Entra nel vivo la quinta stagione di «Too Young To Jazz» - Tytj, la rassegna dedicata ai giovani talenti promossa da Aics Comitato Provinciale di Torino aps. Dopo i primi tre concerti di maggio, che hanno inaugurato il cartellone registrando una partecipazione significativa nei club cittadini, il progetto si prepara ora a un mese di giugno particolarmente intenso, tra live, momenti di confronto e attività formative.
La rassegna proseguirà poi a luglio con gli ultimi due appuntamenti in programma prima della selezione finale delle migliori formazioni. Le tre realtà vincitrici avranno accesso al Valle Cervo Tytj Festival, previsto dal 24 al 26 luglio nel Biellese, una manifestazione interamente dedicata al jazz under 35. Un passaggio che rappresenta uno degli obiettivi centrali del progetto, pensato come trampolino di lancio per nuove esperienze artistiche e professionali.
Alla base dell’iniziativa c’è una struttura organizzativa che coinvolge direttamente giovani musicisti anche nella direzione artistica. La Young Board, composta da quattro artisti under 35, affianca infatti la produzione nella costruzione del programma. Un modello che punta a rendere la rassegna più orizzontale, partecipata e aderente alle trasformazioni della scena musicale contemporanea, riducendo la distanza tra chi suona e chi organizza.
Il meccanismo di selezione delle band prevede una doppia valutazione. Da un lato una giuria tecnica composta da figure del panorama musicale e culturale come Franco Bergoglio, Alfredo Ponissi, Emanuele Sartoris, Simone Garino e Marisa Rivera. Dall’altro il voto del pubblico, espresso attraverso un sistema digitale dedicato. Un equilibrio tra competenza e partecipazione che accompagna tutto il percorso della rassegna fino alla fase finale.
Il calendario di giugno si apre il 3 al Charlie Bird con Speedball, quintetto nato nel 2025 tra Genova e Torino, impegnato in un lavoro che intreccia tradizione jazz e scrittura originale. Il live inaugura una serie di appuntamenti distribuiti tra club cittadini e spazi culturali, molti dei quali collocati anche in contesti periferici, con l’obiettivo di portare la musica dal vivo fuori dai circuiti più centrali.
L’8 giugno al Cafè des Arts è previsto un appuntamento articolato che unisce talk e concerto. La serata si apre con un momento di approfondimento dedicato al rapporto tra jazz, diritti civili e trasformazioni sociali, curato da Franco Bergoglio. Il suo intervento, costruito come una riflessione storica e culturale, mette in relazione la nascita del jazz con i contesti di conflitto e repressione che hanno attraversato il Novecento, evidenziando il ruolo della musica come forma di resistenza e linguaggio politico. A seguire è previsto il concerto dell’Hellenika Quintet, formazione nata al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, che propone un repertorio tra standard e scrittura contemporanea.
Il 19 giugno all’Ost Barriera sarà la volta dell’Acquaviva Donini Duo, un progetto che fonde linguaggi teatrali e musicali in una narrazione che affronta tematiche sociali attraverso la riscrittura dei materiali sonori e testuali. Il 24 giugno il ritorno al Charlie Bird ospiterà The Clan, quartetto dal forte richiamo hard bop, con una ricerca che guarda alla stagione più energica e innovativa del jazz degli anni Sessanta. Il mese si chiuderà il 29 giugno al Cafè des Arts con il Michele De Lilla Project, un ensemble caratterizzato da una forte impronta narrativa e da un repertorio in continua evoluzione, centrato sul tema dell’amore e delle sue trasformazioni.
Accanto ai concerti prende avvio anche il programma formativo «La Cura del Lavoro Culturale. Parole, Diritti e Jazz», sostenuto dal bando Bruno Caccia della Fondazione per la Cultura Torino. Il progetto affianca alla dimensione artistica una serie di attività dedicate alla formazione dei giovani musicisti, con particolare attenzione agli aspetti legali, contrattuali e organizzativi del lavoro culturale.
Il percorso è articolato in due filoni principali. Il primo, «Le Regole del Gioco», è curato dalla direzione del progetto insieme a partner editoriali e consulenti del lavoro e affronta temi come diritti d’autore, royalties, fiscalità e contrattualistica. L’obiettivo è la costruzione di un vero e proprio vademecum della legalità musicale, pensato per fornire strumenti concreti a chi si affaccia alla professione artistica.
Il secondo filone, intitolato «Identità, Comunità e Autoproduzione», è affidato a un collettivo indipendente e si concentra su laboratori pratici dedicati allo storytelling musicale, alla produzione di materiali editoriali e alla sperimentazione di forme di distribuzione alternative. Il percorso prevede anche la realizzazione di una fanzine collettiva e l’esplorazione di pratiche di autoproduzione culturale.
Il progetto complessivo si inserisce nel quadro delle politiche di sostegno alla cultura promosse dalle istituzioni locali, con il contributo della Città di Torino e della Fondazione per la Cultura Torino. Accanto a queste realtà collaborano partner come il Torino Jazz Festival, il Conservatorio Giuseppe Verdi e il Laboratorio del Suono del Sermig, insieme a una rete di circoli e spazi culturali attivi sul territorio.
Tra i partner tecnici figurano anche realtà legate alla comunicazione e alla diffusione digitale degli eventi, con dirette radiofoniche e produzioni video che permettono di ampliare la fruizione dei concerti anche al di fuori dei luoghi fisici. I concerti restano a ingresso gratuito, con la possibilità di sostenere il progetto attraverso donazioni, che prevedono anche forme di riconoscimento simbolico per i sostenitori.