Non è soltanto uno scooter. È un simbolo del 'Made in Italy', un oggetto di design entrato nell’immaginario collettivo e capace, da ottant’anni, di raccontare l’evoluzione del costume, della pubblicità, del cinema e della società italiana.
È a questa straordinaria storia che il Mauto – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino dedica la mostra 'Vespa. Icona italiana', visitabile fino al 30 agosto di quest'anno.
L’esposizione celebra gli ottant’anni del celebre modello Piaggio attraverso un percorso che supera la semplice ricostruzione storica del veicolo per raccontarne l’impatto culturale. Il cuore della mostra è rappresentato dall’imponente archivio costruito in oltre trent’anni dal collezionista Marco Fumagalli, una raccolta che documenta come la Vespa sia stata fotografata, illustrata, pubblicizzata, reinterpretata e trasformata in uno dei simboli più riconoscibili dell’Italia nel mondo.
Il viaggio prende avvio da una storia personale. È l’estate del 1991 quando Marco Fumagalli sfoglia un inserto del Corriere della Sera e rimane colpito dalla Vespa 50 Special Revival. Da quella prima fascinazione nasce una passione destinata a trasformarsi in una delle più complete raccolte dedicate allo storico scooter. Inizialmente la ricerca si concentra sui modelli originali, fino a comprendere tutte le versioni destinate al mercato italiano e le varianti prodotte per l’estero. Negli anni, però, il progetto cresce ben oltre il mezzo meccanico, estendendosi a modellini, giocattoli, manifesti pubblicitari, riviste, locandine cinematografiche, gadget e oggetti di ogni tipo.
È proprio questa evoluzione a costituire il filo conduttore della mostra torinese. La Vespa viene raccontata non soltanto come mezzo di trasporto, ma come fenomeno culturale capace di attraversare decenni di storia italiana. Dalla pubblicità al cinema, dalla fotografia al graphic design, la sua immagine continua a riapparire, adattandosi ai linguaggi e alle sensibilità delle diverse epoche senza perdere la propria identità.
L’allestimento riproduce idealmente il grande archivio personale costruito da Fumagalli. Pareti ricoperte di fotografie, manifesti, documenti e immagini restituiscono al visitatore la sensazione di entrare in un enorme atlante visivo dove ogni oggetto contribuisce a raccontare una diversa sfaccettatura del mito Vespa. Più che una semplice collezione, emerge un sistema di memoria in cui ogni elemento dialoga con gli altri, senza gerarchie tra opere d’arte, pubblicità, riviste o oggetti di uso quotidiano.
Uno spazio significativo è dedicato anche all’arte contemporanea attraverso le opere di Mimmo Rotella. Maestro del décollage e protagonista della scena artistica italiana del secondo dopoguerra, Rotella ha trasformato i manifesti pubblicitari in materia creativa, facendo della stratificazione delle immagini il proprio linguaggio espressivo. In mostra le sue opere dialogano con fotografie, locandine e campagne pubblicitarie dedicate alla Vespa, dimostrando come lo scooter abbia saputo conquistare non soltanto il mercato ma anche il mondo dell’arte.
Il percorso racconta così la progressiva trasformazione della Vespa: da oggetto funzionale nato per favorire la mobilità dell’Italia del dopoguerra a vera e propria icona pop, riconoscibile in tutto il mondo e capace di attraversare generazioni profondamente diverse tra loro. Un’evoluzione che riflette, in parallelo, quella della società italiana, dei suoi gusti estetici e delle sue aspirazioni.
A sottolineare questo valore simbolico è anche Roberto Donati, direttore storico culturale del Vespa Club d’Italia: «Mythos per i greci significava raccontare. Chi più di lei è memoria del nostro popolo e affonda le radici nella nostra cultura prendendola come elemento di riconoscimento e identificazione? Un racconto, attraverso la Collezione Fumagalli, lungo ottant’anni. Un filo rosso che ha unito almeno tre generazioni così culturalmente diverse ma sempre concordi sulla sua simpatica utilità e sulla sua capacità di fare moda, attirare consensi e interpretare le aspettative di tutti. Grazie Vespa per il sogno che ci hai regalato».
Con questa esposizione il Mauto aggiunge un nuovo tassello alla riflessione sul rapporto tra automobile, design e cultura materiale. Perché la Vespa non è soltanto uno dei prodotti industriali più celebri del Novecento italiano, ma anche uno degli oggetti che meglio hanno saputo raccontare il Paese, accompagnandone la rinascita economica, i cambiamenti sociali e l’evoluzione del gusto. Un piccolo scooter che, a ottant’anni dalla sua nascita, continua ancora oggi a rappresentare un pezzo dell’identità italiana nel mondo.