La Città di Torino rafforza il proprio ruolo nelle politiche europee dedicate alla sicurezza urbana assumendo la guida del progetto Diverpol, un’iniziativa internazionale finanziata nell’ambito del programma Citizens, Equality, Rights and Values (Cerv) della Commissione Europea. Il progetto, della durata di due anni, punta a sviluppare un modello di sicurezza sempre più vicino ai cittadini, capace di coniugare tutela della legalità, inclusione sociale e contrasto alle discriminazioni.
La partecipazione della città è stata formalizzata con la delibera approvata dalla Giunta comunale, su proposta dell’assessore alla Legalità e alla Polizia Locale Marco Porcedda, che definisce l’impegno del capoluogo piemontese come capofila dell’intero partenariato internazionale. Un ruolo di primo piano che vedrà Torino responsabile non soltanto delle attività operative previste, ma anche del coordinamento dei partner, della gestione amministrativa del progetto e dei rapporti con la Commissione Europea.
Diverpol nasce per affrontare una delle sfide più complesse delle società europee contemporanee: il rapporto tra istituzioni, forze dell’ordine e comunità caratterizzate da maggiore vulnerabilità sociale o appartenenti a minoranze etniche.
L’obiettivo è migliorare la fiducia reciproca tra cittadini e polizia locale, favorendo un modello di sicurezza urbana di prossimità, nel quale gli agenti non svolgano soltanto una funzione di controllo del territorio, ma diventino interlocutori riconosciuti delle comunità locali, contribuendo alla prevenzione dei conflitti e delle discriminazioni.
Il progetto si inserisce pienamente nella filosofia del programma europeo CERV, nato per promuovere i valori fondamentali dell’Unione Europea attraverso iniziative dedicate ai diritti, all’uguaglianza, alla cittadinanza attiva e alla lotta contro ogni forma di esclusione.
Tra le azioni previste figurano percorsi di formazione specialistica rivolti agli operatori della Polizia Locale, iniziative sviluppate insieme ai cittadini e campagne di reclutamento finalizzate a favorire una maggiore rappresentatività interculturale all’interno dei corpi di polizia.
L’idea di fondo è che una forza di polizia capace di riflettere meglio la composizione sociale delle comunità nelle quali opera possa instaurare rapporti più solidi con la cittadinanza, migliorando l’efficacia delle attività di prevenzione e mediazione.
Il progetto prevede inoltre laboratori di capacity building, workshop internazionali, attività di co-progettazione con le comunità locali, campagne di sensibilizzazione contro le discriminazioni e programmi di scambio delle migliori pratiche tra le città europee coinvolte.
Particolare attenzione sarà riservata ai gruppi maggiormente esposti a fenomeni di esclusione sociale, affinché possano partecipare direttamente alla definizione delle politiche di sicurezza che riguardano i quartieri nei quali vivono.
Oltre alla Città di Torino, il progetto coinvolge cinque partner di rilievo europeo: la International Organization for Migration (Iom), il Forum Europeo per la Sicurezza Urbana (Efus), la Zone de Police Bruxelles-Ixelles, la Câmara Municipal de Lisboa e l’Ayuntamiento de Madrid.
La presenza di amministrazioni locali, organizzazioni internazionali e corpi di polizia consentirà di confrontare esperienze maturate in contesti differenti, individuando modelli organizzativi replicabili anche in altre realtà europee.
La collaborazione transnazionale rappresenta infatti uno degli elementi centrali del progetto, che punta a costruire strumenti condivisi per affrontare problematiche comuni legate all’inclusione, alla sicurezza e alla coesione sociale.
Diverpol dispone di un budget complessivo di 671 mila euro, dei quali 160 mila euro saranno destinati direttamente alla Città di Torino per la realizzazione delle attività di competenza.
L’avvio ufficiale del progetto è fissato per il 15 settembre 2026, mentre la conclusione è prevista il 14 settembre 2028, al termine di un percorso che accompagnerà le amministrazioni coinvolte nello sviluppo di nuove metodologie operative e strumenti di cooperazione.
«Il progetto – ha spiegato l’assessore alla Legalità e alla Polizia Locale Marco Porcedda – aiuterà a comporre forze della polizia locale impegnate sul territorio che rispecchino meglio le comunità che servono, rafforzando così il senso di prossimità, la fiducia e la cooperazione tra gli agenti e i cittadini».
Porcedda ha inoltre sottolineato il valore del ruolo assunto da Torino come capofila dell’iniziativa: «La nostra città, oltre a coordinare le attività previste, sarà responsabile della gestione complessiva del progetto, dei rapporti con la Commissione Europea e del coordinamento dei partner internazionali».
Secondo l’assessore, l’adesione a Diverpol rappresenta un ulteriore tassello della strategia cittadina orientata verso un modello di sicurezza fondato non esclusivamente sul presidio del territorio, ma anche sulla costruzione di relazioni di fiducia tra istituzioni e cittadini.
«La vera sicurezza urbana – ha aggiunto – non si misura soltanto attraverso il controllo del territorio, ma si costruisce giorno dopo giorno rinsaldando il legame di fiducia tra istituzioni e cittadinanza, con una particolare attenzione alle realtà più fragili e marginalizzate. La Polizia Locale, proprio per il suo ruolo di prossimità, rappresenta il primo termometro delle esigenze della comunità».
Negli ultimi anni il concetto di sicurezza urbana promosso dall’Unione Europea si è progressivamente evoluto. Accanto agli interventi tradizionali di prevenzione e repressione dei reati, Bruxelles sostiene sempre più programmi che valorizzano la prevenzione sociale, la mediazione dei conflitti, la partecipazione dei cittadini e il rafforzamento del rapporto tra istituzioni e comunità locali.
In questo contesto, il ruolo assunto da Torino nel progetto Diverpol rappresenta un riconoscimento della capacità amministrativa maturata negli ultimi anni e offre alla città l’opportunità di contribuire alla definizione di nuove politiche europee sulla sicurezza di prossimità. L’obiettivo finale è costruire spazi pubblici più sicuri, inclusivi e accessibili, nei quali legalità, coesione sociale e rispetto delle differenze diventino elementi complementari di una stessa strategia di governo urbano.