La Regione Piemonte rafforza il proprio impegno nella prevenzione della violenza di genere e sceglie di sostenere in modo più concreto i percorsi rivolti agli uomini autori di violenza. La novità è contenuta nella delibera approvata dalla Giunta regionale relativa ai finanziamenti 2026 destinati ai Cuav, i Centri per Uomini Autori di Violenza, che potranno contare su uno stanziamento complessivo di 518.563 euro.
La misura introduce un elemento specifico richiesto dagli stessi Centri nel corso del confronto con il Tavolo regionale dei Cuav: una quota dei fondi sarà assegnata in base al numero di utenti seguiti gratuitamente nel corso del 2025. Nel dettaglio, il 30% delle risorse complessive, pari a 155.579 euro, verrà distribuito tenendo conto proprio dei percorsi offerti senza costi agli uomini che decidono di chiedere aiuto.
Il finanziamento regionale riguarderà due situazioni precise: la partecipazione volontaria dell’uomo, al di fuori di procedimenti giudiziari, oppure i casi collegati all’attivazione del “Codice Rosso”, quando il percorso debba essere garantito gratuitamente dal Cuav per ragioni economiche.
«Sostenere i percorsi gratuiti per gli uomini che scelgono volontariamente di chiedere aiuto significa investire concretamente nella prevenzione della violenza e nella costruzione di una cultura del rispetto e della responsabilità», ha dichiarato Marina Chiarelli, assessore alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.
L’assessore ha spiegato come il contrasto alla violenza di genere non possa limitarsi soltanto alla tutela delle vittime, ma debba comprendere anche un lavoro di prevenzione sugli uomini autori di comportamenti violenti. «Contrastare la violenza significa certamente proteggere le donne, rafforzare i percorsi di tutela e sostenere la rete antiviolenza, ma significa anche lavorare sulla prevenzione e sulla responsabilizzazione. Per questo la Regione Piemonte ha scelto di riconoscere e sostenere il lavoro dei Cuav che garantiscono gratuitamente percorsi agli uomini che decidono volontariamente di mettersi in discussione e intraprendere un percorso di recupero».
Secondo Chiarelli, intervenire prima che la violenza degeneri rappresenta uno degli strumenti più importanti per affrontare il fenomeno in modo strutturale. «Intervenire prima che la violenza degeneri significa costruire una cultura diversa delle relazioni, fondata sul rispetto, sulla consapevolezza e sulla capacità di chiedere aiuto. È una scelta che guarda alla sicurezza delle donne, ma anche alla necessità di agire sulle cause profonde della violenza».
La Regione Piemonte ha inoltre confermato l’impianto dei criteri di finanziamento già adottati negli anni precedenti, mantenendo invariato il sistema di riparto e introducendo soltanto questa nuova specifica dedicata alla gratuità dei percorsi, su richiesta degli stessi Centri.
I Cuav rappresentano uno degli strumenti previsti dal sistema antiviolenza per lavorare sul recupero degli uomini responsabili di comportamenti aggressivi o maltrattanti. Attraverso percorsi psicologici ed educativi, i Centri cercano di favorire la presa di coscienza delle proprie azioni e la modifica dei comportamenti violenti. In molti casi gli utenti arrivano ai Cuav su indicazione dell’autorità giudiziaria, ma negli ultimi anni è cresciuto anche il numero di uomini che scelgono spontaneamente di rivolgersi a queste strutture.
La decisione della Regione Piemonte si inserisce in un quadro nazionale che, soprattutto dopo l’introduzione del “Codice Rosso”, punta sempre di più sulla prevenzione e sulla riduzione del rischio di recidiva. Diverse realtà territoriali e operatori del settore sottolineano infatti l’importanza di intervenire precocemente, prima che la violenza esploda in forme ancora più gravi.
Accanto al lavoro dei centri antiviolenza e delle case rifugio dedicate alle donne, i percorsi rivolti agli uomini vengono considerati sempre più uno strumento complementare nella lotta contro la violenza di genere. L’obiettivo è agire non solo sulle conseguenze, ma anche sulle cause profonde del fenomeno, promuovendo una cultura delle relazioni basata sul rispetto e sulla responsabilità.