Al via un nuovo percorso di alta specializzazione dedicato alla tutela del patrimonio storico, architettonico e paesaggistico prende forma nel capoluogo piemontese.
Il Politecnico di Torino attiverà infatti nell’Anno accademico 2026-2027 il ‘Master universitario di secondo livello in Conservazione Integrata del Patrimonio Architettonico e Paesaggistico’: un’iniziativa che nasce dalla collaborazione con la Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino e che punta a formare una nuova generazione di professionisti capaci di affrontare le sfide della conservazione e della rigenerazione dei beni culturali.
L’accordo è stato formalizzato attraverso la firma di un Protocollo d’Intesa che segna un ulteriore passo nel rapporto tra il mondo della formazione universitaria e quello delle istituzioni impegnate nella salvaguardia del patrimonio. Un progetto che guarda al futuro senza perdere di vista la responsabilità di custodire il passato.
Il nuovo master si rivolge a laureati magistrali provenienti da diversi ambiti disciplinari. Architettura, urbanistica, paesaggio, ingegneria civile e ambientale, storia dell’arte e conservazione dei beni culturali rappresentano i principali percorsi di provenienza.
L’obiettivo è quello di offrire una formazione avanzata e interdisciplinare che permetta di acquisire competenze specialistiche immediatamente spendibili nel mondo del lavoro.
Alla base dell’iniziativa vi è la convinzione che la conservazione del patrimonio non possa più essere affrontata attraverso approcci settoriali. Servono figure professionali capaci di coniugare conoscenze tecniche, sensibilità culturale, innovazione tecnologica e capacità gestionali. Una sfida complessa, resa ancora più urgente dalla vastità e dalla fragilità del patrimonio storico italiano.
L’idea del master è maturata all’interno del Gruppo Giovani della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino. Da quel confronto è emersa la necessità di creare un percorso altamente qualificante destinato non solo ai neolaureati, ma anche a professionisti già inseriti nel settore. Tecnici della pubblica amministrazione, operatori culturali, funzionari ministeriali, addetti alla tutela e responsabili di istituzioni museali potranno infatti trovare nel master un’occasione di aggiornamento e crescita professionale.
A sostenere l’iniziativa sarà la stessa Consulta, con il contributo della Fondazione Ordine Mauriziano. Una collaborazione che rafforza il legame tra formazione, impresa e territorio e che punta a generare competenze utili per affrontare le esigenze di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale nazionale.
Il programma didattico avrà una forte impronta applicativa. Alle lezioni teoriche si affiancheranno attività sul campo, esperienze dirette in progetti di recupero e visite a cantieri attivi. Gli iscritti avranno così la possibilità di confrontarsi con problematiche reali e con i processi operativi che caratterizzano gli interventi di conservazione.
Tra gli argomenti affrontati figurano la storia materiale e tecnologica dell’architettura, l’analisi dei paesaggi storici e l’evoluzione delle teorie del restauro nel dibattito contemporaneo. Ampio spazio sarà dedicato anche alla normativa di tutela, alle strategie di rigenerazione urbana e agli strumenti digitali più avanzati per il rilievo e la documentazione del patrimonio.
Particolare attenzione verrà riservata alle tecnologie innovative. Dalla modellazione informativa Bim ai sistemi di catalogazione digitale, fino ai metodi di conservazione preventiva e programmata.
Saranno inoltre approfonditi temi legati all’inserimento degli impianti negli edifici storici, alle procedure previste dal Codice degli Appalti, alle strategie di raccolta fondi e alla gestione dei giardini storici.
Un aspetto distintivo del percorso attivato dal Politecnico riguarda la collaborazione con l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero della Cultura. Grazie a questa sinergia, gli studenti potranno confrontarsi direttamente con le metodologie e gli strumenti utilizzati per la catalogazione del patrimonio architettonico a livello nazionale.
La direzione scientifica del master è affidata a Carlo Tosco, docente del Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio del Politecnico di Torino e referente dell’ateneo per le attività dedicate al patrimonio culturale e paesaggistico nei rapporti con enti territoriali, nazionali ed europei.
Secondo il rettore Stefano Corgnati, il nuovo percorso rappresenta una sintesi della vocazione multidisciplinare dell’ateneo. «Questo master – spiega – esprime pienamente la nostra attitudine politecnica, integrando e valorizzando le competenze presenti nell’università nel campo del patrimonio architettonico e paesaggistico. La conservazione del costruito storico richiede approcci interdisciplinari capaci di coniugare strumenti digitali, progettazione e sensibilità culturale».
Soddisfazione viene espressa anche da parte della presidente della Consulta, Licia Mattioli, che sottolinea il valore strategico dell’investimento nella formazione specialistica. «Il nostro Paese – afferma – possiede straordinari tesori del passato che necessitano di attenzione e interventi qualificati. Investire sul patrimonio culturale significa investire sul futuro e sullo sviluppo del territorio».
Le lezioni avranno una durata annuale e saranno concentrate nelle giornate di venerdì e sabato, una scelta pensata per favorire la partecipazione di studenti e professionisti già impegnati in attività lavorative.
Il bando di ammissione sarà pubblicato tra il 15 e il 20 giugno 2026, mentre le iscrizioni saranno raccolte dal 15 al 20 settembre. L’avvio delle attività didattiche è previsto per il 16 ottobre 2026.