Il turismo rurale traina l’estate del Piemonte

Agriturismi verso una stagione da record

Walter Caputo 04/08/2026
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L’estate 2026 si conferma positiva per gli agriturismi piemontesi, che archiviano un luglio caratterizzato da un’elevata affluenza e guardano con fiducia ai mesi di agosto e settembre. A trainare il comparto non è soltanto il tradizionale turismo rurale, ma una domanda sempre più orientata verso esperienze autentiche, enogastronomia, attività all’aria aperta e soggiorni immersi nella natura. Un trend che consolida il ruolo dell’agriturismo come una delle componenti più dinamiche dell’economia turistica regionale.

A fotografare l’andamento della stagione è Confagricoltura Piemonte, secondo cui le prenotazioni raccolte finora confermano la solidità di un comparto che continua a crescere in termini di attrattività e qualità dell’offerta. Il Piemonte può contare su oltre 1.450 aziende agrituristiche autorizzate, pari a circa il 5,5% dell’intero patrimonio nazionale, una quota che colloca la regione tra le realtà più importanti d’Italia per il turismo rurale. A livello nazionale le aziende agrituristiche sono infatti 26.360, in crescita dello 0,9% rispetto all’anno precedente, mentre il valore economico complessivo del settore è aumentato del 3,3%, confermando la vitalità di un comparto sempre più strategico per l’agricoltura italiana. (Istat)

«Le prenotazioni registrate finora confermano la solidità dell’offerta agrituristica piemontese» osserva il presidente di Agriturist Piemonte, Lorenzo Morandi. «Cresce la richiesta di soggiorni che consentano di vivere esperienze autentiche, immerse nella natura, a contatto con le aziende agricole e con le produzioni tipiche. Il nostro territorio può offrire tutto questo grazie a un patrimonio di imprese che negli ultimi anni ha investito nella qualità dell’accoglienza».

L’evoluzione della domanda rappresenta uno degli aspetti più interessanti dal punto di vista economico. Se fino a pochi anni fa l’agriturismo era scelto prevalentemente come alternativa agli alberghi tradizionali, oggi il valore aggiunto è costituito dall’esperienza. I visitatori ricercano degustazioni in cantina, visite alle aziende vitivinicole, percorsi dedicati ai prodotti tipici, corsi di cucina, trekking, cicloturismo, passeggiate a cavallo e attività pensate per le famiglie. L’ospitalità diventa così uno strumento per valorizzare l’intera filiera agricola e generare ricadute economiche diffuse sul territorio.

I dati dell’Istat confermano questa trasformazione. Oltre l’81% degli agriturismi italiani offre servizi di alloggio, circa il 50% dispone di ristorazione e cresce costantemente il numero delle aziende che affiancano degustazioni, attività ricreative ed esperienze legate alla produzione agricola. Sempre più strutture, inoltre, integrano ospitalità, ristorazione e vendita diretta, aumentando il valore aggiunto prodotto dalle imprese agricole. (Istat)

Per il Piemonte il turismo rurale rappresenta un asset economico di particolare rilievo. Langhe, Roero e Monferrato, patrimonio mondiale dell’Unesco, insieme ai laghi, alle colline del Torinese, alle vallate alpine e ai territori vitivinicoli del Novarese e dell’Alessandrino, continuano ad attrarre visitatori italiani e stranieri interessati a un’offerta che unisce paesaggio, cultura, enogastronomia e sostenibilità.

Secondo gli operatori, anche il clima sta contribuendo ad allungare la stagione turistica. Le temperature elevate registrate negli ultimi anni favoriscono infatti prenotazioni anche nel mese di settembre, tradizionalmente dedicato alla vendemmia e agli eventi enogastronomici. Per molte aziende il cosiddetto “turismo di fine estate” rappresenta ormai una quota sempre più significativa del fatturato annuale.

Accanto alle prospettive positive, il comparto guarda però con attenzione anche alle nuove disposizioni normative. Tra i temi più sentiti figura quello relativo agli adeguamenti previsti per la sicurezza delle piscine presenti nelle strutture ricettive.

«La sicurezza degli ospiti è una priorità assoluta» sottolinea il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia. «Chiediamo però che gli interventi richiesti possano essere programmati con tempi compatibili con l’attività delle imprese, evitando di imporre lavori proprio durante il periodo di massima operatività della stagione turistica».

Per Confagricoltura l’obiettivo non è mettere in discussione gli standard di sicurezza, ma consentire alle aziende di pianificare gli investimenti senza compromettere una stagione che rappresenta la parte più importante del fatturato annuale. Una richiesta che riflette le esigenze di un settore chiamato a conciliare qualità dell’accoglienza, sostenibilità economica e continui investimenti.

L’andamento dell’estate conferma comunque la crescente centralità dell’agriturismo nell’economia turistica piemontese. Per molte aziende agricole l’ospitalità non costituisce più un’attività complementare, ma una leva strategica di diversificazione del reddito, capace di valorizzare produzioni tipiche, paesaggio e identità locali. Se le prenotazioni di agosto manterranno il ritmo registrato nelle ultime settimane e settembre confermerà il trend favorito dal clima, il 2026 potrebbe chiudersi come una delle stagioni migliori degli ultimi anni per il turismo rurale regionale.

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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