Ex scuola Neruda, nuovo allarme sanitario

Binzoni (FdI) chiede sgombero immediato per rischio tubercolosi dopo nuovi casi registrati nello stabile occupato abusivamente dagli antagonisti. Fontana (FI) chiede intervento Corte dei Conti

Eliana Puccio 21/02/2026
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Torna al centro del dibattito politico torinese il caso dell’ex scuola Neruda, stabile occupato da militanti di Askatasuna, dove sono stati nuovamente registrati casi di tubercolosi.

A intervenire è Alessandra Binzoni, vice capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio Regionale del Piemonte.

«Lo avevamo già denunciato presentando un ordine del giorno per chiedere lo sgombero dei locali – afferma – e lo ribadiamo con forza: quello stabile va liberato». Secondo l’esponente di FdI «non è più soltanto una questione di decoro o di rispetto delle regole, ma di salute pubblica».

Binzoni sottolinea il rischio di un possibile focolaio e parla di una situazione «impossibile da gestire dal punto di vista sanitario». «Non possiamo permettere – conclude – che il monitoraggio della salute venga di fatto demandato agli antagonisti».

Durissima l'attacco anche di Forza Italia del segretario cittadino di Forza Italia a Torino: «È incredibile che non si sia ancora intervenuti, visto che da tempo si rincorrevano allarmi sanitari sulla struttura. Questa è diventata Torino, dove Askatasuna gode di una sorta di immunità incondizionata da parte di chi governa. Questo caso è la dimostrazione che il tentativo di legalizzazione attraverso un Patto di facciata, che avrebbe coinvolto gli stessi antagonisti, era non solo scellerato ma grottesco. Forza Italia starà sempre dalla parte di tutte quelle associazioni che operano nel sociale, nella cultura e nello sport, ma nel rispetto delle leggi».

L'azzurro chiosa: «Il Comune di Torino e il sindaco Lo Russo, con la sua maggioranza, da anni lanciano il messaggio che esista una realtà di serie A che può tranquillamente fare ciò che vuole, in barba anche alle più basilari norme sanitarie e di sicurezza, e realtà di serie B che invece, comportandosi onestamente, soggiacciono a una serie di oneri e costi che rendono più difficoltosa la propria attività. Il messaggio del Comune è: occupate e dichiaratevi contro lo Stato, avrete tutti i diritti e nessun dovere. Una vergogna per le persone per bene. E poi Lo Russo e il suo partito sono quelli che si schierano contro condoni e rottamazione delle cartelle perché risulterebbero un insulto ai cittadini che rispettano le regole. Come sempre, due pesi e due misure… e intanto i torinesi pagano, perché le bonifiche della struttura e le cure saranno addossate alla collettività». E infine l'affondo di Fontana: «Sarebbe ora che la Corte dei Conti chiedesse i danni a chi legittima l’illegalità».

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