Arrestati cinque minori per disordini in piazza

Pal’ dello scorso 3 ottobre. Indagini e arresti anche per rapine. Coinvolti anche cinque minorenni nell’operazione di Polizia «Riot» («Rivolta»)

Carlo Santori 15/01/2026
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Otto misure cautelari per la ‘guerriglia urbana’ a Torino. La Polizia di Stato ha eseguito i provvedimenti nei confronti di alcuni giovani, cinque dei quali ritenuti tra i principali responsabili dei gravi disordini scoppiati il 3 ottobre scorso durante la manifestazione «Blocchiamo tutto», promossa sui social dal «Coordinamento Torino per Gaza» in solidarietà al popolo palestinese.

L’operazione, denominata «Riot» («Rivolta»), è il risultato di una complessa indagine condotta dalla Digos di Torino con il supporto della Direzione centrale della Polizia di prevenzione, sotto il coordinamento delle Procure ordinaria e minorile.

A fronte di un corteo con oltre 20 mila partecipanti, un gruppo ristretto identificato come la «prima linea» avrebbe dato vita a inseguimenti di gruppo contro gli operatori di polizia, provocando feriti, lanciando pietre e bottiglie e colpendo i reparti schierati a difesa dello scalo ferroviario di Torino Porta Susa. Sono stati inoltre danneggiati veicoli della Questura e auto private, mentre per oltre due ore gli scontri si sono concentrati in piazza Castello, davanti al Palazzo del Governo.

Le azioni violente sono proseguite con l’innalzamento di barricate, l’accensione di incendi e continui assalti ai rinforzi di polizia e ai passanti, respinti solo grazie all’uso di lacrimogeni e idranti e alle cariche di alleggerimento dei reparti inquadrati. Il bilancio è di dodici operatori feriti, numerosi mezzi danneggiati e la distruzione di beni mobili allestiti per l’iniziativa «Portici di Carta».

Gli accertamenti dell’Antiterrorismo della Digos hanno consentito di identificare diversi responsabili, alcuni dei quali coinvolti anche in due rapine nell’area metropolitana torinese, una delle quali tentata, con gravi lesioni alle vittime.

L’autorità giudiziaria ha disposto l’arresto di cinque minorenni, due in carcere e tre collocati in comunità, e misure cautelari per tre maggiorenni, tra domiciliari e divieto di dimora. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati dispositivi elettronici, nell’ambito di un quadro definito di «allarmante spregiudicatezza criminale e sistematico disprezzo delle regole della convivenza civile».

«L’operazione ‘Riot’, conclusasi a Torino, dimostra che Stato e Governo ci sono, contro chi si nasconde dietro a manifestazioni per i diritti, per mettere a ferro e fuoco le città e instillare un clima di tensione stile ‘Anni di Piombo’. Al ministro dell’Interno, al questore e agli agenti che hanno operato questo blitz va il nostro ringraziamento: le misure cautelari applicate rendono più sicura la nostra città». Ad affermarlo sono il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, rispettivamente segretario provinciale e cittadino di Forza Italia a Torino.

«A fronte della presenza del Governo e dello Stato fa da contraltare, però, l’assenza del Comune di Torino, che continua a ‘flirtare’ con Askatasuna come ‘Garante aggiunto’. Lo vogliamo dire chiaramente: dietro alla finzione del progetto di affidare il cortile dello stabile di corso Regina Margherita 47 alle scuole e alle associazioni del territorio c’è l’ennesimo bluff del sindaco Lo Russo» – denunciano i due azzurri.

«La Città di Torino – proseguono Rosso e Fontana – vuol fare rientrare dalla finestra i garanti del Patto di collaborazione che è miseramente fallito e che hanno avuto il coraggio di dire che la Polizia aveva compiuto danni ‘all’immobile di Askatasuna’. A prescindere dal fatto che l’immobile è dei Torinesi e non dei loro ‘amici’, è sempre più evidente che l’Amministrazione cittadina vuole proseguire sulla strada intrapresa mesi fa, camuffandola da progetto sociale.

«Di sociale Askatasuna e le associazioni satellite non hanno nulla! È ora di dire basta, e quindi rilanciamo l’appello al ministro Piantedosi di iniziare le procedure per requisire, senza ulteriori ritardi, l’immobile. Il Comune di Torino è evidentemente incapace di risolvere una volta per tutte la questione e recidere i legami con gli ambienti antagonisti, una posizione che di fatto ha creato una zona grigia dove chiunque nei quartieri più caldi si sente libero di delinquere indisturbato» – concludono Roberto Rosso e Marco Fontana.

Sulla stessa linea anche Fratelli d’Italia.

«Esprimo il mio più vivo apprezzamento alla Digos di Torino e alla Procura per l’operazione ‘Riot’. Le misure cautelari emesse sono la dimostrazione che non c’è spazio per l’impunità quando si scambia il diritto di manifestare con la violenza gratuita e il saccheggio». Così Carlo Riva Vercellotti, capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio Regionale del Piemonte, commenta gli sviluppi investigativi sugli scontri avvenuti lo scorso 3 ottobre a Torino.

«In quell’occasione – prosegue – abbiamo assistito a scene di guerriglia urbana inaccettabili: dodici agenti feriti, molteplici atti vandalici e persino devastazioni ai danni di strutture culturali come quelle di ‘Portici di Carta’. Chi attacca un uomo in divisa attacca lo Stato. Non si tratta di semplici ‘ragazzate’, ma di condotte criminali aggravate, come dimostra anche il presunto coinvolgimento di alcuni indagati in episodi di rapine e lesioni personali avvenuti nell’area metropolitana».

«Fratelli d’Italia continuerà a sostenere ogni iniziativa volta a garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela di chi, ogni giorno, rischia la vita per proteggerci. Torino non può e non deve essere il teatro di sfogo per gruppi di violenti che, protetti da una presunta bandiera ideologica, pensano di poterla mettere a ferro e fuoco. Grazie alle indagini odierne, il messaggio è chiaro: chi sbaglia, paga» – conclude il capogruppo regionale.

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