Muoversi di più per vivere meglio. È questo il messaggio al centro della «Giornata mondiale dell’attività fisica», celebrata il 6 aprile per richiamare l’attenzione sull’importanza del movimento nella vita quotidiana.
Per l’edizione 2026 lo slogan scelto è stato «Più movimento, più vita», un invito a considerare l’attività fisica non come un’opzione, ma come «un bene essenziale» per il benessere fisico e mentale, la prevenzione delle malattie e la coesione sociale. Un principio semplice, ma ancora lontano dall’essere pienamente praticato: «ogni passo conta, ogni movimento conta, ogni minuto conta».
Numerose evidenze scientifiche confermano come uno stile di vita attivo rappresenti uno dei principali fattori di protezione lungo tutto l’arco della vita, così come spiega anche la Regione Piemonte, attraverso l’assessorato alla Sanità.
L’attività fisica contribuisce infatti a ridurre il rischio di sviluppare patologie croniche come malattie cardiovascolari, diabete, tumori e disturbi muscolo-scheletrici. Ma non solo. Muoversi con regolarità produce effetti significativi anche sul piano psicologico, aiutando a contenere ansia e stress, migliorando l’umore e favorendo relazioni sociali più dinamiche. Anche cambiamenti apparentemente minimi — come scegliere le scale al posto dell’ascensore o camminare più spesso — possono tradursi in benefici concreti.
Le raccomandazioni della Regione Piemonte sono chiare: per ottenere effetti tangibili sulla salute, gli adulti dovrebbero praticare tra i 150 e i 300 minuti settimanali di attività fisica aerobica moderata, oppure tra i 75 e i 150 minuti di attività intensa, oppure una combinazione equivalente. Indicazioni che valgono, con le dovute modulazioni, anche per bambini, adolescenti e anziani, per i quali il movimento rappresenta un elemento chiave per la crescita, l’autonomia e la qualità della vita.
In Piemonte il quadro restituisce una situazione articolata. Se da un lato una buona parte della popolazione adulta risulta fisicamente attiva o almeno parzialmente attiva, dall’altro permane una quota significativa di persone sedentarie, in particolare tra le fasce più anziane. Un dato che conferma come la promozione dell’attività fisica resti una priorità di sanità pubblica, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze e favorire stili di vita più sani e accessibili a tutti.
In questa direzione si muove l’impegno della Regione Piemonte, che attraverso il Piano Regionale della Prevenzione sostiene iniziative mirate a diffondere il movimento nei diversi contesti di vita: scuole, ambienti di lavoro, comunità locali e spazi urbani. «Un’azione integrata», che punta a costruire reti territoriali capaci di coinvolgere aziende sanitarie, Comuni, associazioni e realtà del Terzo settore, rendendo l’attività fisica accessibile anche alle persone più fragili oppure a rischio di esclusione.
Tra gli strumenti più diffusi figurano le cosiddette «Comunità attive», progetti che promuovono stili di vita sani valorizzando le risorse locali e incentivando il movimento quotidiano. Sul territorio proseguono iniziative come i gruppi di cammino, «Mamme in cammino», il progetto «Muovinsieme» rivolto alle scuole e le attività di esercizio fisico adattato. Numeri alla mano, in Piemonte si contano quasi 900 Comuni «attivi» e oltre 400 gruppi di cammino, con circa 11 mila partecipanti coinvolti.
Accanto alle politiche strutturate, si moltiplicano anche gli eventi locali. Le aziende sanitarie promuovono periodicamente appuntamenti e progetti per sensibilizzare la popolazione: dall’Asl At, che ha preso parte alla staffetta 24x1h con iniziative dedicate alla promozione della salute, all’Asl BI che organizza la «giornata dei camminatori» a Salussola per il prossimo 12 aprile.
L’Asl Cn1 promuove nuovi gruppi di cammino e propone incontri informativi come «Piccoli gesti, grande salute», mentre l’Asl Cn2 coinvolge le scuole in attività sul territorio e percorsi formativi per facilitatori.
Non mancano momenti di confronto aperti alla cittadinanza, come il convegno «Più movimento, più vita» promosso dall’Asl To3 ad Avigliana (Torino) in programma il prossimo 18 aprile, rivolto sia a cittadine e cittadini che ai professionisti sanitari. Iniziative diverse, unite da un obiettivo comune: trasformare il movimento in una pratica quotidiana diffusa e consapevole.