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Olimpiadi, il Nord-Ovest ci prova

Piemonte, Liguria e Lombardia e i tre rispettivi capoluoghi hanno avviato il percorso per una candidatura unitaria alle Olimpiadi estive del 2036 o del 2040. Al centro, un progetto che valorizza infrastrutture, competenze e capacità dei vari territori

Eliana Puccio 14/04/2026
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Un’Olimpiade diffusa, sostenibile e capace di valorizzare uno dei territori più dinamici d’Europa. Piemonte, Lombardia e Liguria, insieme alle città di Torino, Milano e Genova, avviano ufficialmente il percorso per valutare una candidatura unitaria del Nord-Ovest italiano ai Giochi Olimpici e Paralimpici estivi del 2036 o del 2040.

Il primo incontro operativo tra le istituzioni segna l’avvio di un confronto che punta a costruire un progetto condiviso, fondato sulla messa a sistema di competenze, infrastrutture e capacità organizzative già ampiamente consolidate. L’asse Torino–Milano–Genova si propone infatti come una macro-area fortemente integrata dal punto di vista economico, logistico e culturale, in grado di sostenere un evento globale come le Olimpiadi.

Alla base dell’iniziativa c’è una visione precisa: superare il modello tradizionale concentrato in un’unica città e puntare su un sistema diffuso, coerente con le nuove linee guida del Comitato Olimpico Internazionale. Un approccio che privilegia il riuso delle infrastrutture esistenti, riduce l’impatto ambientale e ottimizza l’impiego delle risorse pubbliche.

Il Nord-Ovest italiano può contare su un patrimonio infrastrutturale già significativo: impianti sportivi, poli fieristici, strutture universitarie e una rete di trasporti tra le più sviluppate del Paese. A questo si aggiunge un’esperienza organizzativa di primo livello, maturata con eventi internazionali di grande portata. Dalle Olimpiadi invernali di Torino 2006 fino a Milano-Cortina 2026, passando per manifestazioni sportive, culturali e fieristiche ospitate stabilmente tra le tre città, il territorio ha dimostrato una capacità consolidata di gestione di eventi complessi.

Il percorso appena avviato rappresenta però solo una fase preliminare. Nei prossimi mesi si aprirà un confronto con il mondo dello sport, con le università, con gli stakeholder e soprattutto con le istituzioni nazionali, a partire dal Governo e dal CONI, per valutare la reale fattibilità della candidatura. L’orizzonte temporale individuato è quello delle Olimpiadi del 2036 o, in alternativa, del 2040.

Per coordinare il lavoro sarà costituito un gruppo operativo interistituzionale composto dai sei capi di gabinetto delle amministrazioni coinvolte, con il compito di avviare l’istruttoria tecnica e definire i passaggi successivi. Un percorso che dovrà verificare non solo la sostenibilità economica e logistica, ma anche la capacità del progetto di generare benefici duraturi per i territori.

Le istituzioni promotrici sottolineano l’ambizione dell’iniziativa: «L’obiettivo è costruire una proposta credibile, sostenibile e innovativa che metta al centro lo sport, i giovani e la cooperazione tra territori, rafforzando al contempo la vocazione internazionale del Paese e la capacità di promuovere l’Italia nel mondo attraverso un grande progetto condiviso». Un progetto che punta a trasformare il Nord-Ovest in «un grande palcoscenico olimpico diffuso, capace di unire città, regioni e comunità attorno ai valori universali dello sport».

Dal Piemonte arriva una spinta forte alla candidatura. «Piemonte, Lombardia e Liguria sono il cuore economico e produttivo d’Italia, ma anche una macro regione dal patrimonio paesaggistico e ambientale straordinario», sottolineano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore Paolo Bongioanni. «A tutto questo si aggiunge un’esperienza olimpica consolidata che è un valore chiave per centrare l’obiettivo».

Per il Piemonte, spiegano, i grandi eventi rappresentano una leva strategica di posizionamento internazionale: «Le Olimpiadi sono il più grande evento del pianeta e rappresenterebbero il culmine di questo percorso». Ma è soprattutto il nuovo modello di Olimpiadi diffuse a rendere oggi più concreta la prospettiva: «Guardano alla sostenibilità e all’ambiente e le nostre regioni, con l’eredità delle infrastrutture e delle competenze sviluppate grazie ai Giochi invernali, possono essere competitive a livello mondiale».

Accanto alla dimensione sportiva, emerge con forza anche quella economica: «Le Olimpiadi sono un grande evento basato su solidarietà e amicizia, ma anche un volano economico straordinario». Un’opportunità che le istituzioni intendono valutare con attenzione, consapevoli della complessità del percorso.

Per ora, nessuna decisione definitiva. Il progetto resta nella fase di studio e confronto. Ma il segnale è chiaro: il Nord-Ovest vuole giocare la sua partita, candidandosi a diventare uno dei principali poli olimpici del futuro europeo.

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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