"Strage" di Tir sulle autostrade perché il carico è fissato male

I dati di Trasportounito: dal 1° gennaio 130 autoribaltamenti, servono regole più severe

Monica Bottino 10/08/2024
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Molti i mezzi pesanti che viaggiano sulle nostre autostrade
«Dal 1 gennaio 2024, per mancato o inadeguato fissaggio del carico, si sono auto-ribaltati sulle strade italiane circa 130 Tir». Una chiara presa di posizione quella di Trasportounito, che, tramite il segretario Maurizio Longo, denuncia una serie di problemi non risolti e dice che «non solo i numeri di incidenti e vittime rimangono altissimi, ma che le principali cause che li determinano non sono affrontate». Perché le cifre sono spietate: il 90% dei carichi non rispondeva ai criteri tecnici del «fissaggio del carico». «Il “lieve miglioramento” - così come sottolineato nel recente rapporto sugli incidenti stradali (Aci-Istat) - nei livelli di sicurezza dei Tir che viaggiano sulle autostrade e strade italiane, è solo fumo negli occhi - insiste Longo -. I problemi che creano le premesse per incidenti sono tutti irrisolti e tendono ad aggravarsi». Tre i problemi. «A causa di una vera e propria pigrizia burocratica e legislativa del Sistema Italia - sottolinea Longo individuando il primo fattore di rischio - non è stato inquadrato e affrontato il grande problema, posto dall’Ue, relativo al fissaggio del carico dei mezzi pesanti. Nel nostro Paese la disposizione europea non è stata trasformata in obbligazioni e responsabilità dei centri di carico, in conoscenze e controlli visivi da parte dei conducenti dei veicoli industriali o di specifiche autorità addette ai controlli. Autorità che dovrebbero disporre di strumenti specifici per verificare che durante il trasporto tutte le unità di carico non rischino lo scivolamento, il ribaltamento, il rotolamento, lo spostamento incontrollato o deformazioni sostanziali e rotazioni in qualsiasi direzione». Evidentemente ciò non avviene nella stragrande maggioranza dei casi in cui avvengono incidenti.
Il secondo fattore di rischio è determinato dalle mancate modifiche sostanziali nella formazione professionale dei nuovi conducenti; formazione che non corrisponde più alle moderne esigenze di guida di mezzi a tecnologia avanzata. Il terzo fattore si riferisce alle normative, che continuano a esistere «per volontà politica e istituzionale», e «che incidono negativamente sulle imprese di autotrasporto costringendole ad accettare rapporti contrattuali ed economici talora di vera e propria schiavitù finanziaria con riflessi immediati sulle condizioni operative spesso spinte ai margini della legge». «Non è certo rassicurante, in un Paese che denuncia i più allarmanti livelli di sinistrosità stradale - conclude Longo - rallegrarsi per una contrazione dello 0,4% negli incidenti che vedono protagonisti mezzi pesanti».
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AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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