Nonostante le piogge i pascoli vivono ancora la siccità
Coldiretti Torino denuncia la situazione drammatica degli alpeggi
La pioggia caduta negli ultimi due giorni non è servita a rinverdire i pascoli alpini 'bruciati' da tre mesi di caldo intenso e siccità.
È la situazione denunciata da Coldiretti Torino, che chiede alla Regione di autorizzare la discesa anticipata dei margari dagli alpeggi.
«È una stagione - commenta il presidente, Bruno Mecca Cici - che in alcune vallate è decisamente da dimenticare. Un altro colpo all'economia d'alpeggio che non è solo identitaria per il territorio montano ma rappresenta anche un segmento importante dell'intera economia alpina torinese con ben 460 alpeggi attivi distribuiti in 11 valli e 3.000 addetti che lavorano in imprese perlopiù a conduzione famigliare". Le alte temperature di quelle settimane, proseguite a luglio e poi nella prima metà di agosto hanno letteralmente 'bruciato' i pascoli, soprattutto quelli esposti a Sud - Sud Ovest. Inoltre il forte caldo in quota ha fatto anche sciogliere più rapidamente del solito i nevai, che sono la scorta di acqua estiva. Molti rii alimentati da nevai o da sorgenti in quota sono così prosciugati mettendo a secco anche le derivazioni idriche che permettono l'irrigazione dei pascoli e, soprattutto, l'abbeveramento dei bovini. In questi giorni in molti alpeggi manca letteralmente l'acqua».