Comprare casa a Torino costa sempre di più e anche gli affitti continuano a salire. Nel secondo trimestre del 2026 i prezzi richiesti per le compravendite sono aumentati dell’8,3% su base annua, mentre i canoni sono cresciuti del 3,8%. Per acquistare un’abitazione in città servivano in media 2.249 euro al metro quadro; per affittarla, 12,9 euro mensili al metro quadro.
I dati sono stati presentati da Aspesi Torino in un incontro con Immobiliare.it e Intesa Sanpaolo. Il quadro mostra una differenza marcata tra abitazioni nuove e usate. Per comprare, le prime raggiungono una media di 3.440 euro al metro quadro, contro i 2.106 euro richiesti per gli immobili esistenti. Anche per gli affitti il nuovo è più caro: 16,1 euro al metro quadro contro 12,8 per l’usato.
Le variazioni annuali, però, seguono andamenti diversi. Nelle vendite crescono maggiormente le abitazioni esistenti, con un +7,3%, mentre il nuovo segna +4,5%. Nelle locazioni, invece, l’aumento più forte riguarda gli immobili nuovi, con +6,4%, rispetto al +3,8% dell’usato.
A spingere le compravendite è una domanda in aumento dell’11,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre l’offerta di abitazioni in vendita si è ridotta del 3,7%. Per gli affitti si registra la dinamica opposta: gli annunci disponibili sono cresciuti del 18,8% e la pressione della domanda sul singolo annuncio è scesa dell’1,7%. Dati che descrivono un mercato cittadino diviso: più competizione per chi cerca di acquistare e una maggiore disponibilità di annunci per chi cerca casa in locazione.
La crescita torinese trova riscontro anche in un indicatore nazionale, pur basato su una rilevazione diversa. Secondo l’Istat, nel secondo trimestre i prezzi delle abitazioni in Italia sono aumentati del 4% su base annua; a Torino l’incremento dell’indice dei prezzi delle abitazioni è stato dell’8,5%, in accelerazione rispetto al +3,8% del trimestre precedente. Il dato Istat riguarda l’andamento dei prezzi delle abitazioni e non coincide con i valori medi richiesti negli annunci rilevati da Immobiliare.it.
La pressione si estende alla prima cintura. Tra i Comuni analizzati, Collegno ha registrato il maggiore rialzo dei prezzi di vendita, +21%, ed è anche il più caro per acquistare, con una media di 2.272 euro al metro quadro. Sul fronte degli affitti è Carmagnola a segnare l’aumento più forte, +13%, mentre Moncalieri è l’area più onerosa, con canoni medi di 9,5 euro al metro quadro. Le compravendite risultano in crescita in tutti i Comuni della cintura considerati. Per gli affitti, invece, Grugliasco e Nichelino sono in calo rispettivamente del 4% e dell’1%.
Un altro dato emerso durante l’incontro riguarda il cosiddetto «mercato dormiente»: a Torino e provincia circa 300.800 abitazioni, pari a circa il 22% di un patrimonio residenziale di quasi 1,346 milioni di unità, sono classificate come inutilizzate, vuote, sfitte o non immesse nel mercato regolare. È la quota più bassa tra i capoluoghi piemontesi e le rispettive province: a Verbania arriva al 44%, a Cuneo al 39%. La definizione comprende situazioni diverse e non significa che tutte queste case siano immediatamente disponibili o adatte alla vendita e alla locazione.
Sul versante dei mutui, Intesa Sanpaolo riferisce di aver erogato nel primo semestre 316 milioni di euro a privati e famiglie del Torinese, destinati in gran parte all’acquisto di immobili green o da riqualificare. «Un dato che conferma l’attenzione alla sostenibilità e alla valorizzazione degli immobili nel tempo», ha dichiarato Marco Marocco, responsabile Coordinamento Marketing e Finanziamenti Retail della Banca dei Territori. La banca segnala tra le agevolazioni finanziamenti fino al 100% del valore dell’immobile, sconti sul tasso fino allo 0,73% e, per gli under 40, durate fino a 40 anni.
La crescita dei valori si accompagna dunque a un mercato con disponibilità e pressioni differenti tra acquisto e locazione. Il numero di abitazioni censite come «dormienti» segnala una potenziale riserva di immobili, ma la loro eventuale riattivazione dipende dalle condizioni degli edifici, dalle scelte dei proprietari e dalla possibilità di immetterli effettivamente sul mercato.