Un convegno sulla governance aziendale organizzato d Confindustria Novara Vercelli Valsesia

L’iniziativa ha sottolineato l’importanza di garantire solidità organizzativa e crescita sostenibile

03/03/2026
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«Rafforzare la governance rappresenta una scelta strategica per ogni impresa. L’inserimento di competenze indipendenti negli organi amministrativi e l’adozione del Codice di autodisciplina come metodo di lavoro consentono di migliorare qualità delle decisioni, trasparenza ed efficienza, riducendo i rischi e rafforzando reputazione e accesso al credito. Il confronto emerso nel corso del convegno ha evidenziato l’importanza di dotarsi di strumenti concreti e di una visione di lungo periodo, particolarmente rilevanti per le PMI. Non si tratta di burocrazia, ma di un investimento sulla solidità e sulla crescita sostenibile delle aziende».
Con queste parole Isabella Bosatra, amministratore delegato della Stamperia Bosatra e vicepresidente di Confindustria Novara Vercelli Valsesia con delega al passaggio generazionale, commenta quanto emerso dal convegno  “Famiglia, impresa, futuro: le nuove sfide della buona Governance” , organizzato da CNVV mercoledì 25 febbraio 2026, che ha visto rappresentanti del mondo imprenditoriale, professionisti ed esperti confrontarsi sui temi della “Family Governance” e delle strategie per garantire un efficace ricambio generazionale.
Introdotti da Alessandra Zanaria, responsabile dell’area Bilancio e Gestione di impresa di CNVV, commercialista e revisore legale, che ha ricordato i servizi offerti alle aziende associate in materia di adeguati assetti organizzativi e amministrativi (con “sportelli” dedicati a Governance, assistenza notarile, programmazione e controllo di gestione, operazioni societarie straordinarie) ed evidenziato l’importanza di accrescere nelle aziende le azioni per il raggiungimento di una Governance democratica e partecipativa attraverso una chiara divisione dei ruoli e la condivisione delle informazioni e degli obiettivi, facendo uso di patti parasociali, statuti aggiornati e rispettati, introducendo negli organismi direttivi figure indipendenti in grado di portare nuove competenze e punti di vista e utilizzando il collegio sindacale e dei revisori non solo come strumento di verifica formale, ma come “sensore” sui rischi e le criticità organizzative, i lavori sono proseguiti con l’intervento di Alessandro Minichilli, professore ordinario di Governance e Family Business all’Università “Luigi Bocconi” e Associate Dean della SDA Bocconi.
«La piccola dimensione – ha chiarito subito Minichilli – è stata un vantaggio in passato per moltissime aziende italiane, ma oggi non lo è più, perché la complessità dei mercati e le crescenti richieste normative e degli stakeholder rendono indispensabile garantire la continuità dell’impresa attraverso precise strategie di “Family Structure” e “Family Governance” da perseguire nel migliore dei modi. In Italia manca una cultura “Corporate Governance”, come dimostra il fatto che il 76% degli statuti sono redatti su modelli standard e che la maggioranza delle piccole imprese compie solo operazioni di acquisto delle quote di altri soci famigliari. Una “buona” Governance, invece, significa migliori decisioni, minori rischi, maggiore garanzia di continuità aziendale oltre a migliori e più rigorosi processi; implica però il rispetto della divisione dei compiti tra i livelli proprietario, societario e manageriale, una composizione del Cda che assicuri effettivo funzionamento ed efficacia ai vari ruoli (strategico, di controllo, di governo dei rapporti con i soci e gli altri stakeholder rilevanti), una leadership chiara e che consideri l’opportunità di avvalersi del contributo di consiglieri esterni in grado di fare da contraltare, attraverso un “check and balance”, delle decisioni del vertice». «Progettare la Governance – ha concluso Minichilli – è un percorso, lungo e complesso, ma imprescindibile, che deve valorizzare prima di tutto la professionalità dei componenti il Cda e considerare l’importanza della definizione di piani e programmi per la successione degli esecutivi, della trasparenza informativa per gli stakeholders e di un’adeguata gestione dei conflitti di interesse».
Al tema della transizione generazionale è stato dedicato l’intervento di Giovanna Gregori, Executive Director di Aidaf - Associazione Italiana delle Aziende Familiari, che ha anche evidenziato l’importanza di favorire la diversità di genere e di età all’interno degli organismi direttivi delle imprese. «L’Italia – ha spiegato Gregori – è il secondo paese al mondo, dopo il Giappone, per numero di aziende più longeve e attualmente sono a controllo familiare quasi 15.600 aziende, pari al 66% di quelle sopra i 20 milioni di fatturato. Tra queste aumentano quelle che utilizzano il “Codice di autodisciplina” che stabilisce i principi di Governance per comunicare con il management e con gli stakeholder esterni: è un’operazione di trasparenza e di diffusione della cultura imprenditoriale che va valorizzato, perché consente, ad esempio, di chiarire il confine tra patrimonio familiare e asset aziendali, di migliorare il coinvolgimento dei manager non familiari, di favorire una transizione generazionale fluida ed efficace, di promuovere una crescita sostenibile e relazioni più solide con gli stakeholder. I suoi principi riguardano lo statuto sociale, l’assemblea dei soci, il ruolo, la  composizione e il funzionamento dell’organo di amministrazione, la remunerazione, il sistema dei controlli interni e di gestione dei rischi, le operazioni con parti correlate, la continuità di governo e di gestione e l’informativa sulla sostenibilità».
Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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