Vent’anni fa, con l’inaugurazione della tratta Fermi–XVIII Dicembre, Torino apriva una nuova stagione della mobilità urbana. Era il 2006 e la Linea 1 della metropolitana entrava in esercizio come prima infrastruttura automatica d’Italia. Oggi, alla vigilia dell’anniversario, i numeri raccontano una storia di successo: oltre 635 milioni di passeggeri complessivi, un record annuo di 42 milioni di utenti nel 2019 e una media feriale di circa 155mila viaggiatori.
Attualmente lunga 15,1 chilometri con 23 stazioni, la Linea 1 è al centro di un nuovo capitolo di sviluppo. Sono in corso i lavori per il prolungamento di circa 3,4 chilometri, con quattro nuove stazioni e un’entrata in servizio prevista nel primo trimestre del 2026. Un’estensione che punta a rafforzare ulteriormente il ruolo strategico della metropolitana nell’area metropolitana torinese.
Secondo una nota di Infra.To, i benefici della Linea 1 non sono solo trasportistici, ma anche urbanistici e ambientali. I dati relativi al periodo 2011–2022 mostrano una riduzione del traffico veicolare del 13% lungo il tracciato, con punte del 42% su corso Francia, a fronte di un calo medio dell’1% sull’intero tessuto cittadino. Un effetto tangibile: dal giorno dell’inaugurazione, il solo corso Francia ha visto diminuire in media 12.600 auto l’anno, mentre l’estensione fino a Porta Nuova ha portato a un’ulteriore riduzione di 10.800 veicoli annui su corso Vittorio Emanuele II.
La crescita dell’infrastruttura ha avuto un impatto diretto anche sulla domanda di trasporto pubblico. Con le estensioni fino a Piazza Bengasi, i passeggeri annui sono passati dagli 8 milioni del 2006 a circa 40 milioni, un dato leggermente inferiore alle previsioni a causa della pandemia e del diffuso ricorso allo smart working, che hanno modificato le abitudini di spostamento.
Tra le stazioni più frequentate spicca Porta Nuova, con quasi 100mila passeggeri annui, seguita da XVIII Dicembre, che sfiora i 70mila. Numeri che confermano il ruolo della metropolitana come spina dorsale della mobilità torinese, capace di ridisegnare flussi, ridurre l’impatto ambientale e accompagnare la trasformazione della città.
A vent’anni dall’avvio, la Linea 1 non è più solo un’infrastruttura di trasporto: è un pezzo di Torino che si muove, sottoterra, verso il futuro.