Tunnel subportuale: 803 milioni per il lotto B

Firmato ieri al Mit, alla presenza del viceministro Rixi, il contratto tra Autostrade per l’Italia e Webuild

16/10/2026
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La trasformazione infrastrutturale e urbanistica di Genova compie un altro passo decisivo. Ieri, infatti, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è stato ufficialmente firmato il contratto da 803 milioni di euro tra Autostrade per l’Italia e Webuild per la realizzazione del Lotto B del tunnel subportuale. Si tratta di un importante avanzamento dell’opera promossa dal Gruppo Aspi, destinata a ridisegnare radicalmente non soltanto la viabilità del capoluogo ligure, ma anche il suo volto paesaggistico e la connessione tra la città e il suo scalo marittimo. L’intesa, che segue l’aggiudicazione dello scorso luglio, è stata siglata alla presenza dei vertici istituzionali e aziendali: il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi, il subcommissario per la Ricostruzione Carlo De Simone, l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Arrigo Giana e l’amministratore delegato di Webuild Pietro Salini.
La firma segna il passaggio definitivo dalla pianificazione all’esecuzione dell’opera. Come ha sottolineato il viceministro Edoardo Rixi, questo atto rappresenta la concretizzazione di una visione attesa da anni, fondamentale per migliorare la mobilità urbana, potenziare la competitività del porto e restituire preziosi spazi vivibili alla cittadinanza, dimostrando un metodo di lavoro basato su fatti e opere realizzate anziché su semplici promesse.
Sulla stessa linea si inserisce il commento del subcommissario Carlo De Simone, il quale ha ricordato come l’avvio del Lotto B giunga in un momento di grande fermento, mentre il Lotto A si avvia al completamento. Tra i traguardi già raggiunti figurano la Nuova Galleria Ferroviaria, la riorganizzazione della viabilità portuale, il giro della Lanterna e lo scolmatore del Rio San Bartolomeo. De Simone ha ribadito come a Genova le grandi opere siano ormai una realtà tangibile grazie alla determinazione e al coordinamento tra Struttura Commissariale, enti locali e imprese, con la garanzia di un cantiere sicuro, trasparente e attento alle ricadute occupazionali e sociali.
Il tunnel subportuale si presenta come un’opera unica nel panorama italiano per livello di complessità ingegneristica. Il progetto, curato da Tecne (società di ingegneria del Gruppo Aspi), prevede un tracciato complessivo di 4,2 chilometri, di cui oltre 3 costituiti da due gallerie separate per ciascun senso di marcia. L’arteria collegherà direttamente il ponente e il levante cittadino, garantendo al contempo un’impronta fortemente sostenibile: l’intervento consentirà infatti di ricucire il tessuto urbano e regalerà alla città 6 ettari di nuove aree verdi grazie alla nascita del parco della Lanterna.
Arrigo Giana, ad di Autostrade per l’Italia, ha espresso grande soddisfazione per la sinergia dimostrata dalle competenze interne al Gruppo, evidenziando come Amplia abbia completato la prima fase nel rispetto dei tempi e del budget previsti. Consegnare nei tempi un’infrastruttura di tale visione strategica rimane una priorità assoluta, sorretta dalla stessa determinazione che ha guidato il progetto fin dalle sue origini.
Dall’altro lato, Pietro Salini, ad di Webuild, ha richiamato il forte legame della società con la Liguria, già testimoniato da opere chiave come il Ponte Genova San Giorgio, la Nuova Diga Foranea e il Terzo Valico. Salini ha rimarcato come l’azienda porti a Genova il meglio dell’ingegneria nazionale per realizzare il primo tunnel sottomarino del Paese, impiegando tecnologie all’avanguardia per creare infrastrutture capaci di rafforzare il ruolo della città come porta d’accesso strategica per l’Europa meridionale. Il Lotto B rappresenta la sezione analiticamente e strutturalmente più complessa: lo scavo passerà infatti al di sotto del bacino portuale e della trama urbana sottostante. Per affrontare questa sfida, Webuild impiegherà una fresa Tbm (Tunnel Boring Machine) con un diametro di circa 16 metri, una delle più grandi mai entrate in azione in Italia. Il cantiere avrà anche un forte impatto sull’economia locale, stimando la creazione di oltre 700 posti di lavoro tra occupati diretti e dell’indotto. Si apre così una nuova pagina per il sistema della mobilità genovese, proseguendo il percorso tracciato con le prime demolizioni e bonifiche avviate nel 2024. 
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