Il turismo piemontese archivia il 2025 con risultati solidi e in crescita, superando i 6,7 milioni di arrivi e raggiungendo oltre 18 milioni di presenze complessive.
In questo scenario positivo, le località alpine della provincia di Torino confermano un ruolo di primo piano, con Bardonecchia e Sestriere che si posizionano subito dietro il capoluogo per flussi turistici, rafforzando il peso strategico delle montagne olimpiche nell’offerta regionale.
Bardonecchia conquista il secondo posto nella provincia di Torino per numero di presenze, mentre Sestriere si colloca al terzo, confermando un trend di crescita costante che premia sia la stagione invernale sia quella estiva.
A livello piemontese, Bardonecchia si inserisce tra le principali destinazioni turistiche, raggiungendo la quinta posizione dopo Torino e le rinomate mete lacustri di Verbania, Stresa e Baveno, a dimostrazione della capacità delle Alpi di competere con i grandi poli urbani e i laghi.
I dati evidenziano numeri rilevanti: Bardonecchia registra 431.892 presenze, mentre Sestriere si attesta a 364.843, risultati che assumono ancora più valore se rapportati alla dimensione demografica del territorio.
I due Comuni, insieme agli altri centri dell’Alta Val Susa e Chisone, totalizzano complessivamente oltre 1,3 milioni di presenze e più di 300 mila turisti, con una permanenza media di 4,4 notti, segnale di un turismo che si orienta sempre più verso esperienze complete e non più limitate a soggiorni brevi.
«Dati lusinghieri per le nostre montagne», osserva Maurizio Vitale, presidente di Turismo Torino e Provincia, sottolineando come il risultato sia frutto di una combinazione efficace tra un’offerta sciistica moderna e una crescente attrattività estiva.
«Le montagne olimpiche – afferma – si stanno affermando sempre di più come meta outdoor capace di intercettare nuovi flussi turistici, anche grazie al lavoro di promozione e accoglienza portato avanti in modo coordinato».
Tra i dati più significativi emerge la performance di Bardonecchia, che compie un deciso balzo in avanti rispetto all’anno precedente, passando da circa 298 mila presenze a oltre 431 mila, consolidando il proprio posizionamento tra le principali destinazioni piemontesi. Un risultato che testimonia la capacità della località di rinnovarsi e ampliare la propria offerta, senza perdere il legame con la tradizione sportiva che la identifica come una delle patrie storiche dello sci in Italia.
«Essere il secondo Comune della provincia di Torino per flussi turistici, subito dopo il capoluogo, e la quinta destinazione a livello regionale ci rende molto orgogliosi», afferma la sindaca Chiara Rossetti, rimarcando come l’incremento registrato rappresenti il frutto di un lavoro strutturato nel tempo.
«Siamo passati – precisa – dalle circa 298 mila presenze a oltre 431 mila: un incremento vertiginoso che premia gli investimenti nelle infrastrutture e nell’accoglienza».
La crescita, secondo la prima cittadina, non riguarda soltanto il comparto invernale, storicamente trainante, ma anche l’offerta estiva e culturale, sempre più articolata e capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno.
«Bardonecchia si sta avvicinando a essere una meta viva 365 giorni l’anno», prosegue, evidenziando anche un altro elemento significativo: «La permanenza media superiore alle cinque notti dimostra che chi sceglie la nostra località lo fa per vivere un’esperienza completa e immersiva».
Un risultato che, aggiunge, non è casuale, ma legato all’impegno quotidiano di operatori turistici, maestri di sci, albergatori, commercianti e cittadinanza, supportati anche dall’azione di promozione di Turismo Torino e Provincia.
Giorgio Montabone, presidente del Consorzio Turismo Bardonecchia e del ‘Super Consorzio’ Turin Alps, definisce i dati «estremamente significativi» per l’intero territorio. «Essere la prima località turistica dopo Torino ci dà forza ed entusiasmo per continuare a investire con determinazione nella promozione e nella commercializzazione», spiega, evidenziando come la crescita sia sostenuta anche da nuovi modelli di gestione dell’ospitalità, tra cui l’utilizzo sempre più diffuso delle seconde case in forma organizzata.
«Numeri in crescita che sono positivi per tutto il sistema», osserva Montabone, sottolineando il valore della doppia stagionalità come elemento distintivo.
«L’inverno appena concluso è stato uno dei migliori degli ultimi anni, ora lo sguardo è rivolto all’estate: con condizioni favorevoli possiamo ottenere risultati molto alti anche nei mesi caldi», afferma, indicando l’obiettivo di consolidare Bardonecchia come destinazione turistica di riferimento per tutto l’anno.
Fondamentale, in questa prospettiva, il lavoro sinergico tra istituzioni e operatori locali, con il coinvolgimento di Comune, associazioni di categoria, pro loco e nuove realtà imprenditoriali. Allo stesso tempo, risultati significativi arrivano anche dalle altre località delle montagne olimpiche, come Sestriere e Sauze d’Oulx, che contribuiscono a rafforzare l’immagine complessiva delle Alpi torinesi.
L’intero sistema delle valli di Susa e Chisone si muove dunque verso una strategia condivisa, puntando su qualità dell’offerta, sostenibilità e innovazione per mantenere alta la competitività e rispondere alle nuove esigenze del turismo contemporaneo.
In un contesto in continua evoluzione, il comprensorio sciistico della Vialattea e, in generale, le montagne piemontesi dimostrano così di saper coniugare tradizione e modernità, confermandosi una delle principali leve di sviluppo turistico del territorio regionale.