Il Tar della Lombardia, con la sentenza n°. 00230/2026 del 19 gennaio scorso, ha annullato l’interdittiva antimafia relativa alla Tuccio Costruzioni srl, storica impresa edile di Nichelino, nel Torinese, ritenendola illegittima poiché fondata su sospetti meramente apparenti.
Il prefetto di Milano, ove ha sede legale l’azienda, aveva adottato la misura afflittiva in data 28 aprile 2025, ora annullata dai giudici amministrativi milanesi. Il provvedimento aveva portato alla revoca immediata delle autorizzazioni al subappalto da parte dei Comuni di Nichelino e Vinovo e del Politecnico di Torino, esponendo la Tuccio Costruzioni e i suoi dipendenti a possibili gravissimi danni, che il Tar della Lombardia aveva già scongiurato, accogliendo l’istanza di sospensione cautelare dello stesso.
Una vicenda che aveva attirato l’attenzione anche del giornalista radiotelevisivo Maurizio Scandurra, opinionista de ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’, unico a schierarsi apertamente dalla parte del Tuccio perorando presso i media la versione dei fatti rilasciata dall’impresa.
«Fatto sta che – spiega Scandurra – in virtù di un sospetto meramente apparente, per la Tuccio Costruzioni, allora amministrata dall’imprenditore Rosario Tuccio, mai indagato per reati di stampo mafioso, sono sfumati ben 25 milioni di euro di lavori pubblici e privati: appalti persi, contratti risolti, commesse revocate e crollo del fatturato in un momento di virtuosa crescita aziendale».
Leggendo il dispositivo, frutto del lavoro dell’avvocato amministrativista Riccardo Vecchione del Foro di Torino, i magistrati lombardi a proposito dell’indagine hanno evidenziato, nella stesura delle motivazioni di piena assoluzione, un «eccesso di potere per contraddittorietà, irragionevolezza, illogicità e inopportunità», e un «eccesso di potere per carenza di istruttoria e motivazione».
«Ringrazio i magistrati della Prima Sezione del Tar della Lombardia per aver accertato in maniera inoppugnabile la mia buona condotta. Ora tiro un sospiro di sollievo, pur contando i cocci. E adesso riparto dalla sola strada che conosco: umiltà, impegno, lavoro, coraggio e successo» – commenta Rosario Tuccio.