UniTo e PoliTo tra i primi quindici atenei al mondo

Il ranking UI GreenMetric 2026 premia i due poli universitari torinesi per la sostenibilità. Sono rispettivamente undicesimo e tredicesimo nella classifica globale

Loredana Polito 25/09/2026
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Torino porta due dei suoi atenei ai vertici mondiali della sostenibilità. L’Università di Torino e il Politecnico di Torino si piazzano rispettivamente all’11° e al 13° posto nel ranking UI GreenMetric 2026, elaborato dall’Universitas Indonesia, che quest’anno prende in esame 2.016 istituzioni in 110 Paesi.

Il risultato conferma anche il primato dei due atenei nel quadro dell’Italia e dell’Europa meridionale. UniTo è seconda, mentre PoliTo è terzo, alle spalle dell’Università di Bologna, nona nella graduatoria mondiale. Entrambi migliorano inoltre la propria posizione rispetto al 2025: l’Università di Torino era tredicesima, il Politecnico diciottesimo.

Arrivato alla diciassettesima edizione, il ranking valuta politiche, attività e risultati degli atenei in diversi ambiti. Si va dalle infrastrutture all’energia, dal cambiamento climatico alla gestione dell’acqua e dei rifiuti, fino alla mobilità sostenibile, alla ricerca, alla didattica e alla terza missione.

Da quest’anno entra nella valutazione anche la categoria «Governance and Digitalization», dedicata al ruolo della governance, dell’organizzazione e degli strumenti digitali nelle strategie di sostenibilità. Il criterio considera anche trasparenza, inclusione e capacità degli atenei di monitorare e misurare gli effetti delle politiche adottate.

Per l’Università di Torino arriva inoltre il terzo posto mondiale nella categoria «Energy and Climate Change». La valutazione prende in considerazione consumi elettrici, efficienza energetica di edifici e apparecchiature, produzione da fonti rinnovabili e programmi per la riduzione delle emissioni di gas serra. UniTo è anche prima in Italia nella categoria «Water», dedicata alla gestione delle risorse idriche e alle politiche per la conservazione e il riciclo dell’acqua.

Il Politecnico di Torino conquista invece il secondo posto mondiale nella nuova categoria «Governance and Digitalization». Un risultato che misura la capacità dell’istituzione di organizzare, monitorare, comunicare e rendere duraturo il proprio percorso di trasformazione sostenibile, andando oltre le sole prestazioni ambientali dei campus.

La classifica evidenzia anche la presenza italiana. Sono sette gli atenei del Paese tra i primi cento al mondo: oltre a Bologna, UniTo e PoliTo, figurano la Luiss al 14° posto, l’Università dell’Aquila al 30°, l’Università di Camerino all’80° e l’Università Politecnica delle Marche all’82°. Un risultato che si inserisce anche nel lavoro della Rus, la Rete delle Università per lo sviluppo sostenibile, attraverso il confronto tra gli atenei e la condivisione di buone pratiche.

«Il secondo posto in Italia e l’undicesimo al mondo sono motivo di orgoglio – dichiara Cristina Prandi, rettrice dell’Università di Torino – perché riconoscono il lavoro di chi, con competenze e ruoli diversi, contribuisce a rendere più sostenibile l’ateneo. Un’università ha la responsabilità di tradurre le conoscenze che produce in scelte concrete ed è ciò che stiamo facendo attraverso le nostre politiche di sostenibilità, dall’uso dell’energia alla gestione dell’acqua. Il valore di questo impegno cresce quando le esperienze maturate vengono condivise con altre istituzioni e con la cittadinanza, contribuendo a diffondere soluzioni utili all’intero territorio».

«La sostenibilità è oggi una delle grandi responsabilità di un’università: non riguarda soltanto il modo in cui gestiamo i nostri spazi, le risorse o i consumi, ma il contributo che siamo capaci di dare attraverso la formazione, la ricerca e l’innovazione – commenta il rettore del Politecnico di Torino, Stefano Corgnati –. Un ateneo come il Politecnico di Torino ha infatti la responsabilità di anticipare le trasformazioni, sperimentare soluzioni e formare le competenze necessarie ad affrontare le sfide ambientali e sociali che abbiamo davanti».

«Il riconoscimento ottenuto dal GreenMetric – aggiunge Corgnati – ci restituisce l’immagine di un lavoro che coinvolge molte dimensioni dell’ateneo e, soprattutto, molte persone. Siamo quindi molto soddisfatti del risultato che ci colloca ai vertici degli atenei internazionali. Essere secondi al mondo nella nuova categoria Governance and Digitalization rappresenta un risultato costruito nel tempo, attraverso scelte concrete e attraverso una crescente attenzione alla capacità di misurare gli effetti delle nostre azioni. Ma è anche un’occasione per guardare avanti: la sostenibilità non può essere considerata un traguardo raggiunto, bensì un criterio con cui continuare a progettare il futuro del nostro ateneo».

«Come delegata alla sostenibilità – afferma Laura Corazza, delegata della rettrice per il coordinamento e lo sviluppo della sostenibilità di UniTo – considero particolarmente significativo il legame tra misurazione e responsabilità: raccogliere dati serve a capire quali scelte producono miglioramenti, dove restano criticità e come impiegare le risorse. Rendere conto di questo percorso è parte della nostra responsabilità verso la comunità universitaria e il territorio».

«I risultati su energia, clima e acqua – spiega – ci incoraggiano a rafforzare questo impegno, facendo della sostenibilità un criterio stabile nelle decisioni dell’Ateneo. La presenza di entrambe le università torinesi ai vertici della classifica rappresenta anche un’opportunità per la città: mettere in relazione ricerca, formazione e gestione dei campus può contribuire a costruire risposte condivise alle sfide ambientali e sociali, accessibili anche a chi dispone di meno risorse per affrontarle».

«Il risultato di UI GreenMetric 2026 conferma la solidità del percorso che il Politecnico di Torino sta portando avanti per integrare la sostenibilità in tutte le dimensioni della vita dell’Ateneo – conclude la vicerettrice per Campus sostenibile e Living Lab del Politecnico di Torino, Patrizia Lombardi –. L’avanzamento nel ranking e la seconda posizione mondiale nella categoria Governance and Digitalization mostrano che la nostra strategia non si limita a migliorare le prestazioni dei campus, ma punta a rafforzare la capacità dell’istituzione di organizzare, monitorare e rendere misurabili le proprie politiche».

«Un risultato – dichiara – che dà valore al lavoro quotidiano delle nostre comunità e conferma la direzione della transizione prevista dal Piano strategico, verso un ateneo sempre più responsabile, innovativo e generatore di impatti significativi per la città e per il Paese».

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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