Decreto Bollette, regna l’incertezza sugli impianti a biogas agricolo e a biomasse

Confagricoltura Cuneo: “Servono regole certe per garantire gli investimenti già realizzati”

17/01/2026
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Confagricoltura Cuneo torna a esprimere forte preoccupazione per i contenuti della bozza del Decreto-legge “Bollette”, che prevede una progressiva riduzione fino all’eliminazione dei Prezzi Minimi Garantiti (PMG) per l’energia elettrica prodotta dagli impianti a biogas agricolo e a biomassa. Dopo aver evidenziato forti perplessità solo qualche settimana fa, l’organizzazione agricola ribadisce che una mancata revisione sostanziale della norma rischia di compromettere un comparto strategico per l’agricoltura cuneese e italiana, per cui auspica un confronto costruttivo con il Governo e il Parlamento per correggere le criticità.

Il meccanismo dei Prezzi Minimi Garantiti (PMG) è uno strumento introdotto dal Governo nel 2023 non come incentivo, ma come meccanismo di integrazione dei ricavi, indispensabile per garantire la copertura dei costi minimi di esercizio e accompagnare in modo ordinato la fase post-incentivi. La sua cancellazione rischia di determinare lo spegnimento di numerosi impianti ancora pienamente funzionanti.

“Molte aziende agricole – spiega Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo – hanno investito nel biogas sulla base di un quadro normativo chiaro e stabile. Questi impianti sono oggi parte integrante dell’organizzazione aziendale, dalla gestione dei reflui degli allevamenti alla sostenibilità economica. Una riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti rischia di rendere inevitabile lo spegnimento di strutture ancora pienamente funzionanti”.

In Piemonte sono circa 250 gli impianti a rischio di chiusura, con il coinvolgimento di circa 3.000 aziende agricole. In provincia di Cuneo il biogas agricolo è diffuso soprattutto nelle aziende zootecniche e cerealicole, dove svolge un ruolo strategico sia sul piano economico sia ambientale: consente una gestione efficiente dei reflui degli allevamenti, la valorizzazione agronomica del digestato e la produzione di energia rinnovabile programmabile. Il decreto Bollette prevede inoltre la riduzione graduale degli incentivi anche per gli impianti alimentati da biomasse solide, come il legno.

Secondo Confagricoltura Cuneo, il tema va affrontato all’interno di una visione più ampia di coerenza delle politiche pubbliche, tenendo conto degli obiettivi del PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) e degli investimenti sostenuti anche attraverso risorse pubbliche e programmi di transizione energetica.

“Il settore agricolo – conclude Allasia – non chiede privilegi, ma regole stabili, tempi realistici e coerenza nelle politiche pubbliche. Senza queste condizioni si rischia di indebolire un modello che ha già dimostrato di funzionare, dal punto di vista economico, ambientale e territoriale”. Nei giorni scorsi Confagricoltura, a livello nazionale, si è rivolta al ministro dell’Ambiente e della Transizione ecologica, Gilberto Pichetto Fratin, per chiedere una profonda revisione della norma.

In tutta Italia gli impianti interessati dal DL ‘Bollette’ sono 1.155, di cui 235 sotto i 300 KW e 918 oltre i 300. Di questi 918 per motivi tecnici solo 200-250 potranno riconvertire la produzione da biogas a biometano, gli altri sarebbero costretti a chiudere. Si tratta – fa notare Confagricoltura – di realtà importanti non solo sul piano dell’autosufficienza energetica, ma anche su quello ambientale perché, oltre a produrre energia elettrica ‘verde’ e programmabile, sono strategici per la gestione ecologica dei residui agricoli e dei reflui degli allevamenti, poiché contribuiscono a ridurre in modo significativo la perdita di nitrati in falda e le emissioni di gas clima-alteranti in atmosfera.

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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