Ancora momenti di forte tensione alla Casa Circondariale «Lorusso e Cutugno» di Torino, dove un gruppo di detenuti di origine nordafricana, ristretti nella nona sezione del Padiglione B, ha dato vita a gravi disordini.
Secondo il sindacato di Polizia penitenziaria Sappe, i detenuti pretendevano la consegna immediata di generi di monopolio, in particolare sigarette. Il personale di Polizia penitenziaria ha chiarito che, per problematiche organizzative già comunicate dalla Direzione, la distribuzione sarebbe avvenuta il giorno successivo.
Le rassicurazioni non sono bastate a calmare gli animi: i detenuti hanno mantenuto un atteggiamento prevaricatorio avanzando ulteriori richieste.
La situazione è degenerata al rientro dall’ora d’aria, quando sono iniziati pesanti danneggiamenti: un termosifone è stato sradicato dal locale docce e, utilizzando materassi e arredi in legno, è stato appiccato un incendio all’interno delle celle.
Determinante l’intervento immediato degli agenti di Polizia penitenziaria, che hanno domato le fiamme e messo in sicurezza i presenti, evitando conseguenze più gravi. Tre agenti sono stati costretti a ricorrere alle cure ospedaliere per intossicazione da fumo, con una prognosi di quattro giorni.
«Ancora una volta – dichiara Vicente Santilli, segretario regionale Sappe per il Piemonte – il personale ha dimostrato grande professionalità e senso del dovere, intervenendo tempestivamente in una situazione ad alto rischio. Resta forte la preoccupazione per il ripetersi di eventi critici che mettono a dura prova la sicurezza degli istituti e degli operatori».
Sulla vicenda interviene anche Donato Capece, segretario generale del Sappe, che esprime «piena solidarietà al Reparto di Polizia penitenziaria in servizio nella struttura torinese, chiamato ancora una volta a fronteggiare gravi episodi di violenza con coraggio e abnegazione».
«È inaccettabile – aggiunge Capece – che il personale continui a operare in condizioni così difficili, esposto quotidianamente a rischi elevati. Servono interventi urgenti e strutturali per garantire maggiore sicurezza negli istituti penitenziari e tutelare chi vi lavora».
Il Sappe torna infine a sollecitare misure concrete per rafforzare gli organici, migliorare le condizioni di lavoro e prevenire il ripetersi di episodi analoghi.