UniTo, piano edilizio da 460 milioni

Nuovi campus, restauri e spazi per ricerca e didattica nel progetto di sviluppo dell’Ateneo

Eliana Puccio 12/02/2026
Conferenza Zero Edilizia - da sx L. Tagliabue_ E. Bona_ C. Prandi_ AM. Ferrero_ B. Tortorella_02.JPG - {Conferenza Zero Edilizia - da sx L. Tagliabue_ E. Bona_ C. Prandi_ AM. Ferrero_ B. Tortorella_02.JPG} - [139389]

Una fotografia dettagliata dello stato degli immobili universitari e, allo stesso tempo, una visione strategica per il futuro dell’Ateneo. È questo il cuore della Conferenza Zero Edilizia dell’Università di Torino, che si è svolta giovedì 12 febbraio nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale, primo momento pubblico di confronto sulle politiche di gestione e sviluppo del patrimonio edilizio universitario.

L’Ateneo torinese gestisce oggi un patrimonio articolato in oltre 120 edifici per più di 400 mila metri quadrati distribuiti sul territorio cittadino e metropolitano, una struttura considerata leva fondamentale per garantire qualità degli ambienti di studio e lavoro, sicurezza e sostenibilità energetica.  

Il programma edilizio complessivo – al netto dei piani diffusi di manutenzione – ammonta a oltre 464 milioni di euro e comprende 91 interventi tra nuove costruzioni, restauri e riqualificazioni. La quota più consistente riguarda il Polo Scientifico di Grugliasco, con quasi 200 milioni di euro, seguita dal programma “Reinventing UniTO”, che mobilita oltre 158 milioni destinati alla riqualificazione di circa il 40% degli edifici universitari.  

Il piano si inserisce in una strategia più ampia che punta a integrare edilizia, ricerca e didattica come fattori di sviluppo. L’obiettivo, secondo la governance dell’Ateneo, è rafforzare il ruolo dell’università come infrastruttura culturale e scientifica della città e come motore di innovazione urbana.  

Tra gli interventi principali rientrano il recupero del complesso della Cavallerizza Reale e la riqualificazione di Palazzo Nuovo, fulcro del rilancio dell’area umanistica. Dopo gli anni segnati dall’emergenza amianto, l’edificio entra in una nuova fase con la ristrutturazione delle grandi aule, la creazione di nuovi spazi per studenti e biblioteche e la riorganizzazione delle strutture dipartimentali.

Proprio la Cavallerizza rappresenta uno dei progetti simbolo della rigenerazione urbana legata all’università. Il recupero del complesso darà vita al futuro Polo delle Arti, con spazi per formazione universitaria, attività culturali, laboratori sociali e luoghi dedicati alle industrie creative, in dialogo con altri soggetti pubblici e privati del territorio.

Parallelamente prosegue la realizzazione del Polo Scientifico di Grugliasco – Città delle Scienze, uno dei maggiori investimenti infrastrutturali recenti dell’Ateneo. La struttura ospiterà dipartimenti scientifici, laboratori di ricerca, spazi per la didattica e aree sportive e sociali, inserendosi in un modello di università policentrica diffusa sul territorio metropolitano.  

Sul fronte della ricerca biomedica, il piano edilizio dialoga con la dorsale della ricerca sanitaria che collega il polo universitario al futuro Parco della Salute e agli hub tecnologici dell’area sud della città, con l’obiettivo di rafforzare il trasferimento tecnologico e la collaborazione con il sistema sanitario e industriale.  

Accanto ai grandi progetti, un ruolo centrale è attribuito alla manutenzione ordinaria e straordinaria, con costi annui superiori ai 10 milioni di euro e programmi dedicati a sicurezza, accessibilità, adeguamento sismico ed efficientamento energetico. La strategia edilizia si integra con le politiche ambientali dell’Ateneo, tra riduzione delle emissioni, gestione sostenibile dei rifiuti e mobilità sostenibile.

La Conferenza Zero rappresenta l’avvio di un percorso strutturato di monitoraggio e aggiornamento del programma edilizio, con tavoli tematici e territoriali e con la progressiva approvazione degli interventi da parte degli organi accademici.

«Gli spazi universitari non sono semplici contenitori, ma infrastrutture che incidono direttamente sulla qualità della didattica e della ricerca», ha sottolineato la rettrice Cristina Prandi, evidenziando come la programmazione edilizia rappresenti la base concreta per le scelte future dell’Ateneo.

Una visione condivisa anche dalla governance tecnica dell’università, che punta a una pianificazione continua e di medio-lungo periodo capace di valorizzare il patrimonio esistente e accompagnare la trasformazione dell’Ateneo nei prossimi anni.

Il piano edilizio UniTo si conferma così come uno degli assi strategici per il futuro dell’università e per la trasformazione urbana di Torino, in un’ottica di integrazione tra formazione, ricerca, innovazione e sviluppo territoriale.

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