Il prolungamento della Linea 1 della metropolitana di Torino verso Cascine Vica rischia di accumulare un nuovo pesante ritardo. Dopo il blocco dei cantieri dello scorso 10 luglio, provocato dalla crisi della società Ici – Italiana Costruzioni Infrastrutture, la nuova stima di Infra.To allunga ulteriormente i tempi: per riavviare i lavori potrebbero servire tre anni, uno in più rispetto alle ipotesi formulate all’inizio dell’anno, con l’obiettivo di completare l’opera entro il 2031.
La prospettiva è emersa durante una seduta della commissione comunale Trasporti e rappresenta un duro colpo per un’infrastruttura considerata strategica per la mobilità dell’area ovest dell’hinterland torinese. La tratta, lunga circa 3,4 chilometri, collegherà l’attuale capolinea di Fermi con Cascine Vica attraverso quattro nuove stazioni, migliorando i collegamenti tra Torino, Collegno e Rivoli. L’opera, tuttavia, è ormai diventata il simbolo di una lunga sequenza di rinvii: inizialmente prevista per il 2024, era stata poi spostata al 2028, quindi al 2030 e ora il nuovo orizzonte temporale è fissato al 2031.
Alla base dello stallo vi è il dissesto finanziario della società appaltatrice. Dopo il rigetto della richiesta di concordato da parte del Tribunale di Roma, Infra.To ha risolto il contratto con ICI, aprendo inevitabilmente la strada a una nuova gara d’appalto per completare le opere residue. Un percorso complesso, destinato a richiedere tempi tecnici lunghi e nuove coperture economiche.
Secondo le stime illustrate nei mesi scorsi, il completamento dell’intervento richiederà infatti risorse aggiuntive rispetto ai finanziamenti già disponibili. I lavori ancora da eseguire erano stati quantificati con i prezzi del 2019, ma l’aumento dei costi delle materie prime e dell’inflazione ha fatto lievitare il fabbisogno economico. Le istituzioni locali stimano che saranno necessari circa 70 milioni di euro aggiuntivi per poter riassegnare l’appalto e concludere il prolungamento della linea.
L’allungamento dei tempi preoccupa soprattutto i Comuni direttamente interessati. I sindaci di Collegno, Grugliasco e Rivoli, insieme alla Città metropolitana, hanno annunciato una manifestazione il 10 ottobre per chiedere al Governo il reperimento delle risorse mancanti e una corsia preferenziale che consenta di accelerare il più possibile la ripartenza dei cantieri.
Il corteo partirà da piazza 25 Aprile, nei pressi del carroponte giallo diventato negli anni il simbolo di un cantiere incompiuto. «La mobilitazione nasce dalla necessità di dare un segnale forte dopo sette anni di attesa e di disagi per cittadini, lavoratori e attività economiche», ha spiegato il sindaco di Collegno, Matteo Cavallone.
Parallelamente alla questione delle risorse, Infra.To intende affrontare un altro tema particolarmente sentito dai territori: la riduzione delle aree di cantiere oggi inutilizzate ma ancora transennate. Nei prossimi giorni la società incontrerà i curatori della procedura fallimentare di ICI per chiedere di restringere gli spazi occupati, così da limitare i danni al commercio e alla viabilità. L’esito, tuttavia, non è scontato e dipenderà anche dagli aspetti giuridici legati alla gestione del cantiere. Anche nel caso di un accordo, le operazioni potrebbero richiedere circa un anno prima di produrre effetti concreti.
La vicenda ha ormai assunto anche una dimensione nazionale. Nei giorni successivi al blocco dei lavori, i sindaci di Torino, Collegno, Grugliasco e Rivoli hanno scritto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini chiedendo un incontro urgente e un intervento straordinario per salvaguardare un’opera considerata essenziale per il sistema dei trasporti metropolitani.
Con oltre l’80% delle opere già realizzate, il rischio evidenziato dagli amministratori locali è che un’infrastruttura ormai vicina al completamento resti bloccata ancora per anni, con pesanti ripercussioni sulla mobilità dell’area ovest, sulle attività economiche interessate dai cantieri e sulla credibilità degli investimenti pubblici destinati al trasporto rapido di massa.