Nasce a Torino uno spazio di ascolto psicologico per gli uomini

L’Asl Città di Torino attiva il progetto «Ci sono anch’io» per contrastare i maltrattamenti

Eliana Puccio 18/04/2026
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La Asl Città di Torino presenta «Ci sono anch’io», uno spazio di ascolto psicologico dedicato agli uomini, nato dalla consapevolezza che il maltrattamento, nelle sue diverse forme, può essere agito e subito da entrambi i generi.

L’iniziativa si inserisce in una prospettiva che non intende in alcun modo ridurre o affievolire l’attenzione verso la violenza sulle donne, ma ampliare lo sguardo su una realtà spesso meno visibile: quella degli uomini che vivono situazioni di sofferenza relazionale, familiare o affettiva, e che tendono a non chiedere aiuto per vergogna, senso di fallimento o per la difficoltà a riconoscere la propria fragilità emotiva all’interno di modelli culturali tradizionali.

Il direttore generale dell’Asl Città di Torino, Carlo Picco, sottolinea come il progetto si collochi su un piano delicato e complesso, che richiede di entrare in contatto con le dimensioni più intime dell’esperienza personale. «Si tratta di un’iniziativa che implica la volontà di guardare in quelle zone della vita che hanno a che fare con gli affetti più profondi, con ciò che crediamo di conoscere ma che spesso resta inesplorato», spiega. Picco evidenzia inoltre come, per molti uomini, il percorso di riconoscimento della sofferenza passi attraverso il superamento di un retaggio culturale che tende a legare la mascolinità all’idea di forza e invulnerabilità, rendendo più difficile l’emersione del disagio.

In questo contesto, «Ci sono anch’io» si configura come uno spazio dedicato agli uomini che subiscono maltrattamenti fisici, psicologici o economici, offrendo un primo punto di accoglienza e orientamento. Il servizio è pensato come luogo di ascolto e supporto, in cui professionisti qualificati operano in chiave multidisciplinare per accompagnare le persone in un percorso di consapevolezza e possibile uscita da situazioni di sofferenza.

Secondo l’impostazione del progetto, il centro svolge anche una funzione anticipatoria, contribuendo a intercettare precocemente condizioni di rischio e isolamento che potrebbero evolvere in forme più gravi di disagio personale.

La dottoressa Monica Agnesone, direttrice della Struttura Complessa di Psicologia Aziendale, precisa che il servizio non è una prestazione specialistica su casi già definiti, ma uno spazio di accesso precoce e orientativo all’interno della rete delle cure primarie psicologiche.

«Ci sono anch’io è uno spazio di ascolto per uomini che stanno attraversando difficoltà relazionali, familiari o coniugali; è un luogo in cui possono parlare ed essere ascoltati», spiega.

L’obiettivo è quello di intercettare precocemente il disagio e favorire l’attivazione di percorsi adeguati, anche attraverso una presa in carico integrata con altri servizi sanitari e sociali, quando necessario.

L’accesso al servizio avviene tramite una richiesta di ascolto inviata all’indirizzo di posta elettronica dedicato spazioascolto.uomini@Aslcittaditorino.it.

A seguito della richiesta, la persona viene contattata per un primo appuntamento in presenza, necessario per la valutazione iniziale e per l’eventuale avvio di un percorso strutturato di incontri, che possono svolgersi anche in modalità telematica. Il primo colloquio, tuttavia, è sempre previsto in presenza, proprio per garantire una prima fase di accoglienza diretta e personalizzata.

Accanto alla dimensione psicologica, il progetto prevede anche la possibilità di attivare il supporto dei servizi sociali, qualora emerga la necessità di un intervento più ampio sul piano relazionale e di vita.

La dirigente del Servizio Assistenti Sociali Aziendali, Silvia Maria Murdocca, evidenzia come la violenza domestica possa assumere forme diverse e riguardare sia uomini sia donne, con esiti comunque profondamente laceranti sul piano personale e relazionale. «Il nostro intervento punta a costruire relazioni più sane e rispettose e, quando necessario, ad accompagnare le persone in percorsi di riprogettazione esistenziale», afferma.

L’approccio integrato tra competenze psicologiche e sociali viene indicato come elemento centrale per la prevenzione e per l’efficacia degli interventi.

Murdocca sottolinea inoltre come il fenomeno degli uomini vittime di maltrattamenti domestici resti ancora poco visibile e spesso sottostimato, anche a causa di fattori culturali che ne ostacolano l’emersione. In questo senso, l’attivazione di uno spazio dedicato rappresenta un tentativo di colmare un vuoto e di intercettare situazioni che altrimenti rischierebbero di rimanere sommerse, senza adeguato supporto.

Il progetto è accompagnato da un simbolo scelto dal gruppo di lavoro, composto interamente da donne: la sedia di Vincent van Gogh. Il direttore generale Carlo Picco ne richiama il significato simbolico, descrivendola come immagine di solitudine, vuoto e fragilità, ma anche come invito a fermarsi, sedersi e chiedere aiuto. La sedia rappresenta, nelle intenzioni del progetto, la condizione di chi si trova in una fase di smarrimento affettivo ed emotivo, ma anche la possibilità di un primo passo verso la presa di consapevolezza. «Il fatto che sia stata scelta da un gruppo di lavoro femminile – osserva Picco – rafforza ulteriormente il valore del messaggio».

Con «Ci sono anch’io», la Asl Città di Torino introduce dunque un dispositivo innovativo di ascolto e orientamento, che si inserisce nel più ampio sistema delle cure primarie psicologiche e che punta a intercettare bisogni spesso non espressi, offrendo un primo punto di contatto per uomini in difficoltà. Un’iniziativa che, nelle intenzioni dei promotori, vuole contribuire a rendere più accessibile il sostegno psicologico e a favorire una maggiore consapevolezza della sofferenza emotiva maschile, all’interno di un quadro di prevenzione e presa in carico multidisciplinare.

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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