Il Politecnico di Torino forma la nuova classe dirigente dell’intelligenza artificiale

Al via la quinta edizione del Master internazionale in Technology and Public Policy con l’Itcilo

Loredana Polito 23/07/2026
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Se l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il modo in cui governi, imprese e istituzioni prendono decisioni, Torino punta a ritagliarsi un ruolo sempre più centrale nella formazione dei professionisti chiamati a guidare questa trasformazione. È con questo obiettivo che il Politecnico di Torino, in collaborazione con l’tcilo, il Centro Internazionale di Formazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite, ha presentato la quinta edizione del Master in Technology and Public Policy – Achieving Social Impact, un percorso di alta formazione rivolto a dirigenti pubblici, manager e decision maker provenienti da tutto il mondo.

L’iniziativa rafforza ulteriormente il posizionamento internazionale dell’ateneo torinese in uno dei settori oggi più strategici, quello dell’intelligenza artificiale applicata alla governance pubblica, in un momento in cui il dibattito non riguarda più soltanto lo sviluppo delle tecnologie ma soprattutto la capacità di utilizzarle per migliorare le politiche pubbliche, la competitività economica e la sostenibilità.

Il contesto è quello di un Paese che, pur avendo recuperato terreno sul piano delle infrastrutture digitali, continua a mostrare ritardi nell’adozione dell’innovazione. La copertura nazionale della rete in fibra ottica FTTH supera ormai il 70%, in linea con la media europea, ma nelle imprese italiane con meno di cinquanta addetti appena il 14% utilizza strumenti di intelligenza artificiale. Ancora più significativo il dato emerso da una ricerca realizzata dal Politecnico di Torino per Anitec-Assinform: circa sei lavoratori italiani su dieci non dispongono delle competenze digitali necessarie per affrontare con efficacia le attività professionali quotidiane.

Numeri che indicano come il principale ostacolo allo sviluppo dell’intelligenza artificiale non sia più la disponibilità della tecnologia, bensì la preparazione delle persone chiamate a governarla. Per questo motivo il Politecnico ha scelto di investire nella formazione di figure capaci di integrare conoscenze tecnologiche, economiche, giuridiche e amministrative all’interno dei processi decisionali.

«La trasformazione in atto richiede un cambio di paradigma nella formazione della classe dirigente pubblica e privata. Per governare efficacemente società e processi decisionali complessi oggi non è più sufficiente una preparazione esclusivamente giuridica, economica o amministrativa: è necessario integrare competenze avanzate sulle tecnologie e in particolare sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di saperle impiegare in modo competente quando si prendono decisioni, e quindi nella progettazione e nell’implementazione delle politiche pubbliche», spiega Stefano Sacchi, vicerettore del Politecnico di Torino, professore di Scienza politica e direttore scientifico del Master.

«Al cuore del programma si situa la capacità di comprendere il rapporto tra innovazione tecnologica e regolazione, di valutare gli effetti economici, sociali, giuridici e istituzionali delle nuove tecnologie e di progettare interventi pubblici basati su evidenze. Il Master in Technology and Public Policy nasce proprio con questo obiettivo. È un percorso che ha anticipato in modo pionieristico una direzione oggi condivisa anche da alcune fra le più importanti università internazionali, ma che trova in questa iniziativa, giunta alla quinta edizione, la sua espressione più strutturata.»

Il programma affronta temi che spaziano dall’intelligenza artificiale al quantum computing, dall’osservazione satellitare alla transizione energetica, passando per l’economia circolare, la sostenibilità ambientale, la digitalizzazione della pubblica amministrazione e la valutazione delle politiche pubbliche. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per progettare interventi più efficaci, migliorare l’impiego delle risorse pubbliche e affrontare le grandi sfide economiche, sociali e ambientali.

Uno degli elementi distintivi del Master è la forte dimensione internazionale. Le precedenti edizioni hanno visto la partecipazione di dirigenti pubblici, consiglieri ministeriali, rappresentanti di organizzazioni internazionali, responsabili di politiche per lo sviluppo economico e manager provenienti da numerosi Paesi, confermando Torino come luogo di incontro tra ricerca, innovazione e governance.

La componente applicativa rappresenta uno dei punti di forza del percorso. Attraverso i project work i partecipanti sono chiamati a sviluppare proposte concrete su problemi reali. Nelle passate edizioni sono stati realizzati progetti dedicati alla riconversione dell’area mineraria di Bełchatów, in Polonia, attraverso economia circolare e nuove infrastrutture energetiche; alla digitalizzazione della fiscalità immobiliare in Senegal mediante intelligenza artificiale e dati satellitari; allo sviluppo di un quadro regolatorio per la connettività satellitare nelle comunità indigene di Panama; alla cooperazione internazionale nel settore del quantum computing e alla costruzione di sistemi digitali di protezione sociale per i lavoratori informali.

Con questa iniziativa il Politecnico conferma la propria strategia di rafforzamento nei settori ad alta innovazione e consolida il ruolo di Torino come uno dei principali poli europei della formazione avanzata sulle tecnologie emergenti e sul loro impatto nelle politiche pubbliche. Le iscrizioni alla quinta edizione del Master resteranno aperte fino alle ore 14 del 18 settembre 2026. Per l’ateneo torinese si tratta di un ulteriore tassello nella costruzione di un ecosistema internazionale dedicato alla ricerca, alla formazione e alla governance dell’innovazione, destinato a richiamare nel capoluogo piemontese professionisti e decisori pubblici provenienti da tutto il mondo.

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