Un’autostrada ancora degna di questo nome o un percorso a ostacoli? È questa la domanda che sempre più utenti della Torino-Savona (A6) si pongono ogni giorno, a fronte del crescente numero di cantieri aperti lungo la tratta. A sollevare la questione, questa volta, sono gli Agenti e Rappresentanti di Commercio della provincia di Cuneo, guidati dal Cav. Arcangelo Galante, presidente del Sindacato Fnaarc-Confcommercio-Imprese per l’Italia.
“Come hanno già sottolineato i presidenti delle Province di Cuneo e Savona, Luca Robaldo e Pierangelo Olivieri, anche noi ci chiediamo se la A6 possa ancora definirsi un’autostrada”, ha dichiarato Galante, che con il suo sindacato si unisce alle voci di protesta che da mesi evidenziano le difficoltà di chi percorre quotidianamente questa arteria.
Una viabilità sempre più complessa
Per gli agenti di commercio, il problema non è solo il disagio generico causato dai lavori in corso, ma il grave impatto sul loro lavoro. Ogni giorno, centinaia di professionisti percorrono l’autostrada per raggiungere clienti e aziende, ma il continuo alternarsi di carreggiate, le corsie ristrette e i tempi di percorrenza imprevedibili rendono sempre più difficile rispettare gli appuntamenti e pianificare le giornate lavorative.
“Guidare su questa autostrada – sottolinea Galante – è diventato drammatico. Non solo è estenuante per chi è costretto a percorrerla più volte al giorno, ma incide negativamente sul lavoro, aumentando costi e disagi.”
Se da un lato è chiaro che la manutenzione è essenziale, dall’altro è inevitabile porsi una domanda: come si è arrivati a questo punto? Secondo molti, la presenza di un numero così elevato di cantieri contemporaneamente potrebbe indicare una mancanza di interventi negli anni passati, che ora sta presentando il conto agli utenti.
Pedaggi invariati nonostante i disagi: arriva la richiesta di riduzione
Oltre ai problemi legati alla viabilità, gli automobilisti lamentano il costo invariato del pedaggio, nonostante la qualità del servizio sia nettamente inferiore rispetto al normale standard autostradale. Stessi prezzi, ma esperienza di viaggio peggiorata: questa è l’accusa che sta trovando sempre più consensi tra gli utenti della A6.
“Chi utilizza questa autostrada in condizioni di efficienza – spiega Galante – paga un pedaggio proporzionato al servizio offerto. Ma chi è costretto a guidare tra cantieri, rallentamenti e deviazioni, perché dovrebbe pagare la stessa cifra?”
Una domanda che si è trasformata in un’azione concreta: il Consiglio dell’Amministrazione Provinciale di Cuneo ha approvato un ordine del giorno per chiedere una riduzione o un’esenzione temporanea del pedaggio per i tratti autostradali più colpiti dai lavori.
L’obiettivo è duplice: da un lato, alleviare il peso economico per chi è costretto a percorrere la A6 ogni giorno; dall’altro, esercitare pressione sul concessionario autostradale, affinché rispetti le scadenze e garantisca il completamento dei lavori nei tempi previsti.
I cantieri termineranno entro l’estate 2025?
Un altro punto chiave dell’ordine del giorno approvato dalla Provincia riguarda il monitoraggio continuo dei lavori. La data di conclusione prevista per l’estate 2025 deve essere rispettata, per evitare il protrarsi dei disagi ben oltre il tollerabile.
“Gli Agenti e Rappresentanti di Commercio – conclude Galante – utilizzano quotidianamente le infrastrutture per lavorare. Per questo, come Sindacato Fnaarc della provincia di Cuneo, appoggiamo la presa di posizione dei presidenti Robaldo e Olivieri e vigileremo affinché il concessionario autostradale rispetti gli impegni presi.”
L’auspicio è che i lavori possano procedere senza ulteriori ritardi e che si arrivi presto a un equilibrio tra necessità di manutenzione e qualità del servizio per gli utenti, evitando di penalizzare ulteriormente chi già affronta ogni giorno le difficoltà del settore commerciale e imprenditoriale.