Per quattro giorni il centro storico di Torino si trasformerà in una grande festa a cielo aperto dedicata al cibo, alla cultura e alla biodiversità. Dal 24 al 27 settembre torna Terra Madre Salone del Gusto, che per la sua tredicesima edizione cambia volto e, per la prima volta, lascia gli spazi espositivi tradizionali per invadere piazze, vie e palazzi del centro cittadino, trasformando il cuore del capoluogo piemontese in un percorso diffuso tra sapori, incontri ed esperienze.
L’edizione 2026 assume un valore simbolico particolare: celebra infatti i trent’anni del Salone del Gusto e i quarant’anni di Slow Food Italia, realizzando quello che il fondatore Carlo Petrini aveva più volte indicato come un sogno, portare la manifestazione nel cuore della città per renderla ancora più vicina ai cittadini e ai visitatori.
Organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte, la manifestazione richiamerà oltre 1.500 produttori, agricoltori, allevatori, pescatori, cuochi e artigiani del gusto provenienti da più di 120 Paesi, dando vita a un mosaico di culture e tradizioni gastronomiche che animerà circa 600-700 spazi tra bancarelle, stand, aree tematiche e luoghi dedicati agli incontri.
Il tema scelto per questa edizione è «Biodiversity – Be Diversity», un invito a riflettere sul valore della biodiversità non solo ambientale e agricola, ma anche culturale e sociale. Attorno a questo filo conduttore ruoteranno conferenze, degustazioni, laboratori, presentazioni e momenti di confronto con alcuni dei più autorevoli protagonisti del panorama internazionale.
Tra gli ospiti attesi figurano personalità come Satish Kumar, Alice Waters, Raj Patel, Eric Schlosser, Roberto Danovaro, Helen Scales e Massimo Montanari, che porteranno a Torino esperienze e riflessioni sui grandi temi dell’alimentazione, della sostenibilità e del futuro del pianeta.
Secondo Daniele Buttigliol, amministratore delegato di Slow Food Promozione, il budget complessivo della manifestazione oscilla tra 6 e 8 milioni di euro, a conferma delle dimensioni internazionali di un evento che rappresenta uno degli appuntamenti più importanti dell’autunno torinese.
«Questa manifestazione fa parte del cuore e dell’anima della città», ha sottolineato il sindaco Stefano Lo Russo, mentre il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha voluto ricordare il fondatore del movimento: «Non è vero che Carlo Petrini non c’è. È qui tra noi a ricordarci l’importanza di Terra Madre».
Negli stessi giorni Torino ospiterà anche l’assemblea della Fondazione Slow Food ETS, con delegati provenienti da oltre 120 Paesi, rafforzando ulteriormente il ruolo internazionale della città come punto d’incontro per chi guarda al cibo non soltanto come esperienza gastronomica, ma come strumento di dialogo, tutela dell’ambiente e valorizzazione delle comunità.
Per quattro giorni il centro di Torino diventerà così un grande palcoscenico del gusto, dove lingue, profumi, tradizioni e culture si intrecceranno in un unico racconto capace di unire spettacolo, convivialità e riflessione sul futuro dell’alimentazione.