Microchirurgia d’eccellenza al Cto, torna a camminare dopo un raro tumore

L’équipe multidisciplinare della Città della Salute ha utilizzato una sofisticata tecnica di nerve transfer

Loredana Polito 02/07/2026
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Un raro tumore maligno dei nervi periferici, localizzato in una delle aree più delicate del sistema nervoso, è stato affrontato con successo all’ospedale Cto della Città della Salute e della Scienza di Torino attraverso un percorso chirurgico altamente specialistico che ha consentito a una paziente di 50 anni di tornare a camminare dopo aver rischiato una grave disabilità permanente.

La donna era affetta da un Mpnst (Malignant Peripheral Nerve Sheath Tumor), una rara neoplasia maligna della guaina dei nervi periferici, sviluppatasi nella regione lombosacrale. Si tratta di un’area anatomica particolarmente complessa, dalla quale originano le principali radici nervose responsabili del movimento e della sensibilità dell’arto inferiore.

Il trattamento ha richiesto un approccio multidisciplinare articolato in due distinti interventi. La prima fase, di natura oncologica, è stata eseguita dall’équipe di Neurochirurgia composta dal professor Diego Garbossa, dal dottor Fabio Cofano, dal dottor Nicola Marengo e dalla dottoressa Francesca Rizzo. Per ottenere un’asportazione completa della massa tumorale è stato necessario rimuovere in blocco alcune radici nervose coinvolte dalla malattia e parte della muscolatura interessata, procedendo successivamente alla ricostruzione della colonna vertebrale mediante un innovativo impianto in carbonio di ultima generazione.

L’intervento ha consentito di eliminare radicalmente il tumore, ma ha comportato inevitabilmente una grave perdita della funzione neurologica. Al termine della procedura, infatti, la paziente aveva perso quasi completamente la capacità di muovere la gamba destra, con il concreto rischio di non riuscire più a camminare autonomamente.

Per questo motivo è stata programmata una seconda e delicatissima fase ricostruttiva basata sulla tecnica del nerve transfer, una procedura di microchirurgia nervosa che permette di trasferire un nervo ancora funzionante verso un territorio rimasto privo di innervazione. In termini semplici, il principio è simile a quello di un nuovo collegamento in un impianto elettrico: quando il circuito originale è interrotto, un altro cavo funzionante viene utilizzato per ripristinare la trasmissione dell’impulso.

Nel caso specifico, l’obiettivo era restituire funzionalità al nervo femorale, fondamentale per l’estensione del ginocchio, la flessione dell’anca e, di conseguenza, per camminare, salire le scale e mantenere la stabilità dell’arto inferiore. L’équipe ha quindi trasferito alcuni rami ancora attivi del nervo sciatico verso il territorio del nervo femorale, consentendo ai muscoli di ricevere nuovamente gli impulsi necessari al movimento.

L’intervento di ricostruzione è stato pianificato ed eseguito dal dottor Paolo Titolo insieme ai neurochirurghi dottoressa Francesca Vincitorio e dottor Leonardo Bradaschia, in collaborazione con il dottor Bruno Battiston.

La particolare profondità della sede anatomica, l’ampiezza della resezione oncologica e la necessità di recuperare funzioni essenziali per il cammino rendono questo caso di particolare rilevanza dal punto di vista clinico e chirurgico.

A distanza di alcuni mesi dall’intervento ricostruttivo i risultati sono stati significativi. La paziente ha recuperato una parte importante della forza muscolare, è tornata a camminare autonomamente con l’ausilio di un tutore per il piede e ha ritrovato una buona qualità della vita. Inoltre non ha sviluppato dolore neuropatico severo, una delle complicanze più temute nelle lesioni nervose di questa entità.

Il caso dimostra come le più moderne tecniche di microchirurgia possano offrire, in pazienti accuratamente selezionati, concrete possibilità di recupero funzionale anche dopo interventi oncologici estremamente demolitori. Gli specialisti sottolineano tuttavia che si tratta di procedure applicabili solo dopo un’attenta valutazione multidisciplinare e che il recupero neurologico richiede tempi lunghi, variabili da paziente a paziente.

L’intero percorso terapeutico e riabilitativo è stato possibile grazie alla stretta collaborazione tra il Dipartimento di Ortopedia, Traumatologia e Riabilitazione della Città della Salute e della Scienza di Torino, diretto dal professor Giuseppe Massazza, la Neurochirurgia universitaria diretta dal professor Diego Garbossa, la SSD di Microchirurgia Ortopedica Traumatologica diretta dal dottor Paolo Titolo e il Dipartimento di Anestesia, Rianimazione ed Emergenza diretto dal dottor Maurizio Berardino.

Soddisfazione è stata espressa dal direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino, Livio Tranchida, che ha sottolineato il valore dell’intervento e del lavoro di squadra: «Si tratta di una nuova frontiera della chirurgia. Ancora una volta i nostri professionisti e una tecnica di ultima generazione hanno risolto un caso di rara difficoltà. Il mio grazie va a loro e a tutte le donne e gli uomini che ogni giorno lavorano nella Città della Salute e della Scienza di Torino».

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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