportunità di mercato e discutere progetti di collaborazione con rappresentanti di grandi player internazionali, fornitori e distributori. Il mercato è in forte espansione, in particolare quello spaziale, e noi vogliamo che il Piemonte sia centrale. Come Regione lo stiamo rendendo tale, anche con il miglioramento della competitività delle nostre imprese attraverso i fondi europei Fesr».
Quali sono le prossime azioni per quanto riguarda il settore aerospaziale?
«La Città dell’aerospazio sta procedendo. Il prossimo autunno inizierà la ricostruzione dell’edificio di corso Marche, che ospiterà i laboratori del Politecnico. È il primo concreto tassello, al quale ne seguiranno altri. Fondamentale sarà però il lavoro ‘vero’, la concreta collaborazione tra le grandi imprese e la nostra filiera delle micro, piccole e medie. Abbiamo sempre detto che la grande impresa crea le traiettorie e quella piccola e media la accompagna. Ecco, stiamo arrivando a questo: la nostra filiera piemontese sarà protagonista e aumenterà significativamente il suo supporto manifatturiero verso le grandi. Tutto ciò faciliterà anche la transizione da un settore a un altro».
Attrazione come uno dei cardini per lo sviluppo futuro?
«Partiamo da un dato: siamo la sesta regione europea per capacità di attrazione. Aziende importanti come Aixtron e Silicon Box investono sul nostro territorio non a caso. Dobbiamo però migliorare ulteriormente ed è per questo che potenzieremo molto il ‘team attrazione’. Dobbiamo dare maggiore velocità nelle risposte e nella risoluzione di tutto ciò di cui l'impresa ha bisogno per investire nella nostra regione. Attrarre imprese significa rafforzare un territorio che è già molto forte. Voglio inoltre lavorare in modo meticoloso nel settore della internazionalizzazione: mi piacerebbe tornare sul podio delle regioni esportatrici».ffff è
Per quanto riguarda gli incentivi alle imprese, quali sono le novità?
«Proporremo un sistema di sostegno continuo. Dopo la pausa estiva apriranno vari bandi, con strumenti differenti: la seconda edizione di SWIch su ricerca e sviluppo, i voucher per la digitalizzazione delle pmi, la valorizzazione dei risultati delle attività di ricerca, sviluppo e innovazione, il supporto alla prima crescita delle start-up innovative, il fondo rischi confidi e il voucher finanziamenti».
Le sue sono sempre parole di fiducia e di prospettiva, però spesso assistiamo a una narrazione negativa. Qual è la giusta traiettoria allora?
«Gli allarmi che provengono da più parti sono ascoltati, tant’è che la Regione è pronta, nei limiti delle sue competenze, a intervenire. La narrazione di un Piemonte arido e meno solido delle altre regioni del Nord, invece, non è vera e in più non aiuta ad affrontare la nostra competizione nazionale e internazionale. La competenza principale della Regione è la programmazione. Noi stiamo perseguendo la crescita evolutiva del tessuto industriale e, infatti, stiamo aprendo a nuove possibilità di sviluppo: l’aerospazio, la microelettronica, l’AI sono tra queste. Dal 2020 affrontiamo una situazione mondiale complessa e, inoltre, una chiara politica industriale piemontese mancava da troppo tempo. Come in tutte le cose, solo la semina porta al raccolto. Sono fiducioso, sia perché i nostri imprenditori sono straordinari, sia per i dati, che indicano un tasso di disoccupazione che scende al 6,2 nel 2023, rispetto al 6,5 del 2022, e un Pil che oggi vale 156 miliardi di euro, rispetto ai 140 del 2019. Il Piemonte ha inoltre il primato di regione con la quota più alta di imprese con almeno una tecnologia 4.0. Infine, si pensi che l’industria manifatturiera trarrà benefici dall’adozione della AI, con un guadagno atteso di 3,8 miliardi di dollari entro il 2035. Non è la tecnologia, ma l’impoverimento industriale che distrugge i posti di lavoro. Ricordo che noi siamo la sede della Fondazione AI4Industry e ne stiamo già vedendo gli effetti».
Entreranno i cinesi nel settore dell’auto? È preoccupato?
«È complesso dare una risposta. Da una parte c’è il business e la forza produttiva di questo gigante, dall’altra c’è sempre la paura recondita della colonizzazione industriale. Sono convinto il Governo stia facendo bene e su tematiche così complesse noi lo affianchiamo. Torino è capitale mondiale dell’auto ancora oggi. Non dobbiamo disperdere questo patrimonio e non dobbiamo avere paura delle novità o delle sfide. Se arriveranno i cinesi sarà la cosa giusta se produrranno e se utilizzeranno la filiera italiana e quindi anche piemontese: abbiamo sufficiente esperienza per non farci depotenziare. Noi comunque andiamo avanti e l’obiettivo è consolidare il Piemonte come regione dell’auto, riconoscibile e utilizzata dai grandi player mondiali».
Obiettivi di mandato?
«Continuare il dialogo e il confronto con chi lavora sul territorio: imprenditori, lavoratori e associazioni. In queste prime settimane abbiamo già incontrato le associazioni di categoria industriali, artigianali, della cooperazione e del sapere. Abbiamo già tracciato una linea strategica e identificato alcuni obiettivi. Per gli artigiani, ad esempio, rifinanzieremo il Fondo unico, rivedremo l’eccellenza artigiana con l’attivazione del percorso Ue per i marchi legati alle produzioni artigianali, ricostituiremo l’Osservatorio, rimoduleremo il progetto Bottega-scuola e rafforzeremo i confidi. E metteremo tutta l’attenzione possibile per rafforzare il mix produttivo piemontese, che esporta per 9,5 miliardi e nel 2023 è cresciuto del 4,7%. La specializzazione produttiva dei nostri distretti ha consentito di crescere di più della media dei distretti italiani. Certamente, oggi la situazione è più critica a seguito dei problemi internazionali e della contrazione del mercato tedesco, ma non dobbiamo avere paura perché, consentitemi l’esempio, chi fa le migliori barche del mondo ed è ai piedi dei monti non deve temere nessuna crisi: la stragrande maggioranza degli imprenditori piemontesi ha una visione, un’etica del lavoro e un rispetto della dignità della persona impareggiabile».