La Pinacoteca Agnelli si prepara ad aprire la nuova stagione espositiva con un programma che conferma la sua identità: mettere in relazione il patrimonio storico con i linguaggi dell’arte contemporanea. A partire da venerdì 30 ottobre, in concomitanza con la Torino Art Week e Artissima, il museo ospiterà tre nuovi progetti che spaziano dal Novecento storico alla ricerca artistica internazionale, coinvolgendo sia gli spazi della Pinacoteca sia la Pista 500 sul tetto del Lingotto.
L’appuntamento principale sarà 'Alberto Savinio. Souvenir', la prima grande retrospettiva istituzionale dedicata a uno degli intellettuali più poliedrici e originali del Novecento europeo. Curata da Sarah Cosulich e Pietro Rigolo e realizzata in collaborazione con l’Archivio Alberto Savinio, la mostra resterà aperta fino al 4 aprile 2027 e presenterà circa 75 opere, tra dipinti e disegni, offrendo un ampio percorso attraverso oltre trent’anni di produzione artistica, dagli anni Venti agli anni Cinquanta.
Fratello minore di Giorgio de Chirico, Savinio fu pittore, scrittore, musicista, drammaturgo e saggista. Una figura difficilmente classificabile, capace di attraversare le principali avanguardie del secolo scorso sviluppando un linguaggio personale in cui mito, memoria, ironia e immaginazione convivono. L’esposizione intende restituire questa complessità, rileggendo la sua opera non solo come testimonianza storica, ma come una ricerca ancora capace di dialogare con il presente. La mostra metterà inoltre in luce il ruolo di Savinio come artista cosmopolita, sperimentatore e interprete di una modernità che continua a interrogare il pubblico contemporaneo.
Accanto alla retrospettiva prenderà vita un nuovo capitolo del progetto Beyond the Collection, format che negli ultimi anni è diventato uno dei tratti distintivi della Pinacoteca Agnelli. L’iniziativa invita artisti contemporanei di rilievo internazionale a confrontarsi direttamente con i capolavori della Collezione Permanente, creando un dialogo tra opere storiche e nuove produzioni. Dopo le precedenti esperienze dedicate ad artisti come Amedeo Modigliani, quest’anno il protagonista sarà il britannico Chris Ofili, tra le figure più autorevoli della scena artistica internazionale.
Per l’occasione Ofili realizzerà una serie inedita di lavori ispirati al Ritratto di Laure di Édouard Manet, custodito nella Collezione Permanente della Pinacoteca. Curato da Pietro Rigolo, il progetto propone una riflessione sulla rappresentazione, sull’identità e sulla memoria storica attraverso la figura di Laure, modella nera raffigurata da Manet e rimasta per lungo tempo ai margini della narrazione artistica. L’intervento di Ofili punta a restituire centralità a questa presenza, interrogando il modo in cui le immagini contribuiscono a costruire lo sguardo sulla storia e sulle identità culturali.
La programmazione autunnale si estenderà anche alla Pista 500, il giardino pensile realizzato sul celebre circuito di collaudo dell’ex stabilimento Fiat del Lingotto, oggi trasformato in uno dei più originali spazi europei dedicati all’arte contemporanea all’aperto. Dal 2022 questo luogo iconico ospita installazioni site-specific di artisti internazionali, in un percorso che unisce arte, archeologia industriale e natura con oltre 40.000 piante distribuite lungo il tracciato panoramico.
Qui sarà presentato il nuovo intervento di Iris Touliatou, vincitrice del Premio Pista 500 2025, promosso dalla Pinacoteca Agnelli in collaborazione con Artissima. L’artista greca svilupperà un progetto pensato appositamente per il Lingotto, riflettendo sul rapporto tra memoria industriale, trasformazione urbana e linguaggi contemporanei. Secondo le anticipazioni, l’opera metterà in discussione il formato tradizionale del billboard, utilizzando proprio la storia del Lingotto e della Fiat come punto di partenza per una ricerca sullo spazio pubblico e sulla comunicazione visiva.
Con questo nuovo programma la Pinacoteca Agnelli consolida un modello curatoriale che negli ultimi anni ha contribuito a rafforzarne il ruolo nel panorama museale italiano. La scelta di affiancare grandi protagonisti del Novecento, artisti contemporanei di fama internazionale e nuove produzioni site-specific conferma la volontà di trasformare il museo in uno spazio di confronto tra epoche, linguaggi e pubblici differenti. Una proposta che si inserisce nel calendario della Torino Art Week e che contribuirà ad arricchire ulteriormente l’offerta culturale della città in uno dei momenti più importanti dell’anno dedicati all’arte contemporanea