Nucleare, ETS e transizione energetica al PoliTO Foresight and Innovation Award

Pichetto Fratin rilancia la sfida. «Servono le condizioni per ripartire nel prossimo decennio»

Eliana Puccio 12/06/2026
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Dalla partita sul ritorno del nucleare in Italia alla revisione del sistema europeo delle emissioni, fino alla competitività industriale e alla sicurezza energetica del continente. È un Gilberto Pichetto Fratin a tutto campo quello intervenuto a Torino in occasione della cerimonia di conferimento del premio internazionale 'PoliTO Foresight and Innovation Award' a Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione Europea.

A margine dell’evento organizzato dal Politecnico di Torino, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha affrontato alcuni dei temi più strategici per il futuro energetico del Paese e dell’Europa, rilanciando in particolare il percorso che dovrebbe riportare l’energia nucleare nel mix energetico nazionale.

«Mi auguro che il Parlamento chiuda il percorso prima della pausa estiva e poi naturalmente dovranno esserci i decreti attuativi», ha dichiarato il ministro. Un iter che, nelle intenzioni del Governo, dovrebbe consentire all’Italia di creare il quadro normativo necessario per avviare nel prossimo decennio una nuova stagione nucleare, fondata sulle tecnologie di nuova generazione e sui piccoli reattori modulari.

Per Pichetto Fratin il nucleare non rappresenta una scelta alternativa alle energie rinnovabili, bensì uno strumento complementare. «Significa creare le condizioni giuridiche perché in Italia si possa, a partire dal prossimo decennio, ripartire con la produzione di energia nucleare, che non è alternativa alle rinnovabili, ma è integrativa alle rinnovabili. È una condizione che permette di avere l’energia per tutti a un prezzo inferiore», ha spiegato.

Il tema del costo dell’energia resta infatti centrale nel dibattito europeo. Il ministro ha richiamato la necessità di garantire alle imprese condizioni competitive rispetto ai principali concorrenti internazionali, in un contesto segnato dalle tensioni geopolitiche e dall’aumento dei costi energetici registrato negli ultimi anni.

Proprio in questa prospettiva si inserisce anche il confronto sul sistema ETS, il mercato europeo delle quote di emissione che rappresenta uno dei pilastri della strategia climatica dell’Unione Europea. Pichetto Fratin ha riferito di aver affrontato l’argomento direttamente con Teresa Ribera, sottolineando la necessità di aggiornare alcuni meccanismi del sistema.

«Non è tanto questione di rinvio quanto di una definizione di taratura rispetto alle condizioni attuali», ha osservato il ministro. «L’Ets è un’esperienza iniziata nel 2005: ha dato risultati importanti sul fronte della decarbonizzazione, dell’innovazione e come stimolo allo sviluppo tecnologico. Chiaramente si tratta di andare a tarare sia i benchmark sia le modalità di intervento rispetto alla situazione dell’equilibrio europeo, ma anche della competitività dell’Europa nei confronti del resto del mondo».

Una posizione che si inserisce nel dibattito aperto a Bruxelles sul rapporto tra obiettivi climatici e tutela del sistema produttivo europeo, chiamato a confrontarsi con economie che operano spesso con regole ambientali meno stringenti.

Nel corso dell’iniziativa torinese il ministro ha inoltre sottolineato il ruolo crescente del Politecnico di Torino come luogo di elaborazione strategica sui grandi temi dell’innovazione e della sostenibilità. «Il Politecnico ha avviato un percorso che lo mette in relazione con le grandi istituzioni a livello europeo», ha affermato, evidenziando il valore della collaborazione tra ricerca, università e decisori pubblici.

Un concetto condiviso anche da Teresa Ribera, che ha riconosciuto come l’Italia abbia compiuto passi avanti significativi nella transizione energetica ma debba ancora accelerare il percorso. «L’Italia ha fatto qualcosa, ma deve ancora fare molto», ha affermato la vicepresidente della Commissione europea.

Ribera ha ribadito la disponibilità di Bruxelles a garantire maggiore flessibilità nelle regole fiscali per gli investimenti destinati alla sicurezza energetica e alla resilienza del sistema. «Ciò che la Commissione propone è offrire agli Stati membri una certa flessibilità, a condizione che le risorse vengano investite nella sicurezza energetica e nella resilienza energetica», ha spiegato.

Per la commissaria europea la strada resta quella della progressiva riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. «Non si tratta di sovvenzionare i combustibili fossili, ma di agevolare gli investimenti per ridurre questa dipendenza», ha sottolineato, ricordando come le crisi energetiche degli ultimi anni abbiano dimostrato la vulnerabilità dei sistemi troppo esposti alle importazioni.

Nel confronto tra Roma e Bruxelles emerge dunque una linea comune: accelerare la transizione energetica senza compromettere competitività, sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilità sociale. Una sfida complessa nella quale, secondo Pichetto Fratin, il nucleare potrebbe tornare a giocare un ruolo decisivo accanto alle fonti rinnovabili per garantire al Paese energia sicura, stabile e a costi sostenibili.

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