Rafforzare le opportunità educative, prevenire la dispersione scolastica e sostenere l’attivazione dei giovani verso lo studio e il lavoro, facendo dell’educazione una leva strategica per lo sviluppo sociale, economico e culturale: è questa la cornice di «Città dell’Educazione», l’iniziativa pluriennale presentata dalla Città di Torino e dalla Fondazione Compagnia di San Paolo.
So tratta di un progetto che guarda al futuro della città e del Paese partendo dai più giovani, mettendo al centro qualità e innovazione dei servizi, alleanze educative territoriali e strumenti digitali capaci di orientare, connettere e facilitare l’accesso alle opportunità.
Con un investimento complessivo di 126 milioni di euro in cinque anni destinati al territorio torinese, «Città dell’Educazione» è promossa dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione per la Scuola, insieme alla Città di Torino e in stretta collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito.
La premessa è considerare l’educazione e il protagonismo giovanile come il fulcro delle politiche urbane di lungo periodo, in un contesto segnato dal calo demografico e dalla diminuzione delle generazioni più giovani.
«I giovani sono il nostro futuro: il rilancio e lo sviluppo delle città dipendono da loro», ha dichiarato il sindaco del Comune di Torino, Stefano Lo Russo, sottolineando come investire sull’educazione significhi offrire non solo strumenti di conoscenza, ma anche occasioni di inclusione, comunità e cittadinanza. «La Città dell’Educazione – afferma – rappresenta un modello e un investimento davvero prezioso per le nuove generazioni, capace di potenziare le possibilità di apprendere e sperimentare e di far fiorire talenti fondamentali per il futuro della comunità».
Per il presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, Marco Gilli, l’iniziativa rappresenta «un impegno concreto per Torino», fondato su risorse, competenze e strumenti innovativi. «Educazione e scuola, insieme alle famiglie e alle altre agenzie formative, sono la leva decisiva di una trasformazione di lungo periodo, soprattutto in un Paese segnato da disuguaglianze sociali, economiche e territoriali», ha spiegato, richiamando la necessità di una vera alleanza educativa per tutelare i diritti di bambini, bambine e adolescenti e valorizzarne fin dall’infanzia talenti e potenzialità.
Il progetto si sviluppa lungo un arco che accompagna le persone da 0 a 29 anni, con l’ambizione di rendere l’educazione una vera infrastruttura cittadina continua. Un primo asse di intervento riguarda la fascia 0-6 anni, con l’obiettivo di ampliare l’accesso ai servizi educativi e di cura e di rafforzarne la qualità, la flessibilità e la vicinanza alle famiglie.
In questo contesto si inserisce l’apertura di cinque nuove Eduteche, spazi ad alta intensità educativa distribuiti sul territorio, pensati come luoghi di socializzazione, crescita e benessere per bambini, famiglie e comunità.
«L’evoluzione delle ludoteche in ‘Eduteche’ e l’incremento dei servizi educativi sono per noi motivo di orgoglio», ha commentato l’assessora alle Politiche educative del Comune di Torino, Carlotta Salerno, evidenziando come questi spazi contribuiscano a creare fin dai primi anni di vita un legame solido con la comunità educante. I primi dati di utilizzo, ha aggiunto, confermano che la direzione intrapresa risponde ai bisogni delle famiglie e dei più piccoli.
Il secondo asse è dedicato alla fascia 6-19 anni e punta a contrastare la dispersione scolastica e le disuguaglianze educative attraverso un rafforzamento strutturale della connessione tra scuola e territorio. Al centro vi sono l’uso integrato dei dati, la formazione continua di dirigenti e docenti e il coinvolgimento attivo delle famiglie, considerate attori cruciali della comunità educante. L’obiettivo è migliorare la capacità di ragazze e ragazzi di autodeterminare il proprio futuro, partecipando a percorsi formativi ed extrascolastici capaci di valorizzarne competenze e aspirazioni.
Per i giovani tra i 16 e i 29 anni, la «Città dell’Educazione» concentra l’attenzione sull’attivazione, sull’occupabilità e sull’accesso alle opportunità formative e lavorative. Il programma mira ad accompagnare migliaia di giovani in percorsi di orientamento, empowerment e inserimento professionale, con particolare attenzione a chi si trova in una condizione di maggiore fragilità o incertezza rispetto al proprio futuro. Un lavoro che si fonda su reti collaborative tra istituzioni, enti economici e sociali e su una lettura attenta dei dati per progettare soluzioni innovative e mirate.
«La Città dell’Educazione si propone come un intervento sistemico e come un modello concreto di governance educativa innovativa», ha concluso la presidente della Fondazione per la Scuola, Giulia Guglielmini, ex rettrice del Convitto nazionale Umberto I di Torino, richiamando il valore della collaborazione interistituzionale e della responsabilità condivisa.
Attiva anche a Genova, Vercelli e Savona, l’iniziativa punta a essere replicabile e a stimolare un dibattito culturale più ampio sull’educazione e sul lavoro come motori di benessere e crescita per l’intero Paese.