Una funivia per la Valbisagno «L’idea ci è venuta a Parigi»

Presentato lo studio del Politecnico di Milano commissionato dal Comune: otto stazioni, 50 piloni alti tra 20 e 40 metri e 70 cabine

30/03/2026
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Vittorio Magni
Ieri a Genova, a Palazzo Tursi, è stato presentato il nuovo progetto per la mobilità della Valbisagno, basato su uno studio del Politecnico di Milano commissionato dal Comune. L’ipotesi principale è la realizzazione di una cabinovia urbana tra Brignole e Molassana: un tracciato di 6,5 chilometri con otto stazioni e circa 50 piloni, alti mediamente tra 20 e 25 metri, con punte fino a 40 nei tratti più complessi. Il sistema prevederebbe circa 70 cabine da 10 posti, con una frequenza di una ogni 30 secondi e una capacità iniziale di 1.200 passeggeri l’ora per direzione, espandibile fino a 1.800. Il tempo di percorrenza stimato è di 18 minuti tra i capolinea, che diventano circa 25 considerando accessi e interscambi. Il costo complessivo è stimato tra i 140 e i 160 milioni di euro, con tempi di realizzazione di circa due anni. Il tracciato partirebbe da Brignole, nodo strategico collegato a ferrovia e metropolitana, attraversando più volte il torrente Bisagno e servendo aree centrali della valle come corso Sardegna, Marassi, Bobbio, Staglieno, l’ex Guglielmetti, la Sciorba e Molassana. Le stazioni sarebbero collocate a circa cinque metri dal piano strada e dotate di accessi dedicati. «Nessuna decisione sarà presa prima di passare dal confronto con il Consiglio comunale e con il territorio. Questa amministrazione cerca soluzioni di alto livello tecnico e a basso impatto», ha dichiarato la sindaca Silvia Salis. Lo studio analizza i flussi della valle, stimando circa 146.000 spostamenti giornalieri e un carico massimo sul trasporto pubblico di 1.600 passeggeri l’ora per direzione. Sulla base di questi dati sono state valutate anche alternative come bus rapid transit, tram e metropolitana leggera. «Se oggi siamo qui  è perché in campagna elettorale avevamo promesso un’alternativa allo Skymetro, un progetto sovradimensionato per la Val Bisagno, fortemente impattante e dai costi estremamente elevati - ha dichiarato la sindaca di Genova, Silvia Salis - L’amministrazione precedente ha impiegato quattro anni per proporre un treno anni ‘80, fortemente impattante, basato su flussi sovrastimati, che prevedeva abbattimenti e che avrebbe sventrato un quartiere. Oggi, a neanche un anno dal nostro insediamento, presentiamo lo studio che abbiamo commissionato al Politecnico di Milano per individuare una soluzione che sia sostenibile, meno costosa, che ci consenta anche opere di riqualificazione del territorio e, soprattutto, che abbia una portata coerente con la domanda di quella zona di Genova. Abbiamo modo di vedere, dati alla mano, un raffronto imparziale su tutte le possibili soluzioni per migliorare la mobilità in Val Bisagno: uno strumento che ci sarà utile per prendere la decisione migliore per i cittadini, in confronto e collaborazione con il territorio, supportata da valutazioni scientifiche». Il documento chiarisce anche il percorso istituzionale: «Nessuna decisione è ancora stata presa e nessuna decisione sarà presa senza prima passare dalla discussione in Commissione consiliare e senza prima aver portato a termine un percorso di partecipazione con i cittadini dei due Municipi interessati dal progetto - ribadisce la sindaca - Questa amministrazione cerca soluzioni di alto livello tecnico, con il minimo impatto necessario a dare risposte all’altezza delle esigenze del territorio e di una città moderna. Ricordo, infine, che il Comune di Genova si è impegnato con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a realizzare un nuovo iter progettuale per dare una soluzione alla mobilità della Val Bisagno».
Infine, il professor Pierluigi Coppola, il cui team ha condotto lo studio, sottolinea che «l’ispirazione del nostro studio arriva dall’inaugurazione, il 13 dicembre scorso a Parigi, della prima Funivia Urbana integrata con il sistema di trasporto pubblico anche dal punto di vista tariffario È un’idea tecnicamente fattibile, anche grazie alla piena integrazione con la fermata della metropolitana di Brignole. Inoltre, la realizzazione delle stazioni costituirebbe un’opportunità di sviluppo e riqualificazione di alcune aree della valle. In altre realtà in cui sono state realizzate funivie urbane, si è assistito a una modifica radicale del sistema della mobilità locale, introducendo significativi elementi di sviluppo del territorio. Quello della Funivia della Val Bisagno, oltre che essere un progetto di mobilità e connessioni urbane, rappresenterebbe un progetto di accessibilità». Lo studio descrive anche gli aspetti tecnici: piloni collocati fuori dall’alveo del Bisagno, distanze tra 150 e 350 metri e una distanza minima dagli edifici superiore ai 10 metri, oltre a indicazioni su gestione, manutenzione e operatività in caso di vento forte.
Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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