Il Piemonte si conferma terreno fertile per gli investimenti esteri, con oltre 600 dossier di multinazionali straniere in esame presso il Ceipiemonte, il Centro Estero per l’Internazionalizzazione che da anni accompagna imprese straniere nella scelta di Torino e della regione per insediarsi o espandere le proprie attività.
Lo ha spiegato il presidente di Ceipiemonte, Dario Peirone, in occasione della presentazione della seconda edizione dell’indagine sulle multinazionali estere in Piemonte, realizzata dalla Camera di Commercio di Torino e da Unioncamere Piemonte. Una fotografia che mette in luce un fenomeno in crescita e dalle potenzialità strategiche per l’economia regionale.
Oggi le imprese a capitale estero presenti in Piemonte sono circa 1.300, con 5.680 localizzazioni complessive e 183.000 addetti distribuiti tra filiali, stabilimenti e sedi operative. Un dato che conferma la regione tra le principali destinazioni in Italia per l’internazionalizzazione delle imprese.
Il contributo più consistente arriva dal settore automotive, che da solo raccoglie quasi un terzo (31,8%) delle multinazionali estere attive sul territorio. Seguono comparti importanti come commercio (18%) e metalmeccanica (13,4%), mentre l’aerospazio è tra i segmenti in più rapido sviluppo, grazie anche alla presenza di grandi gruppi e centri di ricerca d’avanguardia.
Non meno significativa è la composizione geografica e settoriale: la maggior parte delle aziende straniere ha sede nella provincia di Torino, con una presenza diffusa anche nelle province di Cuneo e Novara. Prevalgono le aziende provenienti da Francia (20%) e Germania (19%), mentre tra i Paesi extraeuropei gli Stati Uniti guidano la classifica dei soggetti investitori.
Secondo lo studio, oltre la metà delle multinazionali estere ha confermato i livelli occupazionali rispetto all’anno precedente, mentre quasi il 30% li ha aumentati, un segnale positivo per il mercato del lavoro. Il 76,2% delle aziende dichiara l’intenzione di restare in Piemonte nel medio-lungo periodo, e oltre il 15% prospetta di ampliare le proprie attività in regione.
Tra i punti di forza evidenziati dagli investitori esteri la qualità delle infrastrutture ICT, l’efficienza del sistema formativo e la qualità della vita sono citate come fattori chiave per la scelta del Piemonte come base operativa. Tuttavia, non mancano criticità: la burocrazia, i costi dell’energia e le difficoltà del mercato del lavoro sono tra i principali ostacoli percepiti.
Il peso economico delle multinazionali va oltre i numeri occupazionali: secondo report recenti, il Piemonte è tra le prime regioni italiane per turnover e valore aggiunto generato da imprese a capitale estero, con un impatto che contribuisce in modo significativo alla crescita dell’economia regionale e alla competitività internazionale.
Un contributo decisivo a questa performance arriva da Ceipiemonte, che viene indicato dagli stakeholder come partner strategico per l’attrazione di investimenti stranieri. I servizi offerti – dall’orientamento su incentivi e procedure alla ricerca di location, fino all’aftercare per le imprese già insediate – sono considerati fondamentali per accompagnare le multinazionali lungo tutto il ciclo di investimento e consolidamento nel territorio.
«Per queste realtà – ha commentato Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di Commercio di Torino e vicepresidente di Unioncamere Piemonte – il supporto delle istituzioni locali è essenziale. Il Piemonte continua a rappresentare una scelta strategica per gli investitori esteri, e l’esperienza di Ceipiemonte dimostra come il modello di collaborazione tra istituzioni funzioni davvero».
La presenza globale di multinazionali contribuisce anche all’innovazione tecnologica e alla spinta verso settori ad alto contenuto di conoscenza, con un ruolo sempre più rilevante nella generazione di valore aggiunto e nel rafforzamento dei distretti produttivi locali.
Con oltre 600 dossier aperti e una pipeline di progetti in crescita, il Piemonte non si limita a ospitare imprese straniere, ma si propone come piattaforma internazionale per attività di ricerca, sviluppo e produzione avanzata, consolidando il suo ruolo nell’economia globale e rafforzando la sua attrattività sul palcoscenico europeo.