Università di Torino cresce nella classifica mondiale della ricerca

Cinque posizioni guadagnate nel ranking internazionale Ntu, confermato il sesto posto tra gli atenei italiani

Loredana Polito 24/07/2026
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L’Università degli Studi di Torino rafforza la sua presenza nel panorama internazionale della ricerca scientifica.

L’edizione 2026 della Performance Ranking of Scientific Papers for World Universities, pubblicata dalla National Taiwan University (Ntu), certifica infatti un nuovo avanzamento dell’ateneo piemontese, che conquista cinque posizioni rispetto allo scorso anno e raggiunge il 166° posto nella graduatoria mondiale dedicata esclusivamente alla qualità della produzione scientifica.

Si tratta di un importante risultato, che consolida il ruolo di UniTo tra le realtà accademiche più competitive del Paese e conferma il percorso di crescita avviato negli ultimi anni.

La classifica Ntu è uno dei principali strumenti internazionali di valutazione della ricerca universitaria. Diversamente da altri ranking globali, non prende in considerazione elementi quali la reputazione accademica, l’internazionalizzazione o la qualità dell’offerta formativa, ma concentra la propria analisi esclusivamente sulla produzione scientifica degli atenei.

A essere valutati sono la produttività, l’impatto e l’eccellenza della ricerca attraverso indicatori bibliometrici fondati sul numero di pubblicazioni realizzate e sulle citazioni ottenute nella comunità scientifica internazionale.

È proprio in questo contesto che l’Università di Torino registra un miglioramento significativo. Il salto di cinque posizioni consente all’ateneo piemontese di attestarsi al 166° posto a livello mondiale, in una graduatoria che prende in esame quasi duemila università distribuite in tutti i continenti. Un risultato che assume particolare rilievo considerando l’elevato livello di competitività della classifica, nella quale figurano alcune delle più prestigiose istituzioni accademiche del mondo.

Anche sul fronte nazionale arrivano conferme importanti. L’Università di Torino mantiene infatti il sesto posto tra gli atenei italiani presenti nella graduatoria, consolidando una posizione ormai stabile all’interno del sistema universitario nazionale.

Davanti a UniTo figurano soltanto Sapienza Università di Roma, l’Università di Padova, l’Università degli Studi di Milano, l’Università di Bologna e l’Università Federico II di Napoli. Alle sue spalle si colloca invece l’Università di Pisa. Nel complesso sono cinquantatré gli atenei italiani inclusi nella classifica 2026, a testimonianza della crescente competitività della ricerca universitaria nel Paese.

L’analisi per macroaree conferma anche la capacità dell’ateneo torinese di mantenere standard elevati in numerosi ambiti disciplinari. I risultati evidenziano una presenza diffusa e competitiva in settori molto diversi tra loro, segno di una ricerca che non si concentra su un solo campo, ma riesce a esprimere qualità e continuità in numerose aree del sapere.

In Medicina, l’Università di Torino raggiunge il 137° posto mondiale, risultato che rappresenta il miglior piazzamento tra le grandi aree scientifiche considerate dalla classifica. Seguono Agriculture, dove l’Ateneo occupa la 158ª posizione, Social Sciences al 175° posto, Life Sciences al 192° e Natural Sciences al 207°. Dati che delineano un profilo scientifico articolato e capace di competere su scala internazionale in discipline strategiche per lo sviluppo della ricerca contemporanea.

Ancora più significativa appare la distribuzione dei risultati nelle classifiche dedicate ai singoli settori disciplinari. Sono diciassette le discipline nelle quali l’Università di Torino compare nella graduatoria internazionale, mentre undici riescono a entrare tra le prime duecento del mondo. Un dato che conferma la solidità della produzione scientifica dell’ateneo e la sua capacità di raggiungere livelli di eccellenza in ambiti differenti.

Tra i risultati più rilevanti emerge Plant & Animal Science, che conquista il 70° posto mondiale e rappresenta la migliore performance assoluta dell’Università di Torino. Ottimi anche i piazzamenti ottenuti da Space Science, che si colloca al 102° posto, Economics & Business al 113° e Agricultural Sciences al 115°. Si tratta di settori nei quali la ricerca torinese continua a distinguersi per qualità, continuità e capacità di produrre risultati riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale.

Nella Top 200 trovano spazio anche Clinical Medicine, Pharmacology & Toxicology, Neuroscience & Behavior, Molecular Biology & Genetics, Physics, Biology & Biochemistry e Psychiatry/Psychology. La presenza contemporanea di queste discipline conferma come il livello scientifico dell’Ateneo non sia limitato a poche eccellenze isolate, ma interessi un ampio ventaglio di settori, dalle scienze della vita alle discipline mediche, passando per la fisica, le neuroscienze e l’economia.

La metodologia adottata dal ranking della National Taiwan University attribuisce un peso determinante agli indicatori bibliometrici. Vengono analizzati il volume della produzione scientifica, il numero delle pubblicazioni, la frequenza con cui queste vengono citate e l’impatto complessivo esercitato sulla comunità accademica internazionale. Si tratta di parametri che permettono di misurare in maniera oggettiva la capacità di un’università di contribuire all’avanzamento della conoscenza attraverso attività di ricerca riconosciute e validate dalla comunità scientifica mondiale.

Per questo motivo il miglioramento registrato dall’Università di Torino assume un valore che va oltre il semplice avanzamento numerico in classifica. Il risultato evidenzia infatti una crescita della qualità della ricerca prodotta, della sua diffusione internazionale e della sua capacità di incidere nei diversi ambiti disciplinari. È un indicatore che riflette anni di investimenti, progettualità e collaborazione tra strutture accademiche, dipartimenti e gruppi di ricerca.

A commentare il risultato è la rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi, che sottolinea il significato del riconoscimento ottenuto: «Questo risultato rappresenta un importante riconoscimento della qualità della ricerca sviluppata nel nostro ateneo e conferma la solidità del percorso che abbiamo intrapreso. Il miglioramento registrato nel ranking Ntu è il frutto di una scelta strategica della governance, che ha posto il rafforzamento della ricerca tra le priorità del proprio mandato, ma soprattutto del lavoro quotidiano della nostra comunità accademica: docenti, ricercatrici e ricercatori, personale tecnico-amministrativo, dottorandi e dottorande contribuiscono ogni giorno alla crescita della qualità scientifica dell’Università di Torino. È grazie a questo impegno collettivo che possiamo consolidare la nostra presenza tra i principali atenei italiani e rafforzare il posizionamento internazionale dell’ateneo».

L’intera comunità universitaria si è messa in gioco per raggiungere questi risultati. Non soltanto i ricercatori e i docenti, ma anche il personale tecnico-amministrativo e i giovani impegnati nei percorsi di dottorato hanno infatti contribuito al consolidamento della produzione scientifica, rendendo possibile una crescita costante nel tempo.

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